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Il Manifesto Rassegna Stampa
05.06.2019 Le attività di Bds in Italia: un movimento in continuità con l'antisemitismo nazista, per questo il governo tedesco lo ha dichiarato illegale
Osannato dal quotidiano comunista e giudicato interlocutore privelgiato dal Coordinamento Pride Lgbt di Torino

Testata: Il Manifesto
Data: 05 giugno 2019
Pagina: 13
Autore: la redazione del Manifesto
Titolo: «Librerie, teatri, sindacati, negozi: cento spazi 'liberi dall'apartheid'»

Riprendiamo dal MANIFESTO di oggi, 05/06/2019, a pag. 13, la breve "Librerie, teatri, sindacati, negozi: cento spazi 'liberi dall'apartheid' ".

Il Manifesto pubblica con enfasi la notizia della "campagna Splai" organizzata dal ramo italiano dell'organizzazione antisemita e razzista Bds, che si adopera per il boicottaggio di Israele in stile nazista. Per questo la Germania ha recentemente deciso di dichiararlo illegale. Non stupisce che il quotidiano comunista osanni i boicottatori dello Stato ebraico.

Ecco la breve:

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Sono oltre cento le realtà che hanno aderito alla campagna Splai, Spazi liberi dall'apartheid israeliana, che parte oggi. Organizzata da Bds Italia, fa seguito a iniziative simili già partite nel resto d'Europa, su spinta della campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni dello Stato di Israele. Ci sono sindacati, teatri, negozi di artigianato, associazioni sportive e culturali, BeB, librerie. L'obiettivo, spiega Bds Italia, è coniugare «l'etica con il lavoro, schierandosi contro ogni forma di discriminazione, in solidarietà con la richiesta di libertà, giustizia e uguaglianza del popolo palestinese». La data scelta per il lancio non è casuale: oggi ricorrono i 52 anni dall'inizio della Guerra dei Sei giorni con cui Israele occupò Gerusalemme est, Gaza e Cisgiordania. Per i palestinesi la Naksa con la sua nuova ondata di profughi e perdita di terre. L'Italia si unisce così alle 300 realtà, tra cui decine di comuni, che in Europa hanno aderito a Splai impegnandosi «a non intrattenere rapporti con istituzioni e imprese complici delle “violazioni israeliane del diritto internazionale».

 

 

 

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