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La Stampa Rassegna Stampa
13.10.2019 Tunisia, ballottaggio: auguri a Karoui
Analisi di Francesca Paci

Testata: La Stampa
Data: 13 ottobre 2019
Pagina: 16
Autore: Francesca Paci
Titolo: «Tunisia: oggi il ballottaggio fra il giurista Saied e il tycoon Karoui»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi,13/10/2019, a pag.16, con il titolo "Tunisia: oggi il ballottaggio fra il giurista Saied e il tycoon Karoui" l'analisi di Francesca Paci

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Francesca Paci

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da sin. Karoui, Saied

 La Tunisia affronta oggi il ballottaggio che determinerà il successore del defunto presidente Essebsi, il primo democraticamente eletto dopo la cacciata di Ben Ali. A contendersi la preferenza di 7 milioni di elettori sono due outsider rispetto al panorama politico del piccolo Paese nordafricano, l’unico esperimento di successo delle primavere del 2011. Da una parte il giurista conservatore Kais Saied, 61 anni, soprannominato «Robocop» in virtù del suo modo monotono di parlare e guardato con simpatia dal partito islamista Ennhada per la sua dichiarata avversione all’emancipazione femminile soprattutto in materia di eredità e all’omosessualità, un appeal tradizionalista ispirato alla sharia che tra i liberal gli vale la fama di «salafita». Appena scarcerato Dall’altra l’imprenditore 56enne Nabil Karoui, il cosiddetto «Berlusconi tunisino», noto tycoon dei media e fondatore di Nessma Tv oltreché del giovane partito «Al cuore della Tunisia», rilasciato mercoledì dopo quasi due mesi di carcere scontati per l’accusa di evasione fiscale e riciclaggio di denaro. Venerdì sera, poche ore dopo la liberazione del candidato fino a quel momento in absentia, i due si sono sfidati in un dibattito televisivo all’americana nel quale entrambi hanno promesso una guerra senza quartiere alla povertà. Tanto Saied quanto il suo avversario Karoui, vengono considerati «populisti», la tendenza politica più in voga secondo lo Zeitgeist globale. Il primo ha puntato la sua campagna elettorale sulla lotta alla corruzione, una specie di mani pulite anti-sistema in base a cui, giura, se dovesse essere eletto non si trasferirà nel sontuoso Palazzo presidenziale di Cartagine. Il secondo, spesso accusato di usare i media «pro domo suo», si è concentrato sulla stagnazione economica che strangola la popolazione tra una disoccupazione al 30% e il costo della vita al galoppo: l’obiettivo è duplice, parlare al popolo affamato ma anche alla borghesia urbana e laica (gli islamisti lo accusano di aver proiettato il blasfemo Perspolis di Marjane Satrapi nel 2011). La partita è aperta (al primo turno Saied ebbe il 18,4% e Karoui il 15,6%). Sullo sfondo c’è anche il risultato delle parlamentari che hanno visto imporsi Ennhada (seppur in calo di 10 punti) seguito da «Al cuore della Tunisia»: uno scenario incerto per la cui definizione sarà necessario negoziare una coalizione, potenzialmente anche tra nemici come Ennhada (pro Saied) e «Al cuore della Tunisia» (pro Karoui)

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