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14.01.2012 Hacker arabi contro Israele, l'ultima frontiera dell'odio
La cronaca di Rolla Scolari

Testata: Il Giornale
Data: 14 gennaio 2012
Pagina: 15
Autore: Rolla Scolari
Titolo: «Tra arabi e isareliani è guerra anche di hacker»

Sul GIORNALE di oggi, 14/01/2012, a pag.15, con il titolo " Tra arabi e isareliani è guerra anche di hacker" , Rolla Scolari descrive l'attacco cibernetico partito da Gaza.
Eccolo:

Gerusalemme L'attacco a obiettivi israeliani è arri­vato dalla Striscia di Gaza. Ma questa volta non si è trattato di razzi. Ieri mattina, un gruppo di hacker­«The Gaza Hackers» - ha bloccato per diverse ore il sito dei vigili del fuoco israeliani: «Siamo entrati nel vostro sito, e continueremo a farlo finché non soffrirete- era scritto su uno sfondo nero- . Morte a Israele».Sul sito è stata anche pubblicata una foto­grafiadelviceministrodegliEsteriisraeliano, Dan­ny Ayalon, con impronte di piedi sulla faccia. La settimana scorsa, il ministro aveva parlato di «ter­rorismo » riferendosi a un attacco cibernetico por­tato a termine da un hacker saudita e aveva detto che Israele risponderà a simili azioni virtuali nella stessa maniera in cui risponde ad attentati. Due giorni dopo, la pagina web del ministro era stata bloccata.
Nelle scorse settimane, Israele è stato al centro di un confronto cibernetico in cui due hacker (il pri­mo si definisce saudita, il secondo israeliano) han­no­messo online i dettagli di migliaia di carte di cre­dito prima israeliane poi saudite. Gli ultimi eventi hanno preoccupato l'establishment della sicurez­za israeliano e fatto pensare alla reale possibilità che il futuro del Medio Oriente possa riservare spa­zio a una guerra cibernetica.
Il 3 gennaio,Group-XP,gruppo saudita,ha mes­so online i presunti dettagli di decine di migliaia di carte di credito israeliane- il numero della carta, il
nome e l'indirizzo e-mail dei titolari. OxOmar, che ha rivendicato l'atto online, ha suggerito di utiliz­zare i dati per acquisti sul web. Ha poi invitato hac­ker palestinesi a unirsi alla sua battaglia. Da Gaza uno dei portavoci di Hamas, Sami Abu Zuhri, ha lo­dato l'azione definendola «un atto creativo della gioventù araba». «Sarà così divertente vedere 400mila israeliani fare la fila davanti alle banche», ha scritto OxOmar. In realtà, la Banca centrale isra­eliana ha dichiarato che soltanto i dati di 15mila carte di credito sarebbero stati esposti. La maggior parte degli israeliani coinvolti ha trovato il proprio nome online, accanto a un falso numero di carta. Altri hanno invece trovato dettagli esatti di carte però scadute. Le tre maggiori compagnie di carte di credito israeliane hanno bloccato subito le car­te in questione.
Secondo alcuni giornali israeliani, dietro agli at­tacchi cibernetici sauditi ci sarebbe uno studente di 19 anni degli Emirati Arabi residente in Messi­co. La risposta alle sue azioni è arrivata da Israele martedì, quando un hacker israeliano, forse un sol­dato- che per aumentare la confusione si è firmato OxOmer- Omer Cohen, ha messo online per rap­presaglia i dettagli di circa 200 carte di credito sau­dite, minacciando nuove azioni. Almeno due citta­dini sauditi hanno confermato alla France Press che i dati delle proprie carte erano stati esposti.
In Israele, dove il capo di Stato maggiore ha par­lato di «un teatro critico»,la preoccupazione per at­tacchi cibernetici a sfondo politico da parte di na­zioni ostili è reale: il timore è che le tensioni regio­nali, con l'Iran nucleare per esempio, possano tra­sformarsi in azioni contro le reti di comunicazioni militari, quelle delle società elettriche, delle com­pagnie di telecomunicazioni.
Le autorità hanno chiesto agli hacker locali di ri­spettare la legge e di lasciare che l'esecutivo faccia fronte all'emergenza. «Così come il governo ha tro­­vato risposte contro il terrorismo, troveremo rispo­ste a questa nuova sfida», ha detto il vice ministro Ayalon. E l'intelligence militare starebbe lavoran­do già da mesi alla creazione di una nuova unità per arginare la minaccia di attacchi cibernetici, re­clutando decine di giovani «smanettoni»informa­tici, ha scritto il
Jerusalem Post , che pochi giorni fa aveva anche parlato di un piano iraniano da un mi­liar­do di dollari per la costituzione di una simile di­visione d'intelligence specializzata in offensive e in difesa cibernetiche.

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