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La Repubblica Rassegna Stampa
24.12.2022 Gli Usa: 'All'Ucraina pace e sicurezza'
Cronaca di Paolo Mastrolilli

Testata: La Repubblica
Data: 24 dicembre 2022
Pagina: 2
Autore: Paolo Mastrolilli
Titolo: «Gli Usa studiano la pace: 'Ne discutiamo con il G7 piano pronto a febbraio'»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 24/12/2022 a pag. 2 la cronaca di Paolo Mastrolilli dal titolo "Gli Usa studiano la pace: 'Ne discutiamo con il G7 piano pronto a febbraio' ".

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Paolo Mastrolilli

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Il segretario di Stato americano Blinken parla con i colleghi del G7 del piano di pace per l’Ucraina, che Zelensky ha discusso con Biden alla Casa Bianca e si prepara a rilanciare in vista del 24 febbraio, anniversario dell’invasione russa. Dobbiamo prendere queste dichiarazioni come l’inizio di un nuovo percorso finalizzato a chiudere il conflitto, oppure come un posizionamento politico per dare al mondo l’impressione che Kiev e Washington cercano comunque la pace, rigettata invece da Putin? Probabilmente la risposta è affermativa in entrambi i casi, nel senso che gli americani non hanno mai smesso di lavorare ad una soluzione diplomatica della guerra, che avevano tentato concretamente di evitare anche prima dell’invasione. E lo stesso ha fatto Zelensky, presentando a novembre il suo piano in dieci punti al G20 di Bali. Mosca però si rifiuta persino di ammetterne l’esistenza, perché in questo momento sta perdendo sul terreno, e non vuole sedersi al tavolo delle trattative in una posizione di debolezza. Piuttosto spera di usare l’inverno come un’arma, inginocchiare gli ucraini col freddo e la mancanza di luce e acqua, e poi lanciare una nuova offensiva intorno a febbraio per poter imporre sul terreno la realtà dei fatti preferita da Putin. Già durante la conferenza stampa alla Casa Bianca, Biden ha fatto un’operazione di “nudging”, incoraggiando Zelensky a dire che vuole la pace. Il leader ucraino in realtà era andato negli Usa per ricevere più armi e convincere i repubblicani a non abbandonarlo, ma per ragioni politiche aveva un chiaro interesse a segnalare al mondo che non ha in testa solo la guerra.

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Quindi a porte chiuse ha ridiscusso il piano in dieci punti, che richiede sicurezza nucleare e radioattiva, sicurezza alimentare, sicurezza energetica, rilascio di tutti i prigionieri e deportati, integrità territoriale, ritiro delle forze russe ai confini del 24 febbraio e cessate il fuoco, giustizia per i crimini di guerra commessi, valutazione e compensazione dei danni ecologici subiti, prevenzione di una futura escalation, e quindi la fine della guerra in maniera giusta e durevole. Queste idee sono state riviste e aggiornate con Biden, e giovedì Blinken ha rivelato di averle discusse con i colleghi del G7: «Non voglio dare scadenze, ma posso dirvi che stiamo studiando cosa ha proposto il presidente ucraino. Ho appena parlato con i nostri partner del G7, e questa è una delle cose discusse». Quindi ha chiarito: «Penso che i paesi di tutto il mondo stiano vedendo, ancora una volta, che gli ucraini vogliono la pace. Nessuno la vuole più di Zelensky e il suo popolo, loro stanno soffrendo per l’aggressione. Peròdeve essere equa e durevole». Scendendo nel dettaglio, «giusta significa non ratificare semplicemente la conquista del territorio di un paese da parte di un altro con la forza, e durevole che regga, non mettendo l’Ucraina nella condizione che la Russia possa ripetere quanto ha fatto tra un mese, sei mesi o un anno». Blinken ha discusso come raggiungere questi obiettivi con i colleghi del G7, e poi con quelli di Cina e Turchia. Pechino ha ribadito l’alleanza con Mosca, ma ha anche detto di essere sempre stata favorevolea cercare una soluzione diplomatica. Durante le conversazioni riservate avvenute nelle settimane scorse in varie sedi, i rappresentati della Repubblica popolare hanno sottolineato di non essere in grado di dettare a Putin il suo comportamento. È vero, però hanno la forza di indirizzarlo, a partire dal fargli mancare il vitale supporto economico. Secondo il Wall Street Journal, Zelensky prepara una versione aggiornata del suo piano da presentare in occasione dell’anniversario del 24 febbraio. Il portavoce del Cremlino Peskov ha già detto che non è al corrente della proposta di pace e che «Zelensky non tiene conto delle realtà attuali». La verità è che i russi controllano la Crimea, possibile oggetto di trattativa, ma non del tutto le quattro regioni che hanno illegalmente rivendicato. Putin quindi rifiuta il dialogo, e prepara una nuova offensiva forse anche con la Bielorussia, perché prima vuole imporre sul terreno le condizioni di fatto che preferisce. Perciò Biden rafforza gli aiutimilitari a Zelensky.

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