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La Stampa Rassegna Stampa
09.02.2019 Iran: gli Usa dicono basta, adesso restrizion più dure
Analisi di Polo Mastrolilli

Testata: La Stampa
Data: 09 febbraio 2019
Pagina: 19
Autore: Paolo Mastrolilli
Titolo: «Missili Iran, gli Stati Uniti: 'restrizioni più dure'»

Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 09/02/2019, a pag.19, con il titolo "Missili Iran, gli Stati Uniti: 'restrizioni più dure'" l'analisi di Paolo Mastrolilli

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Paolo Mastrolilli

Si inasprisce lo scontro tra Usa e Iran sul programma missilistico di Teheran, mentre il leader spirituale della Repubblica islamica Khamenei si rivolge direttamente agli americani, dicendo che gli slogan contro il loro Paese riguardano i governanti, non il popolo. Giovedì la Guardia rivoluzionaria ha inaugurato un nuovo missile di superficie, con una gittata di circa mille chilometri. I media della Repubblica islamica hanno mostrato una struttura sotterranea per lo sviluppo di questi vettori, chiamati «Dezful». Sarebbero una versione potenziata dello Zolfaghar, che può trasportare una testata convenzionale di quasi 500 chili di esplosivo a 700 chilometri di distanza. Teheran ha definito la nuova arma come uno strumento difensivo, che segue il missile provato nei giorni scorsi, capace invece di raggiungere l’Europa. La minaccia Il dipartimento di Stato ha risposto molto duramente, con una nota pubblicata dal portavoce Robert Palladino: «La sfacciata mancanza di rispetto delle norme internazionali da parte dell’Iran deve essere affrontata. Noi dobbiamo riportare in vigore restrizioni internazionali più dure, per fermare il programma missilistico di Teheran». Quindi il portavoce ha aggiunto: «Gli Stati Uniti continueranno senza sosta a costruire il sostegno in tutto il mondo per reagire alla sconsiderata attività del regime iraniano nel settore dei missili balistici, e continueremo ad imporre pressione sufficiente sul governo affinché cambi il suo comportamento maligno, inclusa a piena applicazione delle nostre sanzioni». La questione è ora al centro della disputa tra Washington e Teheran. Il programma missilistico non era incluso nell’accordo nucleare, che il presidente Trump ha deciso di abbandonare, anche se una risoluzione dell’Onu sollecita l’Iran a non sviluppare armi in grado di trasportare testate atomiche. Gli Stati Uniti considerano questa situazione inaccettabile, e la usano come una delle ragioni che hanno giustificato l’uscita dall’accordo nucleare. Al suo posto chiedono che venga negoziato un nuovo trattato più vincolante, che renda permanente il divieto di realizzare le armi atomiche, ma nello stesso tempo proibisca anche la costruzione di missili convenzionali, che potrebbero essere usati tanto per minacciare i Paesi del Medio Oriente, quanto per lanciare attacchi sullo stesso territorio europeo. Gli altri Paesi firmatari dell’accordo nucleare riconoscono questa minaccia, e intendono affrontarla, ma vorrebbero tenerla separata dall’intesa che Trump ha abbandonato.

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