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Il Fatto Quotidiano Rassegna Stampa
30.06.2019 Steve Bannon, un personaggio ambiguo dal quale prendere le distanze
Ma lo intervista Frédéric Martel, giornalista e storico serio, per questo la pubblichiamo

Testata: Il Fatto Quotidiano
Data: 30 giugno 2019
Pagina: 15
Autore: Frédéric Marte
Titolo: «Steve Bannon pronto alla crociata: 'Il Papa è di estrema sinistra'»

Riprendiamo dal FATTO Quotidiano di oggi, 30/06/2019, a pag.15, con il titolo "Steve Bannon pronto alla crociata: 'Il Papa è di estrema sinistra' l'intervista di Frédéric Martel

Non ci è mai piaciuto Steve Bannon, troppo ambigue le sue posizioni politiche, difficile quindi capire se quanto dichiara da quando è non più consigliere del presidente americano è attendibile o appartiene a una tecnica che inizia e muore mirante alla sua personale pubblicità.
Non avremmo letto questa sua intervista su un giornale che dà più spazio al pettegolezzo politico se non gliela avesse fatta Frédéric Martel, giornalista scrittore serio, profondo conoscitore del Vaticano. Ci ha convinto anche che sia stato lo stesso Bannon a sollecitare l'intervista, che il Fatto ha soltanto tradotto da LifeNews. Rimane la domanda da dove provengano i soldi che permettono a Bannon una vita dispendiosa, cosa che conferma il nostro giudizio iniziale su di lui.

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Frédéric Martel                        Steve Bannon

L'invito a pranzo di Steve Bannon, l'ex consigliere di Donald Trump, mi arriva via sms, per domenica 19 maggio. Mi invita a raggiungerlo nella sua suite all'hotel Bristol, che secondo i giornali costa 8.000 euro a notte. Perché un americano della destra cattolica estrema cerca un ateo di sinistra e gay dichiarato? Non potevo rifiutare di incontrare uno dei più noti strateghi politici e uno degli oppositori più duri di papa Francesco.
A ROMA STEVE BANNON è vicino al Dignitatis Humanæ Institute, un'associazione e lobby discreta, di cui è presidente il card finale Raymond Burke. Il consiglio di amministrazione raggruppa alcuni dei prelati di orientamento più estremo del Vaticano e degli ambienti cattolici integralisti. Il progetto di Bannon è creare nel monastero di Trisulti una scuola di formazione estremista, "L'accademia giudaico-cristiana occidentale". Burke e il suo collaboratore Benjamin Harnwell vogliono creare un movimento per spingere la Chiesa nella "giusta direzione". Cioè contro le idee di papa Francesco. All'Hotel Bristol, Bannon esordisce complimentandosi per il mio l ibroSodoma: dice di essere rimasto stupito dalla lettura e di aver chiesto a un suo amico giornalista a Roma se davvero 1'80 per cento dei preti e cardinali in Vaticano sono gay. "Mi ha risposto: ti sbagli, Steve, non è 1'80, ma piuttosto il 90", racconta ridendo. Steve Bannon è intelligente e, di fondo, un libertario: sulla morale sessuale non ha alcun tabù. Secondo lui la battaglia a Roma non si deve combattere sul tema della questione sessuale, anzi, la Chiesa dovrebbe voltare pagina perché quello è un tema divisivo. Bannon non sembra affatto sconvoltodallamiaipotesi che i principali cardinali della curia siano omosessuali. Siamo anche d'accordo sulla diagnosi: la questione della morale sessuale divide la Chiesa, ma questa battaglia non ha più ragion d'essere, è diventata schizofrenica e ipocrita visto quanto l'omosessualità è diffusa in Vaticano. Su tutti gli altri punti, invece, siamo in disaccordo. PerBannonèfondamentale la lotta contro l'Europa federale, contro l'immigrazione, contro il comunismo cubano-venezuelano e, ovviamente, contro la Cina e l'Islam. E per queste ragioni bisogna opporsi a papa Francesco. Nelle sue interviste recenti, Bannon ha lanciato l'offensiva contro il Santo Padre con i toni che lo contraddistinguono. Secondo lui, le ostilità sono state aperte da Francesco quando, nel suo viaggio in Messico, ha sfidato Trump celebrando una messa alla frontiera e denunciando coloro che "costruiscono muri invece di ponti" e che, dunque, "non possono dirsi cristiani.
OGGI BANNON attacca il Papa in quanto "alleato del partito di Davos" eperlesueposizioni ecologiste: "Il Papa è politicamente schierato, ha aderito alle idee dell'establishment globalizzato, tra cui il cambiamento climatico: è un verde, non è più nemmeno di centrosinistra, ormai è di estrema sinistra". Secondo Bannon, il Papa appartiene al filone della Teologia della Liberazione, il movimento post-marxista nato in America Latina che predicavauna"opzionepreferenziale per i poveri". In una recente intervista con NCRegister, Bannon, ha detto che "la Chiesa cattolica è oggi controllata da un gruppo che viene dalla Teologia della Liberazione, la scuola di Francoforte ormai ha conquistato Roma, tutto quello che fanno è ispirato a Gramsci: c'è una guerra per l'egemonia culturale". Quanto alla Cina, Bannon si oppone con toni durissimi alla strategia del compromesso voluta dal Papa. Quello di Pechino, dice l'ex consigliere di Trump, "è un regime totalitario" che sta diventando "uno Stato in cui la sorveglianza di massa dei cittadini è senza precedenti nella storia". Con un Paese così, "nessun accordo segreto è possibile". E se il Papa ci prova, "firma un patto col diavolo". Bannon è critico anche con il vertice organizzato in Vaticano a febbraio contro gli abusi sessuali: "È stato un disastro", anche se quelle vicende stanno "corrodendo" la Chiesae sono prossime a diventare "metastasi". Però il Papa, sostiene Bannon, non ha fatto nulla per lottare davvero contro gli abusi. Labaseperlaguerradi Bannon al Papa, l'accademia "giudaico-cristiana" nel monastero di Trisulti, èperò aunpunto morto, bloccata da un ricorso amministrativo. Ma lui assicura: "1l progetto è partito, l'Accademia esiste già, cominceremo a formare persone". Nel monastero oppure, se sarà impossibile, a Roma. Il colpo di scenapiù recente è stato la lotta fratricida scoppiata tra il cardinale Burke e Steve Bannon. Anche io, senza volerlo, mi sono trovato coinvolto nella polemica: un articolo del sito di estrema destra LifeNews ha raccontato la mia discussione con Bannon sulla morale sessuale e l'omosessualitànei termini che ho riassunto qui. Burke si è detto scioccato al punto da decidere di rompere ogni rapporto con Bannon (l'articolo di LifeNews era stato approvato dallo stesso Bannon).
AL TERMINE del lungo pranzo — più di due ore, noi due da soli — mi restano delle domande sulle motivazioni di Steve Bannon. Perché mi ha voluto incontrare? Vuole spaccare il fronte dei suoi oppositori? Voleva informazioni per identificare i gay in Vaticano? È omofobo o segretamente gay? Niente di tutto questo. Eterosessuale e storico, Bannon è piuttosto gay friendly nel privato. Ma a Roma affronta tre battaglie in cui ha bisogno dei cattolici: unaguerracontro l' Islam e il nazionalismo cinese; una difesa delle radici cristiane dell'Europa e, infine, una sfida a quel Papa troppo progressista che, con le sue posizioni sulla povertà, sulla Cina e sul mondo arabo, è diventato il suo nemico naturale. Che sia ancora il pesce-pilota di Donald Trump in questa crociata o che agisca da solo, è evidente che Steve Bannon si sta preparando ai prossimi combattimenti. E al centro della guerra tra il Papa e il presidente americano. Francesco è l'avversario globale di Donald Trump.

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