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Il Fatto Quotidiano Rassegna Stampa
19.12.2020 L'Iran corre verso l'atomica: ecco le prove, le ennesime
Commento di Roberta Zunini

Testata: Il Fatto Quotidiano
Data: 19 dicembre 2020
Pagina: 16
Autore: Roberta Zunini
Titolo: «Iran, mistero atomico. Ecco l'ultimo sito 'segreto' per l'uranio»

Riprendiamo dal FATTO Quotidiano di oggi, 19/12/2020, a pag.16, con il titolo "Iran, mistero atomico. Ecco l'ultimo sito 'segreto' per l'uranio", il commento di Roberta Zunini.

Immagine correlata
Roberta Zunini

Iran Says Fire At Natanz Nuclear Facility Caused Significant Damage
La centrale di Natanz

Chissà se la notizia rivelata dall'agenzia di stampa internazionale americana Associated Press (AP) circa la costruzione, ben avviata, di un nuovo sito militare in Iran, indurrà il presidente eletto Joe Biden a rivedere la propria posizione data a favore del rientro degli Stati Uniti nell'accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa). L'accordo firmato nel 2015, quando era presidente Barack Obama, dai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu più Germania e Unione europea, aveva abbassato la tensione tra l'Occidente e il regime teocratico sciita che ottenne in cambio la rimozione delle sanzioni. Ia fuoriuscita degli Usa dal Jcpoa era stata promessa in campagna elettorale dal presidente Donald Trump che la realizzò nel 2018. L’AP non ha dato solo l'inedita notizia, ma è riuscita anche a mostrare le immagini satellitari del nuovo sito presso l'impianto nucleare sotterraneo di Fordo sulle montagne a un centinaio di chilometri da Teheran.

Mystery swirls around explosion at Iran's Natanz nuclear facility |  Financial Times
Una foto aerea della centrale

L'IRAN NON HA tuttavia ammesso alcuna nuova costruzione a Fordo, la cui scoperta da parte dell'Occidente risale al 2009, cioè prima della firma del Jcpoa. Sebbene lo scopo della costruzione rimanga poco chiaro, qualsiasi lavoro a Fordo suscita nuove preoccupazioni, specialmente a Washington e aTel Aviv. L'Iran intanto ha ripreso i lavori di costruzione nel suo impianto nucleare di Natanz dopo una misteriosa esplosione avvenuta lo scorso luglio e che Teheran ha descritto come un attacco di sabotaggio. "Qualsiasi cambiamento in questo sito di Fordo sarà attentamente osservato come un indicatore su come stia evolvendo il programma nucleare iraniano", ha detto Jeffrey Lewis - un esperto indipendente e ferocemente anti Trump - del James Martin Center for Non proliferation Studies presso il Middlebury Institute dove si analizza costantemente ciò che accade a livello militare in Iran. La missione dell'Iran alle Nazioni Unite non ha risposto a una richiesta di commento. Anche l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, i cui ispettori sono in Iran come parte dell'accordo sul nucleare (che non è stato smantellato poichè le altre nazioni firmatarie non hanno seguito l'Amministrazione Trump, ndr) non ha ottenuto informazioni in merito da Teheran. La costruzione del sito di Fordo è iniziata alla fine di settembre come mostrano le immagini satellitari della Maxar Technologies divulgate dall'AP. Una foto satellitare del 17 dicembre evidenzia quelle che sembrano essere delle fondamenta scavate per ospitare dozzine di pilastri. Si presume che questi pilastri servano per sostenere gli edifici nelle zone sismiche. Del resto quasi tutto l'Iran è altamente sismico. Tra questi edifici c'è il National Vacuum Technology Center dell'Iran. La tecnologia Vacuum è una componente cruciale delle centrifughe a gas per l'arricchimento dell'uranio.

"ORGANI INTERNAZIONALI indipendenti, quali l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica di Vienna, hanno confermato più volte, anche in tempi recentissimi, come l'Iran abbia oltrepassato i limiti stabiliti dal Jcpoa in merito all'arricchimento di uranio e l'accumulo di riserve di uranio arricchito. Ciò detto, queste violazioni non sembrano aver subito un'accelerazione notevole nel 2020 come possibile indicatore di una volontà di avvicinarsi più velocemente allo sviluppo di un ordigno nucleare", sottolinea Andrea Gilli, ricercatore senior presso il collegio di Difesa della Nato nonchè ricercatore affiliato alla prestigiosa università di Stanford. Quando gli Stati Uniti hanno intensificato le sanzioni, l'Iran ha gradualmente e pubblicamente abbandonato i limiti imposti dall'accordo. In base all'accordo nucleare del 2015, l'Iran ha accettato di interrompere l'arricchimento dell'uranio a Fordo, ma non di chiudere la struttura perché la Guida Suprema, l'ayatollah Kamenei ha detto che mantenerla era “la linea rossa”. Il Parlamento iraniano nel frattempo ha approvato un disegno di legge che prevede un arricchimento fino al 20%, che gli esperti però non ritengono pericoloso, perora. Il disegno di legge elimina anche i controlli in loco degli ispettori dell'Aiea. Gli esperti dicono che l'Iran ora ha abbastanza scorte di uranio a basso arricchimento per mettere a punto almeno due armi nucleari. Questa nuova attività a Fordo arriva dopo che il 27 novembre è avvenuto l'agguato mortale allo scienziato nucleare iraniano Mohsen Fakhrizadeh. Teheran ha subito puntato il dito contro Israele. E tra pochi giorni, il 3 gennaio, sarà passato un anno dall'attacco aereo Usa con un drone, che all'aeroporto di Baghdad, in Iraq, eliminò il generale Qassem Soleimani.

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