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Italia Oggi Rassegna Stampa
27.06.2020 Germania: la banda Baader-Meinhof a scuola di terrorismo dagli arabi palestinesi
Commento di Roberto Giardina

Testata: Italia Oggi
Data: 27 giugno 2020
Pagina: 15
Autore: Roberto Giardina
Titolo: «Terroristi a scuola dai terroristi»
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi 27/06/2020, a pag.15 con il titolo "Terroristi a scuola dai terroristi" il commento di Roberto Giardina.

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Roberto Giardina

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I principali membri della banda Baader-Meinhof

Esattamente 50 anni fa, nel giugno del 1970, Ulrike, Andreas, Gun e Horst partirono da Berlino per andare a scuola di terrorismo in un campo palestinese in Giordania. Un viaggio grottesco, e dalle conseguenze tragiche. Io non getto mai un libro, anche se non serve più a nulla e, a volte, non l'ho nemmeno letto. Devo avere ancora da qualche parte il manuale di guerriglia urbana dei tupamaros pubblicato da Feltrinelli intorno al '68. Lo sfogliai, saltai le istruzioni su come fabbricare una molotov, ma quando lessi il consiglio di gettarla contro una porta di legno e non contro un muro, se si desiderava che prendesse fuoco, lasciai perdere. Il manuale per la guerriglia in Nicaragua non era adatto ai giovani europei. Per questo, giudicai male i tupamaros West Berlin. Ragazzi senza cervello. Diagnosi esatta ma sbagliai a sottovalutarli. Erano una quindicina, tentarono un attentato alla sinagoga della Fasanenstrasse, ma la molotov fece cilecca. Sotto accusa, all'epoca, finirono i neonazi. Dai tupamaros, in parte, nacque la Rote Armée Fraktion, il gruppo terroristico che per anni tenne in scacco la Germania. Dal 1970 al 1993, le loro vittime furono 33. II 2 aprile del '68, Andreas Baader fece scoppiare una bomba incendiaria in un grande magazzino di Francoforte, di notte per non provocare vittime, per protesta contro le bombe al napalm usate dagli americani in Vietnam. Venne condannato a quattro anni. Per scrivere un saggio sulla protesta giovanile, il 14 maggio del '70, ebbe un permesso per compiere ricerche in una biblioteca di Berlino. I compagni lo fecero evadere, e nell'azione uccisero un guardiano. Dove nascondersi a Berlino Ovest, che era una gabbia ai tempi del Muro? Decisero di passare dall'altra parte. E i comunisti proteggevano i terroristi per creare problemi alla Germania capitalista. Il primo a passare l'8 giugno, con sei compagni, è Horst Mahler, l'avvocato della contestazione. La Stasi, la polizia segreta dell'Est, li scorta all'aeroporto di Schönefeld, e volano a Beirut. Nel Libano sono meno accoglienti. Irritato, Mahler va a protestare all'ambasciata della Ddr. Ma si sbaglia e va a quella della Germania Ovest. Così ora tutti sanno dove sono finiti i terroristi di Berlino. Sempre che non lo sapessero già. Il 22 giugno passano Andreas Baader, Ulrike Meinhof e Grudrun Esslin. Andreas frequentava la casa di Hans Magnus Enzesberger a Berlino, e quella di Günter Grass, che su di lui scrisse nel '69 il romanzo Anestesia locale. Il protagonista vuole bruciare vivo un bassotto innanzi alle signore sedute al caffè del Kempinski per dimostrare cos'è il napalm. Ulrike è la giornalista di punta dell'epoca, come se in clandestinità fosse finita Oriana Fallaci. Il padre di Gudrun è un pastore luterano, amico di Gustav Heinemann, eletto nel '69 presidente della Repubblica. Ulrike e Gudrun si tingono i capelli di nero per farsi passare da arabe. Travestimento comico. Dal Libano e dalla Siria il gruppo, in tutto una ventina, arriva infine in Giordania. E cominciano i problemi. Baader non accetta consigli, è lui a voler spiegare ai palestinesi come si combatte. Le donne danno scandalo. L'addestramento previsto per sei mesi, si conclude in agosto. Tornano a Berlino Est, e passano all'Ovest, sempre senza controlli. Andreas ha 27 anni, Gudrun 30, Horst 34, Ulrike la più anziana 36. All'inizio, la loro protesta è contro i padri, complici del nazismo, contro la Germania che si riarma ed è complice degli imperialisti americani. Eppure si alleano con i palestinesi, e sono antisemiti. A sopravvivere agli anni del terrorismo sarà solo Horst Mahler, perché finisce subito in galera, condannato a 14 anni, ne sconta dieci, e quando esce milita con l'Npd, il partito neonazista. Quando proposi al mio giornale di allora un articolo per raccontare chi fossero quei giovani terroristi di Berlino, mi risposero di no: era un fenomeno tipicamente tedesco che non sarebbe mai stato possibile in Italia.

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