giovedi` 25 febbraio 2021
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Le parole di Benjamin Netanyahu sull'accordo di pace con il Marocco (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






La Repubblica Rassegna Stampa
01.02.2021 Russia, ecco il pugno duro di Putin: 5mila oppositori arrestati
Cronaca di Rosalba Castelletti

Testata: La Repubblica
Data: 01 febbraio 2021
Pagina: 14
Autore: Rosalba Castelletti
Titolo: «La repressione di Putin. Oltre 5 mila arresti tra il popolo di Navalnyj. Usa e Ue condannano»

Riprendiamo da REPUBBLICA di oggi, 01/02/2021, a pag.14, con il titolo "La repressione di Putin. Oltre 5 mila arresti tra il popolo di Navalnyj. Usa e Ue condannano" la cronaca di Rosalba Castelletti.

Immagine correlata
Rosalba Castelletti

https://www.emergency-live.com/wp-content/uploads/2020/08/Aleksej-Navalnyj-687x430.jpg
Aleksej Navalnyj

Alla fine del giorno sono le urla quelle che rimangono. Il grido soffocato di un manifestante di Cheljabinsk immobilizzato a terra dagli agenti anti-sommossa: «Non riesco a respirare ». Lo sfogo di un detenuto di Vladivostok prima di essere operato: «Ho un buco nella gamba, c’è un proiettile dentro». E gli slogan dei dimostranti, Pozor , Vergogna, Svoboda , Libertà, mentre gli agenti di polizia bastonano con i manganelli, lanciano gas lacrimogeni, immobilizzano i dimostranti con le pistole stordenti. La giornata della repressione più dura nella Russia moderna si conclude con oltre 5mila arresti in 88 città, secondo l’ong Ovd-info. Per il secondo weekend consecutivo l’ondata di proteste ha attraversato la Russia partendo dal porto sul Pacifico Vladivostok e rotolando verso Ovest lungo 11 fusi orari fino all’exclave di Kaliningrad sul Baltico. Per chiedere la scarcerazione di Aleksej Navalnyj, l’oppositore sopravvissuto all’avvelenamento da Novichok incarcerato due settimane fa, e denunciare la corruzione al potere cristallizzata dal “palazzo di Putin”, una residenza lussuosissima sul Mar Nero che secondo il Fondo anti- corruzione dell’attivista apparterrebbe al presidente russo. Non è servito a nulla arrestare i più stretti collaboratori di Navalnyj o blindare i luoghi dei raduni, chiudendo le stazioni della metropolitana e barricando le strade. A Vladivostok i manifestanti si sono riversati sulle acque ghiacciate del Golfo dell’Amur e si sono messi a danzare in cerchio. Improvvisati girotondi hanno colorato la neve anche in Siberia, a Khabarovsk e Novosibirsk, o negli Urali, a Ekaterinburg e Cheljabinsk, dove si sono tenute le più grandi proteste degli ultimi anni.

Risultati immagini per stalin putin
Vladimir Putin davanti a un ritratto di Stalin

«Vogliamo vivere in un Paese libero», confessavano i dimostranti ai giornalisti. Nella capitale dimostranti e polizia antisommossa hanno giocato tutto il giorno al gatto e al topo. Trasformato il centro storico in una fortezza, a partire da piazza Lubjanka, la sede dei servizi Fsb, ex Kgb, iniziale punto d’incontro delle proteste, i manifestanti si sono diretti prima verso Krasnie Vorota e Sakharovskaja, poi verso Matrosskaja Tishina, la prigione dov’è detenuto l’oppositore, prima di trovarsi la strada sbarrata da una falange di agenti e tornare indietro, al ritmo delle istruzioni impartite sui canali Telegram dai reduci del team di Navalnyj. «Abbiamo mostrato loro quanti siamo!», hanno poi scritto sciogliendo i ranghi e invitando i sostenitori a sostenere l’oppositore domani in tribunale. Oltre mille però sono stati fermati. Come Julija Navalnaja, la moglie di Aleksej, rilasciata dopo qualche ora: «Se staremo zitti, ci verranno a prendere domani», ha scritto su Instagram. O la politologa Ekaterina Schulmann insieme al marito. E gli oppositori Ilja Jashin e Andrej Pivovarov. C’era chi cantava Acquadiscoteca , una hit ispirata dalla video-inchiesta di Navalnyj. Mentre un uomo è ricoverato dopo essersi dato fuoco. A San Pietroburgo un poliziotto ha persino puntato l’arma contro la folla: tra i fermati anche il noto rapper Oxxxymiron. Oltre 80 giornalisti sono stati detenuti in tutto il Paese. Il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha deplorato le «tattiche brutali» della polizia e la diplomazia russa ha subito denunciato «la grave interferenza» negli «affari interni». Mentre l’Alto rappresentante Ue Josep Borrell, atteso a Mosca nei prossimi giorni, ha invitato la Russia a «rispettare i suoi impegni internazionali».

Per inviare a Repubblica la propria opinione, telefonare: 06/ 49821, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


rubrica.lettere@repubblica.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT


Sostieni INFORMAZIONE CORRETTA con il tuo contributo

o saremo costretti a sospendere le pubblicazioni


Con 90 euro l'anno puoi continuare ad avere tutti i giorni una informazione
indipendente su Israele


Fino al 30 Marzo puoi anche approfittare dell'offerta speciale di soli 60 euro
(equivalente al costo di un caffè la settimana) per i lettori più fedeli.

Paga ora con carta di credito/Paypal cliccando qui

oppure con bonifico bancario verso il conto IT72M0200801140000101349255


Contributi superiori al minimo richiesto sono ovviamente graditi in questo momento
di particolare necessità.