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La Repubblica Rassegna Stampa
10.09.2019 Tariq Ramadan e gli stupri: ora anche il libro in cui si autoassolve finisce in tribunale
Cronaca di Anais Ginori

Testata: La Repubblica
Data: 10 settembre 2019
Pagina: 18
Autore: Anais Ginori
Titolo: «'Vietate quel libro'. Il pamphlet di Ramadan finisce in tribunale»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi 10/09/2019, a pag.18 con il titolo " 'Vietate quel libro'. Il pamphlet di Ramadan finisce in tribunale" il commento di Anais Ginori.
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Anais Ginori

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Tariq Ramadan

L’uscita del libro è prevista per domani, una data non banale per un predicatore islamico. Ora però contro il pamphlet in cui Tariq Ramadan si difende dalle accuse di stupro e violenze sessuali pende un ricorso giudiziario. Christelle, una delle cinque presunte vittime del controverso islamologo svizzero, ha chiesto alle autorità giudiziarie di bloccare Devoir de Verité . Christelle, un nome di fantasia usato da tempo dai media francesi, accusa l’intellettuale svizzero di origini egiziane di averla stuprata in una stanza d’albergo a Lione, nell’ottobre di dieci anni fa. Ramadan, che per questa vicenda è indagato, ha prima negato ogni rapporto sessuale, salvo poi correggere il tiro parlando di relazione «consenziente ».

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Islamismo e politicamente corretto

«Bisogna vietare la diffusione di quel libro così com’è attualmente, che rivela l’identità della mia cliente per 84 volte», avverte il legale di Christelle, Eric Morain, aggiungendo: «Tutti gli organi di stampa hanno rispettato la legge. Tariq Ramadan deve fare lo stesso». Il legale evoca, in particolare, una norma francese del 29 luglio 1881 sulla libertà di stampa che vieta la diffusione di informazioni riguardanti l’identità delle vittime di aggressioni sessuali. L’udienza è prevista per stamattina al tribunale di Parigi. Nel libro, Ramadan traccia un parallelo tra il suo caso e l’ affaire Dreyfus. Intanto, il quotidiano Libération ha pubblicato la testimonianza di Brigitte, un’altra presunta vittima di Ramadan che si è rivolta alla giustizia elvetica accusandolo di stupro. «Ho avuto paura di morire», dice la donna al giornale francese, in cui racconta delle presunte violenze subite in un albergo di Ginevra.

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