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La Stampa Rassegna Stampa
19.10.2019 Iran: la dura repressione che non suscita interesse nelle democrazie occidentali
Cronaca di Leonardo Martinelli

Testata: La Stampa
Data: 19 ottobre 2019
Pagina: 17
Autore: Leonardo Martinelli
Titolo: «In carcere in Iran 'Zam', attivista contro il regime degli ayatollah»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 19/10/2019, a pag.17, con il titolo "In carcere in Iran 'Zam', attivista contro il regime degli ayatollah" la cronaca di Leonardo Martinelli


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Ruhollah Zam, attivista arrestato in Iran

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Leonardo Martinelli

Erano iraniani gran parte del milione di followers di Amadnews, il canale che Ruhollah Zam aveva creato da Parigi su Telegram, l’app criptata di messaggistica istantanea, per criticare ferocemente il regime degli ayatollah. Per loro, nei giorni scorsi, è stata una bruttissima sorpresa vedere il proprio beniamino apparire stavolta sulla televisione pubblica del loro Paese, per dire che era pentito e che non bisognava fidarsi dei servizi segreti stranieri. Sì, perché Zam, a sorpresa, è stato catturato dai pasdaran e trasferito a Teheran, dove è sottoposto a incessanti interrogatori: potrebbe rivelare le fonti interne che lo aiutavano a raccogliere informazioni sui leader corrotti del regime. Non solo: Zam si ritrova al centro di una spy story, che vede coinvolti due francesi, incarcerati in Iran. Catturato nella città santa di Najaf 46 anni, figlio di un religioso riformista, Zam viveva da una decina d’anni a Parigi, dove era stato riconosciuto come rifugiato politico. Su Amadnews ci andava giù duro, facendo nomi e cognomi dei corrotti iraniani. E incitando addirittura i giovani alla violenza per abbattere il regime. Lo aveva fatto in particolare all’inizio del 2018, al momento delle contestazioni, indicando anche come poter fabbricare bombe artigianali. Adesso Zam voleva creare una vera e propria tv. Secondo il quotidiano Le Figaro, sarebbe stato attratto da una giovane donna, che lo avrebbe convinto ad andare in Iraq per incontrare l’ayatollah Ali al-Sistani, il più alto esponente dello sciismo iracheno, rivale di Ali Khamenei, numero uno del regime di Teheran. Zam sperava forse di ottenere finanziamenti per la sua tv. Ma a Najaf, città santa in Iraq, sarebbe stato catturato dai pasadarn e poi trasferito in Iran. Le Guardie della rivoluzione islamica, i temibili pasdaran, accusano Zam di essere stato diretto dai servizi segreti francesi. Ma, secondo notizie che circolano sui social network in Iran e indiscrezioni apparse anche sul Figaro, l’intelligence a Parigi potrebbe non aver fermato Zam in viaggio verso l’Iraq per potersi accordare con Teheran sulla liberazione di due francesi, lì prigionieri dallo scorso giugno. Si tratta dell’antropologa franco-iraniana Fariba Adelkhan e di un suo amico, il sociologo Roland Marchal, due ricercatori di Sciences-Po, la nota scuola di scienze politiche di Parigi. E ormai accusati di spionaggio dagli iraniani.

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