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La Repubblica Rassegna Stampa
03.12.2019 Italia nera: ecco la galassia dei razzisti antisemiti tra noi
Commento di Paolo Berizzi

Testata: La Repubblica
Data: 03 dicembre 2019
Pagina: 23
Autore: Paolo Berizzi
Titolo: «Antisemiti e razzisti chi sono i cattivi maestri»

Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 03/12/2019, a pag. 23, con il titolo "Antisemiti e razzisti chi sono i cattivi maestri", il commento di Paolo Berizzi.

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Paolo Berizzi

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In Italia - a dispetto delle leggi che pure ci sono, ma rimangono inapplicate - è possibile vendere perfino bottiglie con etichette che inneggiano a Hitler

Quando salgono in cattedra Hitler e Mussolini viene sempre in mente l’immagine più forte: la "lezione" del professore di storia Ron Jones, che nella California del 1967 — come raccontato nel film "l’Onda" — per spiegare l’attrattiva esercitata dal nazismo, sottopose i suoi studenti ad un esperimento sociale, e li trasformò in un gruppo di esaltati. Quello che andò in scena nella scuola superiore Cubberley di Palo Alto fu un caso estremo, certo. Ma di insegnanti negazionisti, revisionisti, antisemiti, razzisti, filonazisti, e che propinano tesi apologetiche del fascismo, se ne sono visti e se ne vedono anche nelle scuole e nelle università italiane. Il twittarolo hitleriano Emanuele Castrucci è solo l’ultimo protagonista di una lunga serie di "scivoloni". Quasi mai involontari. Gino Giannetti, professore del liceo artistico "Eustachio Cataldo" di Palermo, quest’estate è stato denunciato da alcuni alunni e indagato dalla Digos perché, durante una lezione, dopo avere screditato Primo Levi, avrebbe detto che nei lager nazisti c’erano delle piscine per far divertire gli ebrei. Lui si è difeso con un post su Fb, "sono comunista". Il social network come pulpito per sparare spot negazionisti: è accaduto spesso. Nel 2013 Franco Damiani, docente al liceo Curiel di Padova, si è scagliato contro la metodologia didattica in relazione all’Olocausto usata nell’istituto dove era stato chiamato a presiedere la commissione degli esami di maturità: «È tutto sbagliato, siamo nel regno delle falsità, della menzogna propinata ai giovani», scrisse. L’insegnante, che si era già distinto per altre frasi negazioniste in rete («l’unico Olocausto è quello di nostro signore Gesù Cristo», «non ci sono prove né testimonianze né confessioni sulle camere a gas»), fu rimosso dall’incarico dopo una richiesta inviata dall’Unione giovani ebrei d’Italia all’allora ministro Carrozza. «So quel che dico — ribattè il prof — nella mia biblioteca ho 50 libri di storici revisionisti». In principio fu Antonio Caracciolo, oggi 69enne. Nel 2009 era ricercatore di filosofia del diritto alla Sapienza di Roma. Le sue teorie campeggiavano in un blog dedicato: «l’Olocausto è una leggenda», «le camere a gas una delle tante cose da verificare». Una «propaganda razzista sconcertante », la definì il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. Caracciolo fu allontanato dal rettore. Nel 2016 il nome dell’ormai ex prof — che all’epoca si presentò come coordinatore dei club Forza Italia a Seminara (Reggio Calabria) — rispunta nelle liste dei candidati M5S alle "comunarie" per il Campidoglio: ma il movimento lo ha eliminato dalla corsa. «Opinioni personali ». «Parlo a titolo personale».È la classica difesa acrobatica dei prof colti in fallo: ma sanno benissimo che un insegnante, per il ruolo che ricopre, è ancor più responsabile. Lo scorso ottobre al liceo scientifico Cecioni di Livorno una insegnante si è lasciata andare a insulti razzisti: «I negri ci rubano il lavoro» e «delinquono più degli altri». Tre alunne dissentono e gli altri compagni di classe, mentre la docente ride, inneggiano al duce facendo saluti romani. «Le è scappata la situazione di mano», spiegò la preside. Per l’insegnante, sanzione disciplinare e sospensione.

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