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La Stampa Rassegna Stampa
08.08.2018 Grande Trump: chi farà affari con l'Iran non li farà più con gli Usa
Cronaca di Francesco Semprini

Testata: La Stampa
Data: 08 agosto 2018
Pagina: 12
Autore: Francesco Semprini
Titolo: «La Ue contro Trump sulle sanzioni all’Iran: 'Avanti con gli affari'»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 08/08/2018 a pag. 12, con il titolo "La Ue contro Trump sulle sanzioni all’Iran: 'Avanti con gli affari' ", la cronaca di Francesco Semprini.

L'Europa starà con gli Usa o con l'Iran? Federica Mogherini si erge a paladina dell'accordo con gli ayatollah voluto da Obama, se la sua linea prevarrà l'Europa sceglierà di stare con la teocrazia iraniana contro l'Occidente. E'vero che la storia non si fa con i 'se', ma se Roosevelt si fosse comportato con la Germania di Hitler come oggi Trump con  l'Iran degli ayatollah, la Storia del '900 sarebbe stata un'altra.

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Adolf Hitler, Franklin D. Roosevelt

Ecco l'articolo:

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Francesco Semprini

Tra Stati Uniti ed Europa si profila una guerra politica, accanto a quelle commerciale e militare già in atto, dopo il duello a distanza tra Donald Trump e Federica Mogherini sulle sanzioni all’Iran. L’entrata in vigore delle misure volute da Washington ha sollevato una levata di scudi globale che trova nel Vecchio continente il suo epicentro. L’Alto rappresentante per la politica Estera e di Difesa Ue comune incoraggia le imprese a incrementare i propri affari con l’Iran, dato che Teheran ha rispettato gli impegni presi nell’ambito dell’accordo sul nucleare.

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Donald Trump reintroduce sanzioni contro l'Iran


Contrastare gli effetti
«Stiamo facendo del nostro meglio per mantenere l’accordo e per preservare i benefici economici che questo porta al popolo iraniano perché crediamo che questo sia nell’interesse della sicurezza non solo della nostra regione, ma anche del mondo», sottolinea Mogherini a margine della visita ufficiale in Nuova Zelanda. Bruxelles ha mantenuto fede alla promessa di opporsi alla reprimenda americana e ha fatto scattare lo Statuto di blocco, aggiornato dopo la decisione americana di uscire dal Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa). Ciò per rispondere alla prima tornata di sanzioni sulle transazioni in dollari, commercio in oro, metalli preziosi, grafite, alluminio, acciaio, carbone e software usati nel settore industriale, oltre al settore dell’auto.

L’obiettivo è contrastare gli effetti sugli operatori economici europei e consentire alle aziende europee di ottenere anche il risarcimento degli eventuali danni subiti. Durante la conferenza stampa col ministro degli Esteri della Nuova Zelanda Winston Peters, Mogherini ha confermato che l’Ue e la Nuova Zelanda vedono la necessità di preservare l’accordo nucleare con l’Iran, e che lei e Peters hanno discusso in dettaglio di come tenere aperti i canali commerciali e finanziari con Teheran. «Stiamo incoraggiando le piccole e medie imprese, in particolare, ad aumentare gli affari con e in Iran», afferma Lady Pesc. E sottolinea come il commercio tra Iran e Bruxelles «sia un aspetto fondamentale del diritto iraniano di avere un vantaggio economico in cambio di ciò che hanno fatto finora, che è conforme a tutti i loro impegni relativi al nucleare».

Il tweet di Trump
Netta la replica a Trump il quale in prima mattinata aveva intimato ad allinearsi con gli Usa e seguire le sanzioni. «Chiunque faccia affari con l’Iran non farà affari con gli Stati Uniti. Io chiedo la pace nel mondo, niente di meno!», twitta il presidente. Un ultimatum agli alleati accompagnato dall’invito al dialogo diretto questa volta rivolto non solo al presidente iraniano Hassan Rohani ma anche «agli ayatollah», e la proposta di un accordo alternativo e più ampio con l’Iran che riguardi anche il programma balistico e le attività geostrategiche nella regione.
John Bolton, consigliere per la Sicurezza nazionale, ribadisce infatti che lo scopo delle sanzioni non è quello di provocare un «cambio di regime» in Iran.

«Vogliamo vedere una ritirata molto più ampia di Teheran dal sostegno al terrorismo internazionale - precisa - dall’attività belligerante in Medio Oriente e dal programma di missili balistici legati al nucleare». Londra si smarca dalle posizione di Washington, mentre Mosca si dice «profondamente delusa». Il fronte dei non allineati Cina, India e Francia, medita una strategia per aggirare il divieto sul petrolio, previsto con la seconda tranche di sanzioni. È stata però Total la prima azienda ad abbandonare Teheran rinunciando a commesse da miliardi di dollari, mentre l’ultima in ordine di tempo è il gruppo tedesco Daimler AG, che ha congelato il piano per la costruzione di camion Mercedes Benz in Iran. Due colonne dell’economia europea ormai in aperto scontro con l’alleato americano su un triplice fronte, sanzioni, dazi e contributi militari in ambito Nato.

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