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La Stampa Rassegna Stampa
16.05.2018 Unione Europea ancora a favore degli ayatollah
Commento di Marco Bresolin

Testata: La Stampa
Data: 16 maggio 2018
Pagina: 16
Autore: Marco Bresolin
Titolo: «L’Unione europea rassicura l'Iran: 'Resta l'intesa sul nucleare'»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 16/05/2018, a pag. 16, con il titolo "L’Unione europea rassicura l'Iran: 'Resta l'intesa sul nucleare' ", la cronaca di Marco Bresolin.

L'accordo voluto da Obama e dall'Europa che consente alla teocrazia iraniana di proseguire l'espansionismo in Medio Oriente e la corsa verso il nucleare non va rivisto o temperato, ma annullato completamente e le sanzioni reinserite. E' l'unico modo per contenere le mire del regime degli ayatollah iraniani, come ha affermato più volte in questi anni John Bolton, Consigliere per la Sicurezza nazionale dell'Amministrazione Trump e lo stesso Donald Trump.  Potrebbero così occuparsi del benessere dei cittadini iraniani, invece di investire negli armamenti ai terroristi. A fare gli interessi di Teheran, ancora una volta, Federica Mogherini e l'Europa in generale.

Ecco l'articolo:

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Marco Bresolin

L’Ue e i governi di Francia, Germania e Regno Unito assicurano di essere «determinati» nel voler mantenere in vita l’accordo sul nucleare iraniano. Al tavolo c’era il ministro degli Esteri Javad Zarif, che ha incontrato Federica Mogherini - Alto Rappresentante per la Politica Estera Ue - e i ministri degli Esteri di Parigi (Jean-Yves Le Drian), Berlino (Heiko Maas) e Londra (Boris Johnson). Incontri definiti «costruttivi» dai partecipanti. Il capo della diplomazia iraniana ha messo in chiaro le sue condizioni: «Nell’accordo è previsto che l’Iran tragga dei benefici economici, dobbiamo vedere se i partner che sono rimasti (dopo l’uscita degli Usa, ndr) potranno garantirli». La tappa di Zarif a Bruxelles è l’ultima di un tour che lo ha visto nei giorni scorsi anche a Pechino e Mosca, impegnato a salvare l’intesa.

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Federica Mogherini con il ministro iraniano Zarif

La telefonata
La questione Iran è stata anche al centro di un colloquio telefonico tra il presidente russo Putin e il francese Macron: i due hanno ribadito il loro impegno a rispettare il Jcpoa. Ma il tempo stringe e la strada resta in salita, tanto che la Russia ha detto di non escludere un possibile ritiro di Teheran dall’accordo «se non riuscisse a raggiungere un’intesa con gli altri partecipanti su una base appropriata». E con il passare dei giorni aumentano gli ostacoli,
Perché gli Usa continuano a mettere i bastoni tra le ruote: proprio ieri Washington ha varato nuove sanzioni contro il governatore della Banca centrale iraniana. Gli americani lo accusano di aver sostenuto e finanziato il terrorismo. Nel frattempo l’Ue lavora a un piano per consentire alle aziende europee di aggirare le sanzioni americane.
La Commissione - tramite il presidente Juncker e l’Alto Rappresentante Mogherini - metterà oggi sul tavolo dei governi Ue alcune opzioni per difendere le relazioni commerciali e gli investimenti europei in Iran. Le proposte saranno discusse stasera a Sofia, dove i 28 leader si riuniranno alla vigilia del summit sui Balcani Occidentali. Si parla di misure che «schermino» l’attività delle imprese europee dalle sanzioni extra-territoriali e di un possibile intervento della Bei per garantire gli investimenti. Nel weekend il commissario Ue responsabile per l’Energia, lo spagnolo Miguel Arias Canete, volerà a Teheran per «discutere la continuazione della cooperazione energetica tra l’Ue e l’Iran».

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