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Confessioni elvetiche Rassegna Stampa
13.09.2020 L’11 settembre 2001, il giorno che cambiò la nostra storia
Commento di Stefano Piazza

Testata: Confessioni elvetiche
Data: 13 settembre 2020
Pagina: 1
Autore: Stefano Piazza
Titolo: «L’11 settembre 2001, il giorno che cambiò la nostra storia»
L’11 settembre 2001, il giorno che cambiò la nostra storia
Commento di Stefano Piazza

11 settembre 2001, dove eravate quando sono cadute le Torri Gemelle -  Corriere.it

Come ogni anno arriva il momento di celebrare il triste anniversario (siamo ormai al 19esimo) degli attentati dell’11 settembre 2001. Una tragedia immane che fece 2.977 (1) vittime delle quali solo 1.500 sono state ad oggi identificate, senza contare gli oltre 6.000 feriti. Si tratto’ di una vera ecatombe alla quale si aggiunsero nel tempo, le oltre 1.100 persone decedute (21 erano pompieri) a causa delle le polveri respirate in quei giorni che è provato siano state all’origine di tumori alla prostata, alla tiroide, allo stomaco e a diverse forme di leucemia. Ma anche questo numero continua ad aumentare perché ancora oggi purtroppo, muoiono delle persone che quel maledetto giorno si trovavano nel posto sbagliato e nel momento sbagliato. Il colpo inferto all’Amerca fu durissimo, basti pensare che solo a Ney York alla fine del 2001 si persero circa 470.000 posti di lavoro. Impossibile poi stimare le perdite dovute al crollo degli edifici e la distruzione delle aziende che si trovano all’interno delle Twin Towers, e nei loro pressi. Sempre per guardare alle cifre le conseguenze dirette di quanto accadde quel giorno costo’ almeno 5 trilioni di dollari, soldi spesi per la guerra in Afghanistan quella contro l’Iraq , oltre alle decine di miliardi dollari spesi per rendere piu’ sicura l’America che l’11 settembre 2001 venne colpita al cuore come mai prima. A New York i terroristi-kamikaze fecero schiantare due Boeing 767, il volo “American Airlines 11” e il volo “United Airlines 175” contro le torri Nord e sud del World Trade Center. Un altro commando fece in modo che il volo “American Airlines 77” precipitasse contro il Pentagono. Non riusci’ invece, l’azione preparata con il volo “United Airlines 93” che nei piani doveva annientare la Casa Bianca o il palazzo del Campidoglio (Washington) perché cadde a Shanksville (Pennsylvania). Cio’ che sappiamo oggi è che i responsabili degli attacchi furono 15 terroristi sauditi, 2 degli Emirati Arabi Uniti, 1 egiziano e 1 cittadino libanese che riuscirono prendere il controllo di quattro aerei di linea in viaggio verso la California. Ma chi ordino’ gli attacchi agli USA? E chi le modalità operative utilizzate? Nonostante le ricostruzioni complottistiche sull’11.09.01 , la ricostruzione dei fatti oggi è chiara e abbastanza semplice. Il mandante? Si trattava del principe saudita Osama Bin Laden che proveniva da una ricchissima famiglia di origine yemenita e che da anni tramava da una caverna dell’Afghanistan contro il suo stesso Paese, contro Israele e gli Stati Uniti. Non era certo un nome sconosciuto per le agenzie di intelligence americane, tanto che già all’ex Presidente Bill Clinton (allo scadere del suo secondo mandato), venne chiesta l’autorizzazione per ucciderlo. Clinton che arrivo’ alla fine del suo secondo mandato stremato dallo scandalo sessuale denominato “Sex Gate”, decise pero’ di lasciare al suo successore (George W. Bush), la decisione sul destino del terrorista saudita. Sono state moltissime le ricostruzioni su quanto accadde quel giorno e ancora oggi molti descrivono gli eventi dell’11.09.2001 come “un attacco impossibile da prevedere”. Una tesi certamente suggestiva tuttavia, quanto accadde era noto alla CIA da tempo. Oggi ci sono prove inoppugnabili e testimonianze dirette rese davanti alla Commissione che ha indagato per anni, che per i 17 mesi precedenti agli attacchi quasi tutti i profili degli attentatori rimasero chiusi in un cassetto per volontà della CIA. Ma perché? Nulla piu’ che rivalità personali, l’Agenzia non voleva cedere il passo all’FBI che nel frattempo aveva scoperto addirittura da dove arrivava il denaro utile a finanziare l’operazione.Alla base di una delle piu’ grandi tragedie della storia ci sono state le invidie e i rancori personali, l’incapacità di gestire il flusso delle informazioni e la disorganizzazione delle forze di sicurezza americane che sono infallibili solo nei film di Hollywood. Per i complottisti è inaccettabile ad esempio, che la CIA, l’FBI e l’NSA invece di collaborare per proteggere il popolo americano, si nascondessero le informazioni. E’ invece ando’ prpio cosi’. E’ provato che l’attentato fosse atteso perché c’erano moltissimi segnali che andavano in questa direzione e per questo uomini e donne cercarono disperatamente dei collegamenti con la Malesia, con lo Yemen e l’Arabia Saudita dalla quale arrivarono 15 dei 19 attentatori dell’11 Settembre 2001. Era tutto nei cassetti della Cia. Purtroppo oggi sappiamo cosa accadde dopo quella data, ricordiamo come gli americani abboccarono alla trappola “dello sceicco del terrore” che li voleva attrarre in Afghanistan a combattere e sappiamo come si mossero di conseguenza, le placche tettoniche della storia che erano già in movimento. Siamo stati testimoni di come come da quel momento i conflitti tra l’Occidente e il mondo arabo-musulmano siano sempre stati piu’ marcati (e forse insanabili) ma nonostante questo, dopo le scellerate guerre afgane e irachene, è stata la volta della Libia destabilizzata senza avere un progetto sul dopo Gheddafi. L’onda d’urto provocata dall’invasione sovietica dell’Afghanistan del 1979 ha generato conflitti nei Balcani, nel Caucaso e in tutto il Medio Oriente, poi ha attraversato la cosidette “primavere arabe” passando per la destabilizzazione della Libia fino arrivare alla nascita dello Stato islamico che si formo’ prima che in Siria e Iraq, nelle terribili carceri irachene. Fino all’arrivo dello “Sceicco del terrore” i gruppi islamisti erano solo concentrati su degli obiettivi nazionali e fu grazie alla visione di Osama Bin Laden che nacque “l’internazionale jihadista”. Solo lui fu capace di unire gruppi e personalità diverse passando attraverso l’esilio, le sconfitte e la perdita di ogni risorsa economica (in Sudan il saudita arrivo’ milionario per andarsene senza un soldo) ma fu lui a mostrare la strada dell’assassinio globale. Ma la fiamma della rivolta salafita internazionale non si sarebbe mai potuta accendere senza i testi avvelenati dell’ideologo della Fratellanza musulmana ( l’anticamera del terrorismo), l’egiziano Sayyid Qutb impiccato nel 1966 dai suoi connazionali. A chi continua a credere e a scrivere anche in Europa, che le colpe siano sempre e soltanto nostre è bene ricordare che senza di lui Al-Qaeda e lo Stato islamico probabilmente, non sarebbero mai esistiti. Infine una curiosità: Bill Clinton non fece uccidere Osama Bin Laden perché impegnato in una guerra con i media, gli succedette George W. Bush che scateno’ le folli guerre afgane e irachene che provocarono morte, distruzione e altra destabilizzazione. Una situazione che aumento’ con Barack Obama che arrivo’ al punto di legittimare i Fratelli musulmani in Egitto (che furono coloro che fecero deragliare le cosiddette “primavere arabe”), senza contare che durante la sua presidenza nacque lo Stato islamico e sul quale l’intervento fu a dir poco tardivo. Dopo tutto questo arrivo’ alla Casa Bianca l’improbabile Donald Trump che pur avendo commesso molti errori nella comunicazione e che ha gestito malissimo la pandemia da Sars-Cov 2 a causa dell’incapacità di circondarsi e di fidarsi di collaboratori di alto livello, ha sconfitto milirtarmente l’Isis, ha fatto uccidere Abu Bakr Al Baghdadi, ha fatto eliminare il terrorista iraniano Qasem Soleimani, disinnescato (almeno per il momento) la minaccia Nord Coreana e creato le basi di una pace stabile in Medio Oriente dopo aver avviato il dialogo tra Israele e gli altri Paesi della regione. Difficilmente Donald Trump verrà rieletto, oggettivamente sono stati troppi gli errori commessi nell’ultimo anno ed è troppa la pressione mediatica che si è concentrata su di lui visto che non passa giorno che non escano libri e articoli con l’intento di screditarlo oltre i suoi innegabili demeriti. Vedremo cosa decideranno gli americani. Una domanda pero’ rimane sospesa; se a Barack Obama diedero il Nobel per la Pace senza che avesse fatto fatto nulla a parte due bellissimi discorsi, a Donald Trump cosa dovrebbero dare?

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Stefano Piazza

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