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Intervento in difesa di Israele all'Onu del Principe Verde, figlio di Hamas (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)
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Israele si prepara a ogni tipo di attacco da parte dei terroristi di Hezbollah (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)
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La Stampa Rassegna Stampa
18.03.2017 La difesa israeliana al confine con la Siria
Cronaca di Giordano Stabile

Testata: La Stampa
Data: 18 marzo 2017
Pagina: 13
Autore: Giordano Stabile
Titolo: «Battaglia aerea tra Israele e Siria, nel mirino i depositi di Hezbollah»

Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 18/03/201, a pag. 13, con il titolo "Battaglia aerea tra Israele e Siria, nel mirino i depositi di Hezbollah", l'articolo di Giordano Stabile.

Molto accurato, Giordano Stabile descrive le iniziative di difesa di Israele al confine con la Siria.

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Giordano Stabile

Un duello fra cacciabombardieri israeliani e missili siriani sotto gli occhi attenti della Russia. La battaglia dei cieli dell'altra notte apre una nuova fase della guerra civile siriana. Con l'Isis in ritirata, e i ribelli circondati dalle truppe governative in poche città che si arrendono una dopo l'altra, le potenze regionali guardano agli equilibri futuri. E per Israele è vitale ridimensionare la presenza iraniana e dell'alleato libanese Hezbollah, che ora controlla i confini a Sud-Ovest della Siria. Per questo nelle primissime ore di ieri ha lanciato il più massiccio attacco aereo contro depositi di armi e convogli diretto ai miliziani nell'aerea attorno a Damasco e forse anche più in profondità. Almeno «sei raid» secondo fonti siriane. Non era la prima volta che accadeva. Una mezza dozzina di raid di questo tipo sono stati lanciati negli ultimi tre anni. Questa volta però la reazione siriana è stata molto più decisa e la battaglia è stata confermata anche dalle forze armate israeliane che di solito «non commentano». I cacciabombardieri, sei F-16 a quanto pare, sono stati puntati dai sistemi anti-aerei S200 attorno alla capitale. La risposta è arrivata in ritardo, quando i jet erano già rientrati nello spazio aereo israeliano, ma i missili, in codice Nato SA-5 Gammon, con una portata di oltre 200 chilometri, li hanno inseguiti oltre la frontiera. A quel punto non erano in grado di raggiungere gli aerei né rappresentavano un pericolo a terra, ma a scanso di equivoci è intervenuto il sistema anti-missile israeliano Arrow 3, al suo battesimo del fuoco. Un missile siriano è stato centrato e i frammenti sono caduti lungo la valle del Giordano, anche in Giordania. II bilancio mostra la superiorità degli armamenti israeliani, ma va detto che Damasco ha usato la «vecchia contraerea» risalente agli Anni Settanta Da pochi mesi ha a disposizione i molto più potenti S300, che avrebbero messo in serio pericolo i jet israeliani. II sistema fornito dalla Russia è però sotto la «supervisione» di Mosca, che ha schierato a difesa delle sue basi nelle province di Tartus e Lattakia gli ancor più micidiali 5400. II sistema radar installato dai russi è in grado di osservare tutti i movimenti dell'aviazione con la Stella di David «fin nelle basi del Negev», secondo fonti militari riportate da media israeliani. Lo schieramento militare russo preoccupa Israele, in combinazione con il rafforzamento di Hezbollah sia in Siria che in Libano. Il ministro della Difesa Avigdor Lieberman ha avvertito che in caso di una nuova guerra con il movimento sciita, il Libano potrebbe «tornare all'età della pietra», perché il Partito di Dio è sempre più inserito nelle istituzioni dello Stato e il nuovo presidente Michel Aoun gli ha riconosciuto il ruolo di difesa del territorio nazionale, in particolare al Sud, come fosse parte delle forze armate. Anche l'ultimo viaggio del premier Benjamin Netanyahu a Mosca aveva fra gli obiettivi far pressione sul presidente Vladimir Putin perché limitasse il ruolo iraniano e di Hezbollah in Siria. Con il collasso dell'Isis l'apertura di un «corridoio sciita» da Baghdad a Beirut è sempre più realistica. Secondo fonti siriane, i raid israeliani hanno colpito postazioni di Hezbollah anche vicino a Palmira e ucciso il comandante militare per la Siria, Badie Hamya. Circostanza che però è stata smentita dallo stesso Hezbollah.

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