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07.03.2008 Un collaboratore musulmano all'Osservatore Romano
il sociologo Khaled Fouad Allam

Testata: La Stampa
Data: 07 marzo 2008
Pagina: 14
Autore: Giacomo Galeazzi
Titolo: «Fouad Allam un arabo in Vaticano»

Da La STAMPA del 7 marzo 2008:
 
La prima firma musulmana nel giornale del Papa. L’intellettuale islamico di origine algerina, Khaled Fouad Allam, deputato uscente e non ricandidato del Pd, diventa editorialista dell’Osservatore Romano. «Manca solo la firma - spiega il docente di sociologia del Mondo musulmano dell’Università di Trieste -. Negli ultimi tempi l’Osservatore Romano è diventato un vivace e ancora più autorevole quotidiano d’idee, quindi mi onora la proposta di iniziare una collaborazione».
Una novità che rientra nella linea editoriale scelta dal direttore Giovanni Maria Vian, che ha già aperto la voce della Santa Sede ai contributi «extra-cattolici» di ortodossi, protestanti, ebrei e ora, per la prima volta, musulmani. A novembre ha esordito sulle pagine dell’«Osservatore» la studiosa di origini ebraiche Anna Foa, pronipote del rabbino di Torino, e sono sempre più frequenti i commenti di leader delle altre chiese cristiane. «Per il giornale vaticano sto elaborando un programma di interventi, un progetto di articoli e approfondimenti da avviare dopo l’estate. Sto riflettendo bene per corrispondere al meglio alla fiducia che mi viene dimostrata e per garantire il mio contributo al dibattito animato ogni giorno dall’Osservatore», puntualizza il professor Fouad Allam. Il suo contratto in esclusiva con «Repubblica» termina ad agosto. «L’accordo in via di definizione tra il giornale del Papa e uno studioso arabo musulmano rappresenta un fatto senza precedenti - afferma -. È una grande responsabilità di cui sono pienamente consapevole». Una «segno storico» che «non può che riempire di orgoglio», sottolinea il professore, «anche se economicamente non è un’offerta troppo vantaggiosa». Ma, sorride, «come si sa, la Chiesa è giustamente povera».
Eletto in Parlamento nel 2006 tra le fila della Margherita, Fouad Allam è uno dei massimi esperti dei rapporti tra l’Islam e l’Occidente cristiano. La sua designazione all’«Osservatore» costituisce un segnale importante e filtra Oltretevere nelle stesse ore in cui la Santa Sede annuncia per novembre l’attesa udienza di Benedetto XVI ai 138 leader musulmani di 43 Paesi e delle diverse correnti dell’Islam che in una lettera avevano proposto al Pontefice una riflessione congiunta sui fondamenti condivisi dalle due religioni. A conclusione del vertice di due giorni organizzato in Curia dal ministro vaticano del dialogo interreligioso Jean-Louis Tauran, è stato creato il Forum permanente cattolico-musulmano, cioè una «linea rossa» pronta ad intervenire in caso di tensione, un canale privilegiato da attivare in situazioni di crisi come la bufera seguita al discorso papale di Ratisbona.
L’approdo sulle colonne della gazzetta d’Oltretevere del suo primo opinionista islamico coincide, inoltre, con un’altro primato storico dell’«Osservatore»: il balzo a 70 mila copie grazie alla diffusione domenicale abbinata all’Eco di Bergamo nel 50esimo anniversario dell’elezione del papa bergamasco Angelo Roncalli. «È la prima volta dal 1929 che il nostro quotidiano viene stampato anche fuori dai confini vaticani», sottolinea Vian. Da sempre, infatti, un punto dolente per «L’Osservatore», è quello della «ristrettezza del suo raggio di diffusione», secondo la celebre espressione di rammarico di Montini. Difficoltà nella diffusione, precisa Vian, che negli ultimi anni sono aumentate «per i meccanismi della distribuzione in un panorama informativo sempre più ricco ma anche più confuso».
E mentre supera le tirature massime della sua storia, l’«Osservatore» si appresta a parlare arabo sull’esempio dell’enciclica sociale che Joseph Ratzinger sta per mandare in stampa. Che, per la prima volta, uscirà anche nella lingua del Corano. «Il mio primo articolo uscirà sull’”Osservatore” in autunno», chiosa Fouad Allam, che si consola così dalla delusione manifestata pochi giorni fa per l’esclusione dalle liste del Pd alle prossime elezioni.

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