sabato 07 dicembre 2019
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Il negazionismo nel mondo arabo (Sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui





Hai già visitato il sito SILICON WADI?


Clicca qui






La Repubblica Rassegna Stampa
22.07.2019 Londra 1936,antisemitismo: Daniel Radcliffe racconta la storia del bisnonno
Commento di Antonello Guerrera

Testata: La Repubblica
Data: 22 luglio 2019
Pagina: 15
Autore: Antonello Guerrera
Titolo: «Harry Potter piange per il bisnonno ebreo»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 22/07/2019, a pag.15, con il titolo "Harry Potter piange per il bisnonno ebreo" il commento di Antonello Guerrera.

Immagine correlata
Antonello Guerrera

Immagine correlata
Daniel Radcliffe

Come scrive il Sunday Times , «neanche la bacchetta magica di Harry Potter ha potuto nulla contro il dolore». Già, perché Daniel Radcliffe, l’attore britannico celebre per aver interpretato l’adoratissimo maghetto della milionaria saga di JK Rowling, è scoppiato in lacrime durante un documentario Bbc su di lui in onda stasera. Motivo: la scoperta di una lettera di addio di un suo bisnonno, Samuel Gershon, suicida nel 1936, a 42 anni, dopo un furto notturno subito nella sua gioielleria di Londra, non tanto per la pur gravissima perdita finanziaria quanto per la reazione della polizia. A quanto pare, gli inquirenti non fecero pressoché nulla per ritrovare i ladri: sospettavano che Samuel, in quanto ebreo, avesse architettato tutto per speculare sull’assicurazione. «Gli ebrei lo fanno spesso», si legge in un documento ufficiale ritrovato dalla Bbc . E così, per l’antisemitismo allora dilagante, il bisnonno di Radcliffe perse quasi tutto e dopo qualche mese si suicidò, scrivendo alla moglie Doll: «Non posso sopportare tutto questo dopo 22 anni di lavoro, quindi ti lascio vigliaccamente, tesoro, ma sappi che ti amo». Parole che hanno fatto piangere l’attore, 30 anni domani, anche lui in un momento non facile perché in uscita dal tunnel dell’alcolismo: «In qualche modo, a causa dell’alcol, ho provato la stessa vergogna del mio bisnonno», ha confessato Radcliffe tra le lacrime. Per paura di rappresaglie antisemite, dopo il suicidio di Samuel la famiglia Gershon cambiò il suo cognome in Gresham.

Per inviare la propria opinione alla Repubblica, telefonare 06/49821, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


rubrica.lettere@repubblica.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT