lunedi` 18 novembre 2019
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Chi sono veramente i palestinesi? Lo spiega lo storico Benny Morris (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui





Hai già visitato il sito SILICON WADI?


Clicca qui






La Repubblica Rassegna Stampa
15.10.2010 Il negazionismo deve essere condannato per legge
L'appello di Riccardo Pacifici

Testata: La Repubblica
Data: 15 ottobre 2010
Pagina: 27
Autore: La redazione di Repubblica - Riccardo Pacifici
Titolo: «Negazionismo, l´appello di Pacifici: L´Italia adotti una legge per punirlo - Finito il tempo delle ipocrisie»

Riportiamo da REPUBBLICA di oggi, 15/10/2010, a pag. 27, l'articolo dal titolo "Negazionismo, l´appello di Pacifici: L´Italia adotti una legge per punirlo ", seguitpo dalla lettera di Riccardo Pacifici, presidente della Comunità Ebraica di Roma dal titolo " Finito il tempo delle ipocrisie ".
Ecco i pezzi:

" Negazionismo, l´appello di Pacifici: L´Italia adotti una legge per punirlo "


Claudio Moffa, professore negazionista dell'Università di Teramo

ROMA - Introdurre il reato di negazionismo anche in Italia. Come hanno fatto già Austria, Francia, Germania e Belgio. Farlo entro il prossimo 27 gennaio, la Giornata della Memoria. Dare un segnale dopo l´ultima lezione che nega l´esistenza dell´Olocausto tenuta nell´Ateneo di Teramo, e finita su Internet. Il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, rivolge un appello ai presidenti di Camera e Senato per accelerare sull´approvazione di una legge che renda reato il Negazionismo e il ridimensionamento dei numeri della Shoah. E a deputati e senatori per promuoverla.
In Italia un tentativo c´è stato nel 2007. È finito con un nulla di fatto che ha lasciato spazio a chi diffonde tesi che negano l´esistenza delle camere a gas o contestano i dati dello sterminio nazista. Il 25 settembre il negazionismo sulla Shoah è tornato in cattedra. Durante la lezione conclusiva del master "Enrico Mattei in vicino e medio oriente" il professor Claudio Moffa ha sostenuto che «non c´è alcun documento di Hitler che dica di sterminare tutti gli ebrei». Parole già dette (nel 2007 Moffa aveva invitato a un incontro poi cancellato lo storico negazionista francese Robert Faurisson) e che, tra le polemiche, hanno portato alla decisione dell´Ateneo di non attivare il master nel prossimo anno accademico. Ma è solo l´ultimo caso: nel 2009 un ricercatore della Sapienza aveva sostenuto che l´Olocausto è una leggenda, nel 2008 lo aveva fatto un docente di un liceo romano. Indignarsi non basta, sostiene l´appello, per fermare la diffusione di queste posizioni serve una legge.

Riccardo Pacifici : " Finito il tempo delle ipocrisie "


Riccardo Pacifici

Gentile direttore, è apparentemente confortante lo sdegno che ha suscitato nel nostro Paese la «lezione» di stampo «negazionista» del signor Claudio Moffa all´Università di Teramo. Definirlo professore è un insulto all´onestà della classe accademica universitaria. Ognuno di noi e da ogni angolo della nostra penisola, ha richiamato l´importanza dei valori della Memoria, dell´idea che fatti come quelli di Teramo ci impongano oggi più che mai di vigilare, cos come la mobilitazione generale rispetto all´idea di far chiudere il «Master Mattei» (strumento usato da Moffa per diffondere tesi aberranti). Abbiamo assistito ad accuse e contraccuse tra politici di uno schieramento e quelli di un altro rispetto alle «responsabilità morali» che hanno portato questo personaggio ad insegnare e alle differenti posizioni e provvedimenti che si vorrebbero assumere dentro l´Università di Teramo. Comprensibile la rabbia degli ultimi Sopravvissuti alla Shoàh che si sentono spaesati e preoccupati su quale sarà il destino in Italia e in Europa della verità, qualora le tesi dei vari, Moffa, Faurisson, Irving dovessero ogni giorno di più, trovare spazio nella società civile. In un perverso e pericoloso meccanismo mediatico in cui la posizione, per quanto riprovevole e aberrante dei negazionisti, possa essere sullo stesso piano di quella dei «Custodi della Memoria». Specie quando tali argomentazioni sono sostenute da stati come l´Iran di Ahmadinejhad o da Hamas a Gaza. Infine, le lodevoli dichiarazioni del Ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini che propone per la prima volta e coraggiosamente di «valutare ipotesi di cacciare via dall´Università» questo professore. Abbiamo un unico strumento per contrastare questo fenomeno: approvare una legge, che una volta per tutte in Italia, renda reato il Negazionismo e il ridimensionamento dei numeri della Shoàh. Visto che domani ci avviamo a celebrare e ricordare il 67° anniversario della Deportazione degli ebrei di Roma del 16 ottobre, potremmo, da questa tragica data impressa nella memoria collettiva, prenderci tutti noi l´impegno fino al 27 gennaio prossimo, di mettere nero su bianco un testo di legge sul negazionismo, da far discutere e approvare dal nostro Parlamento. Per questo faccio appello in primis ai presidenti di Camera e Senato di fare uno sforzo in tal senso e calendarizzare la discussione. Faccio appello ai deputati e senatori di tutti gli schieramenti, una volta per tutte, affinché promuovano unitariamente questa legge, che nel 2007 si aren nonostante un ddl dell´allora ministro alla Giustizia Clemente Mastella. Faccio appello a tutti gli amministratori locali e ai media affinché si esprimano a favore di questa legge, che considero la nostra ultima chanche.

Per inviare la propria opinione a Repubblica, cliccare sull'e-mail sottostante


rubrica.lettere@repubblica.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT