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La Repubblica Rassegna Stampa
24.11.2020 Vaccino anti-Covid: a breve in Israele parte la sperimentazione
Commento di Meir Ouziel

Testata: La Repubblica
Data: 24 novembre 2020
Pagina: 1
Autore: Meir Ouziel
Titolo: «Covid, quel vaccino che non arriverà soltanto ai Paesi ricchi»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA online di oggi, 24/11/2020, con il titolo "Covid, quel vaccino che non arriverà soltanto ai Paesi ricchi" il commento di Meir Ouziel.

Informazione Corretta
Meir Ouziel

In Israele verrà testato un vaccino contro il Covid-19. Nel frattempo  lock-down | Mosaico

Ci stiamo avvicinando al giorno in cui il Coronavirus batterà in ritirata e il mondo potrà tornare nelle mani degli uomini? Tra tutte le recenti comunicazioni sul vaccino in arrivo e nel mezzo della corsa degli Stati all’approvvigionamento, nei giorni scorsi si è aggiunta anche quella dell’Istituto Migal, nella cittadina israeliana di Kiriat Shmonà in Galilea. Sono i primi che, già a marzo, erano saliti agli onori della cronaca mondiale, perché per anni si sono occupati dello sviluppo di un vaccino per una malattia, della stessa famiglia del coronavirus, che colpisce il pollame. Ora anche loro annunciano sviluppi avanzati nella ricerca che potrà portare a un vaccino molto particolare. Se supererà tutti i test previsti dalla FDA, il mondo otterrà un vaccino economico e semplice. Non sarà necessaria nemmeno la siringa: la somministrazione è pervista per via orale e ne basteranno tre gocce. A breve inizierà la fase della sperimentazione umana in due ospedali israeliani e in uno negli Stati Uniti. Il ricercatore di Migal Uri Ben Herzel, in un nostro colloquio, mi ha raccontato che, quando è scoppiata la pandemia, si sono resi conto che il virus del pollame per il quale avevano sviluppato con successo il vaccino ha una grande somiglianza genetica con il Covid-19.

Vaccino per il coronavirus. Da Moderna (Usa) all'israeliana Migal, le  aziende e i laboratori al lavoro - Corriere.it

Hanno quindi iniziato a lavorare ai dovuti adattamenti perché il virus possa essere efficace anche sugli uomini. La loro rivoluzione sta nella semplicità e nel costo contenuto. Non sarà necessaria la conservazione a -70° né serviranno cliniche e infermieri. Questo vaccino potrà essere inviato con facilità anche nei villaggi più remoti. Le persone dovranno solamente assumerne tre gocce per via orale, cosa che aiuterà anche a superare la diffidenza di quanti temono la somministrazione tradizionale per iniezione. Ma l’aspetto più rivoluzionario è che, secondo quanto riportano fonti coinvolte nella ricerca, avrà un costo che lo renderà accessibile anche ai Paesi più poveri. Infatti, una domanda importante rispetto ai vaccini delle grandi case farmaceutiche come Moderna, Pfizer, AstraZeneca è se saranno accessibili solo ai Paesi ricchi, o se nei Paesi poveri arriveranno solo ai ricchi. La scoperta del vaccino è una sfida globale: tutta l’umanità, in ogni Paese del mondo, ne dipende. Tal Zaks, il Direttore scientifico di Moderna, una delle aziende che ha annunciato il successo al 94,5% della fase preliminare della sperimentazione umana, è un israeliano che ha completato i suoi studi all’Università Ben Gurion nel Negev. Quando gli hanno chiesto se avesse chiamato sua madre, che vive nella cittadina di Raanana in Israele, per comunicarle il successo, ha risposto che più di ogni altra cosa vorrebbe poter salire su un volo e raccontarglielo di persona. Un aneddoto che mi ha fatto riflettere: come un vaccino inventato negli Usa dal figlio potrebbe salvare la madre che vive a 11 ore di volo. A Migal speravano che le fasi per ottenere l’approvazione dell’FDA potessero essere abbreviate, ma l’autorità americana ha comunicato che la procedura non riceverà nessuno sconto. Per esempio, nonostante avessero già sperimentato il vaccino sul pollame, l’FDA non ha abbuonato la sperimentazione sui roditori. I tempi si sono quindi allungati, ma anche questa fase è stata superata con successo. A Migal dicono che non è importante essere i primi, anzi, meglio che ci siano diversi tipi di vaccino, come per l’influenza. Ma loro sostengono che il loro vaccino ha più probabilità di adattarsi alle mutazioni del virus. Tutto il mondo si trova ora sotto la stessa minaccia, quella che ci costringe all’isolamento. Come se ognuno di noi vivesse in una casa sulla cui porta vi è un’insegna: “Vietato l’ingresso agli esseri umani”. Se solo i Paesi ricchi troveranno il modo di rifornirsi del vaccino, o se solo chi dispone dei mezzi necessari nei Paesi più poveri potrà procurarselo, non si tratterà unicamente di una questione morale, ma anche di efficacia: questo terribile virus continuerà a circolare e a mettere a rischio l’umanità.
(Traduzione di Sharon Nizza)

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