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Confessioni elvetiche Rassegna Stampa
18.03.2020 Carcere per chi finanzia il terrorismo islamico
Commento di Stefano Piazza

Testata: Confessioni elvetiche
Data: 18 marzo 2020
Pagina: 1
Autore: Stefano Piazza
Titolo: «Carcere per chi finanzia il terrorismo islamico»
Carcere per chi finanzia il terrorismo islamico
Commento di Stefano Piazza
Una sentenza che difficilmente insegnerà in Europa come si combatte il terrorismo islamista nei tribunali

Risultato immagini per Zoobia Shahnaz
Zoobia Shahnaz

E’ comparsa ieri mattina davanti al tribunale federale di Islip, Contea di Suffolk (Stato di New York), la 29enne Zoobia Shahnaz che il 31 luglio 2017 venne arrestata all’aeroporto internazionale John F. Kennedy (New York), mentre tentava di imbarcarsi su un volo diretto a Istanbul da dove avrebbe proseguito per la Siria. Le indagini hanno provato che la donna che aveva giurarto fedeltà all’ISIS tra il marzo 2017 e il mese di luglio 2017, riusci’ con l’inganno a farsi prestare denaro da alcuni istituti finanziari. Gli accertamenti hanno ricostruito un vorticoso giro di denaro e di carte di credito, che sono servite a fornire supporto materiale allo Stato islamico. La donna aveva ottenuto un prestito di 22.500 dollari finito insieme ad altri 62.000 $ in Bitcoin (e altre criptovalute) a persone fisiche e giuridiche di riferimento dell’ISIS in Pakistan, Cina e Turchia. Il totale che la donna è riuscita a raccogliere producendo false attestazioni è pari a 150.000 dollari. Nei suoi supporti informatici sono state ritrovati file di propaganda dell’Isis oltre alla prova che Zoobia Shahnaz avesse accesso a siti web e bacheche dove venivano veicolati messaggi violenti legati alla jihad dell’ISIS, nonché a pagine di social e di messaggistica di noti reclutatori, facilitatori e finanziatori dell’ISIS. La donna forse voleva anche immolarsi in attentato suicida visto che nella sua casa di Brentwood ( Long Island) sono state ritrovate insieme ad un passaporto pakistan, fotografie di cinture esplosive e materiali per la visione notturna. Delle accuse la donna si è già dichiarata colpevole nel novembre 2018. In aula erano presenti John C. Demers, vice procuratore generale per la sicurezza nazionale, Richard P. Donoghue, procuratore degli Stati Uniti per il distretto orientale di New York, William F. Sweeney, Jr., vicedirettore aggiunto, Ufficio federale di indagine, New York Field Office (FBI) e Dermot F. Shea, commissario del dipartimento di polizia di New York City (NYPD), hanno annunciato la sentenza di condanna a 13 anni di reclusione “per aver fornito supporto materiale a un’organizzazione terroristica straniera, in particolare più di $ 150.000 allo Stato islamico dell’Iraq e al-Sham (ISIS) e tentando di recarsi in Siria per unirsi all’ISIS.

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Stefano Piazza

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