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Confessioni elvetiche Rassegna Stampa
15.04.2020 Contagio e terrorismo jihadista, così i terroristi usano il Coronavirus per fare propaganda
Commento di Stefano Piazza

Testata: Confessioni elvetiche
Data: 15 aprile 2020
Pagina: 1
Autore: Stefano Piazza
Titolo: «Contagio e terrorismo jihadista, così i terroristi usano il Coronavirus per fare propaganda»
Contagio e terrorismo jihadista, così i terroristi usano il Coronavirus per fare propaganda
Commento di Stefano Piazza

Stato islamico, jihad, califfato, islam. Tutto quel che c'è da ...
Il virus del jihad islamico

Mentre i governi di tutto il mondo provano in ogni modo a contenere la pandemia di Covid-19, il terrorismo di matrice islamica utilizza il coronavirus per attirare nuovi adepti e per fare propaganda contro i “kuffar” (gli infedeli). Al Qaeda, ad esempio, ha invitato i non musulmani a trarre vantaggio dal loro confinamento per dedicarsi allo studio dell’Islam e del Corano. Lo Stato islamico invece ha esortato i suoi fedeli sulla sua rivista Al-Naba, a pianificare nuovi attacchi anche se il gruppo terroristico ha consigliato ai suoi soldati di non andare in Europa onde evitare la contaminazione con il Covid-19 . Sempre Al-Naba ha pubblicato una serie di articoli con titoli ad effetto vedi «Il peggior incubo per i crociati», «La paura del contagio li ha danneggiati ancora più dei contagi», nei quali si spacciano per vere notizia inventate di sana pianta come “Le forze di sicurezza pattugliano le strade per il timore di crimini e rivolte sociali” e altre fake news utili alla propaganda jihadista come quelle che raccontano che il virus, sarebbe stato diffuso da israeliani e americani con lo scopo di decimare le popolazioni islamiche e altre fandonie che vengono veicolate sui social network. Piu’ sottile il lavoro di Al Qaeda organizzazione diretta del 68enne medico egiziano Ayman Al Zawahiri, apparso recentemente in un video di propaganda molto provato e sofferente. La sua organizzazione ha mostrato ancora una volta maggiore capacità nell’appropriarsi dei temi di attualità come fatto in un documento intitolato ” The Way Forward: A Word of Advice on the Coronavirus Pandemic” ( La via del progresso: Un consiglio sulla pandemia del Coronavirus)”, che merita maggiori approfondimenti. Si tratta di una dichiarazione scritta in arabo e inglese da persone dotate di un istruzione superiore, parliamo di uomini che parlano e scrivono correntemente l’inglese e che hanno seguito la vicenda della pandemia dall’inizio fino ad oggi. Infatti Al Qaeda scrive “che la pandemia ha messo in luce la fragilità di un’economia globale dominata dagli Stati Uniti dopo che il presidente Trump si stava vantando” solo qualche settimana fa a proposito di “crescita economica, tassi di disoccupazione storicamente bassi e uno dei periodi piu’ floridi a Wall Street”. Nel documento viene ricordato che “tutta quella prosperità economica è stata invertita dal virus, un potente tsunami che ha lasciato milioni di persone senza lavoro e ha sollevato la prospettiva di una recessione a lungo termine”. Non deve stupire che un gruppo terroristico come Al Qaeda commenti la situazione economica degli Stati Uniti, chi ha buona memoria ricorda come faccia parte della narrazione di Osama Bin Laden prima e di Ayman Al Zawahiri poi, parlare delle guerre successive agli attacchi del’11 settembre 2001 che sono costate agli Stati Uniti decine di miliardi dollari, tutto denaro che ha ingigantito oltremisura il debito pubblico americano che alla fine del 2019 era arrivato ad oltre 22 mila miliardi di dollari, circa il 105% del prodotto interno lordo. Vero che la cifra è esplosa sotto la presidenza Obama che agi’ in risposta della crisi finanziaria del 2008 quasi raddoppiando da 10.600 miliardi di dollari a circa 19.000, cosi come è corretto dire che la crescita del debito è poi proseguita sotto la presidenza di Donald Trump, ma le guerre di George W.Bush e tutti gli interventi militari in giro per il mondo, hanno aumentato a dismisura il debito pubblico americano forse fino al punto di non ritorno. Al Qaeda nella dichiarazione punta il dito sulla situazione economica invitando l’Occidente a cambiare se stesso nel fare “un appello generale per le masse nel mondo occidentale per abbracciare l’Islam”. In ogni caso sia che Isis e Al Qaeda,diffondono la tesi che il COVID-19 sia “una punizione divina” arrivata sulla terra a causa della decadenza morale e intellettuale dell’Occidente”. Anche gli Al Shabaab somali (I Giovani) storicamente affiliati ad Al Qaeda, hanno accusato “ i crociati internazionali responsabili di portare la pandemia in Africa orientale” ed in particolare gli Al Shabaab hanno puntato il dito sulla Missione dell’Unione Africana in Somalia (AMISOM) e i suoi alleati occidentali “di aver diffuso il COVID-19 in tutta la Somalia”. A proposito di terroristi somali è molto preccupante che i capi degli Al Shabaab invitino costantemente i loro militanti affinchè agiscano attaccando le carceri dove sono detenuti i loro miliziani “ per difenderli dal Covid-19” cosi’ come preoccupa il fatto che l’esercito nigeriano abbia interrotto le operazioni nel nord del Paese contro i jihadisti di “Boko Haram”(l’istruzione occidentale è proibita) per le stesse ragioni. I talebani dell’Afghanistan invece stanno utilizzando la pandemia per diffondere la narrazione che il loro emirato è retto da un governo responsabile e legittimo ed in tal senso, hanno diffuso centinaia di fotografie dei “centri di consapevolezza pubblica e di quarantena” in tutto l’Afghanistan. Nelle foto si vedono alcuni funzionari della “Commissione della salute” mentre visitano delle persone che sarebbero infette ai quali forniscono una qualche assistenza medica. I talebani hanno anche usato la pandemia del coronavirus per forzare la mano al governo di Kabul affinchè rilasciasse alcuni talebani detenuti nelle carceri afghane “ perchè potrebbero infettarsi”. E’ cosi’ è stato anche se non si hanno numeri certi sulle effettive scarcerazioni ( pare piu’ di cento). Infine Hamas; il gruppo terroristico della Striscia di Gaza dopo aver preso coscienza della diffusione del virus e dopo aver accusato lo Stato di Israele di aver diffuso il Covid-19, ha chiesto aiuto ai suoi protettori e finaziatori della Fratellanza Musulmana quindi Qatar e Turchia, ma anche all’Iran degli Ayatollah sciiti. Al netto della fake news in realtà i medici israeliani e quelli palestinesi, stanno lavorando insieme al fine di curare e contenere la diffusione del coronavirus.

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Stefano Piazza

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