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La Repubblica Rassegna Stampa
13.11.2019 La Repubblica disinforma sempre più contro Israele
Menzogna omissiva, manipolazione delle immagini, titolo contro lo Stato ebraico

Testata: La Repubblica
Data: 13 novembre 2019
Pagina: 1
Autore: IC redazione
Titolo: «La Repubblica disinforma ancora contro Israele»
Oggi, 13/11/2019, La Repubblica pubblica un lungo articolo da Gaza di Vincenzo Nigro, che non riprendiamo. Il titolo, che campeggia in evidenza a pag. 1, è "Israele uccide capo jihadista. Gaza torna nell'inferno".

Risultati immagini per Abu Ata
Abu Ata

In poche parole, un concentrato di disinformazione. Già iniziare il titolo con "Israele uccide" fa capire il tono con cui presenta la notizia il quotidiano diretto da Carlo Verdelli. Peggio ancora è l'omissione dei missili lanciati a raffica ieri da Gaza contro le città israeliane e la relazione istituita dal titolo stesso tra "Israele uccide" e "Gaza torna nell'inferno". Sembra chiaro che lo Stato ebraico sia l'aggressore e la città di Gaza la vittima innocente. La realtà, invece, è molto diversa, i lettori di IC la troveranno negli articoli di Fiamma Nirenstein e Giovanni Quer, pubblicati oggi in altre pagine.

Risultati immagini per Abu Ata terror
L'autostrada israeliana presso Ashdod, colpita ieri da un missile

La presentazione del servizio, nelle pagine interne, è disinformante come il titolo. Repubblica illustra infatti la notizia con numerose grandi foto che - tutte tranne una - mostrano il dolore degli abitanti di Gaza, senza specificare se si tratta di terroristi o civili. Peggio ancora, viene descritto Abu Ata, leader del terrorismo arabo palestinese eliminato da Israele, con le parole "ritenuto responsabile di molti attacchi di razzi". E' una vergognosa distorsione della realtà, perché Abu Ata è - non semplicemente "è ritenuto" - responsabile degli attacchi, cioè di azioni di terrorismo contro i civili e i militari dello Stato ebraico.

Il quotidiano diretto da Carlo Verdelli non è nuovo a posizioni contro Israele, per cui invitiamo tutti i lettori di IC a protestare scrivendo alla redazione:

rubrica.lettere@repubblica.it

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