mercoledi` 20 gennaio 2021
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Le parole di Benjamin Netanyahu sull'accordo di pace con il Marocco (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






La Repubblica Rassegna Stampa
03.11.2020 Oggi Usa al voto: il sogno americano di Donald Trump
Commento di Alberto Flores d’Arcais

Testata: La Repubblica
Data: 03 novembre 2020
Pagina: 20
Autore: Alberto Flores d’Arcais
Titolo: «Trump: 'Solo io salverò il sogno americano'»

Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 03/11/2020, a pag. 20, con il titolo "Trump: 'Solo io salverò il sogno americano' " la cronaca di Alberto Flores D'Arcais.

Alberto Flores D'Arcais – Scuola Superiore di Giornalismo
Alberto Flores D'Arcais

Sondaggi Elezioni Usa, Trump rimonta e attacca:
Joe Biden, Donald Trump

«Questa è la più importante elezione della storia americana. Vinceremo in Florida, vinceremo in Pennsylvania, vinceremo tutto. Insieme salveremo il sogno americano, non saremo mai un Paese socialista. Io sono la vostra voce!». Da Fayetteville (North Carolina) ad Avoca (Pennsylvania), da Traverse City (Michigan), a Kenosha (Wisconsin), infine di nuovo in Michigan, a Grand Rapids, la stessa città dove chiuse la campagna elettorale nel 2016 e che considera un portafortuna. Per il tour de force finale, Donald Trump ha scelto la sua America, quella rurale e delle periferie operaie del Midwest, nel tentativo di sovvertire un pronostico che lo vede perdente ma che lui non vuole neanche immaginare. Ha scelto con cura luoghi dove si sente galvanizzato dalla folla che lo osanna, immagini che rilanciate a migliaia nelle tv, nei media online e nei social network, danno l’idea di un Commander in Chief pronto alla battaglia finale, contro quel nemico “socialista” che vuole rubare l’America ai veri americani. È quello che il popolo di The Donald vuole vedere e sentire da lui. Il programma è più o meno quello del 2016, sfida senza quartiere alla potenza cinese, minacce di guerra all’Iran degli ayatollah, stop all’immigrazione clandestina, Muro col Messico, trionfo dell’economia e di Wall Street all’insegna dello slogan ‘ Make America Great Again ’. Gli ultimi drammatici mesi di questa anomala campagna elettorale tra il virus cinese e il grande movimento anti-razzista - lo hanno costretto a cambi improvvisi, a trovare nuove tattiche. I sondaggi (a cui lui non crede) che lo davano per spacciato a metà ottobre lo vedono in rimonta, anche se deve ancora inseguire. Ecco allora per gli ultimissimi giorni la nuova, doppia, strategia: aumentare l’incertezza sul risultato, ipotizzando una Election Night in mano agli avvocati in Pennsylvania (lo Stato su cui ha puntato le sue ultime fiches ) e minimizzare la pandemia, con la promessa di licenziare il dottor Anthony Fauci (capo della task force federale contro il coronavirus), da lui ritenuto una vera e propria quinta colonna di Joe Biden. È pronto a proclamarsi vincitore se i primi risultati gli saranno favorevoli, è pronto a gridare ai brogli se i numeri vedranno in vantaggio l’avversario che lui chiama Sleepy Joe. Non è disposto ad accettare che gli Stati siano assegnati dalle tv, a meno che non siano certificati anche da FoxNews . «Siamo pronti con gli avvocati, nella notte delle elezioni andremo ovunque per impedire che ci tolgano la vittoria ». L’armata di legali, gli “Avvocati per Trump” sono migliaia, in ogni Stato elettoralmente decisivo, chiamati (e ben pagati) per “proteggere l’integrità” delle elezioni. Sono guidati dal Procuratore generale del Texas, Ken Paxton, da quella dell’Arkansas Leslie Rutledge, a dargli manforte anche l’ex Procuratore Generale della Florida, Pam Bondi, l’ex Procuratore Generale Ed Meese e l’onnipresente (soprattutto in tv) avvocato personale del presidente Rudy Giuliani. Lui, The Donald attenderà i risultati del voto alla Casa Bianca, con misure di sicurezza esterne rafforzate in caso di violenza: ha organizzato una party della vittoria invitando 400 selezionati vip nella East Room. Tutti gli ospiti saranno sottoposti al test per il coronavirus prima di entrare. Fuori, controllati a vista da poliziotti e agenti segreti, i giovani del movimento Black Lives Matter, sono pronti a rovinargli la festa.

Per inviare a Repubblica la propria opinione, telefonare: 06/49821, oppre cliccare sulla e-mail sottostante


rubrica.lettere@repubblica.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT