sabato 23 febbraio 2019
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Invia ad un amico
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Brigitte Gabriel rivela la strategia per islamizzare l'America (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)
Per consultare l'archivio Video
CLICCA QUI


Clicca qui





Hai già visitato il sito SILICON WADI?


Clicca qui






La Stampa Rassegna Stampa
07.02.2019 Siria: arrivano i missili russi regalati da Putin all'Iran
Cronaca di Giordano Stabile

Testata: La Stampa
Data: 07 febbraio 2019
Pagina: 11
Autore: Giordano Stabile
Titolo: «In Siria i missili russi capaci di abbattere i jet di Gerusalemme»

Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 07/02/2019, a pag.11, con il titolo "In Siria i missili russi capaci di abbattere i jet di Gerusalemme" l'analisi di Giordano Stabile.

Immagine correlata
Giordano Stabile

Immagine correlata
Missili S-300, donati all'Iran da Mosca e destinati a Hezbollah e ad Assad in Siria per colpire Israele

La Siria attiva i sistemi di difesa anti-area S-300 e il premier Benjamin Netanyahu annuncia che andrà Mosca per incontrare Vladimir Putin. La battaglia nei cieli siriani non è finita e il confronto fra Israele e Iran coinvolge sempre più direttamente la Russia.
Il nuovo allarme è scattato quando la società ImageSat International ha pubblicato immagini satellitari che mostrano tre dei quattro lanciatori dislocati a Masyaf, nella Siria nordoccidentale, in posizione operativa. Un quarto lanciatore è ancora coperto dai teli mimetici. Quando a settembre Mosca ha annunciato che avrebbe fornito i sistemi a Damasco, gli analisti avevano previsto che ci sarebbero voluti circa sei mesi prima che fossero pronti. A conferma di ciò fonti siriane ribadiscono che l’addestramento dei militari siriani dovrebbe concludersi a marzo e a quel punto la Siria, sotto supervisione russa, sarebbe in grado di abbattere i cacciabombardieri israeliani fino a 150 chilometri di distanza, in pratica anche se attaccassero senza entrare nello spazio aereo siriano.
È un cambio degli equilibri che preoccupa il premier Benjamin Netanyahu. Il 21 febbraio ci sarà un vertice con Vladimir Putin a Mosca. È il primo incontro dall’abbattimento per errore di un aereo militare russo il 17 settembre scorso, durante un raid israeliano. Subito dopo Putin ha deciso di fornire gli S-300 a Damasco e ha avuto soltanto colloqui telefonici, anche burrascosi, con Netanyahu. I rapporti però non si sono mai interrotti. Dopo una pausa di alcuni mesi i bombardamenti israeliani contro obiettivi iraniani sono ripresi, in «coordinazione» con le forze armate russe che hanno il controllo dei cieli siriani. Prima limitati, questi attacchi hanno assunto proporzioni mai viste un mese fa, quando ondate di bombe di precisione e missili hanno causato gravi danni all’aeroporto internazionale di Damasco. Almeno 21 persone sono morte compresi, secondo fonti dell’opposizione al regime, 12 Pasdaran.

Immagine correlata

I raid hanno distrutto parte delle difese anti-aeree di fabbricazione russa attorno a Damasco: alcuni vecchi S-125 e un più moderno lanciatore Pantsir S-1. Nulla di paragonabile però agli S-300, che costituiscono una seria minaccia anche alle versione più avanzate degli F-15 e F-16 di fabbricazione americana. L’aviazione israeliana ha ribadito di essere in grado di aggirare queste difese ma il rischio che si ripeta l’abbattimento di un cacciabombardiere, come è avvenuto con un F-16 il 10 febbraio dell’anno scorso, è reale. Mosca cerca di tenere una posizione equidistante. Ha fatto pressioni, almeno a parole, sull’Iran perché allontani i suoi consiglieri militari a 100 chilometri dalla frontiera israeliana. La scorsa settimana sono arrivati in Israele l’inviato speciale per la Siria Alexander Lavrentiev e il viceministro degli Esteri Sergey Vershinin con l’obiettivo di allentare le tensioni e proporre una «coordinazione» più avanzata fra russi e israeliani in Siria. Ma i nodi dovranno essere sciolti da Netanyahu e Putin.

 

Per inviare alla Stampa la propria opinione, telefonare: 011/ 65681, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


lettere@lastampa.it

Clicca qui per stampare questa pagina
Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT