martedi` 02 giugno 2020
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Viaggio alla scoperta del Kotel (Muro occidentale) a Gerusalemme (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






Italia Oggi Rassegna Stampa
03.03.2020 Germania, passato che non passa: all'asta l'albergo di Hitler
Commento di Roberto Giardina

Testata: Italia Oggi
Data: 03 marzo 2020
Pagina: 12
Autore: Roberto Giardina
Titolo: «Va all'asta l'albergo di Hitler»
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi 03/03/2020, a pag.12 con il titolo "Va all'asta l'albergo di Hitler" il commento di Roberto Giardina.

Immagine correlata
Roberto Giardina

Risultato immagini per Zum Türken
L'albergo Zum Türken

E’ un buon affare: albergo sulle Alpi bavaresi, con vista straordinaria, all'asta appena 3 milioni e 650 mila euro. «L'hotel offre un viaggio nel tempo in un paesaggio di sogno», promette la brochure della Sotheby's di Monaco. Ma non si spiega in quale epoca, e la «casa» non nomina nemmeno di sfuggita Adolf Hitler, tanto tutti gli interessati conosco l'albergo Zum Türken, a pochi metri dal Berghof del Führer, il rifugio da dove progettava di conquistare il mondo. La sua residenza era comoda e di un lusso rustico, di gusto bavarese, ma non ampia. Hitler e la sua Eva Braun non avevano molto spazio per ricevere gli ospiti, tantomeno di alloggiarli per la notte. All'hotel scendevano i gerarchi del partito, gli ufficiali delle SS e della Gestapo. E spesso al Zum Türken Hitler si spostava per tenere i suoi discorsi alla fine della cena. L'hotel fu costruito nel 1911, ed era una meta preferita per gli intellettuali di Monaco, scrittori e artisti, ma già verso la fine degli Anni Venti, prima della conquista del potere, fu scelto e occupato stabilmente dai nazisti. Il proprietario era un fanatico ammiratore di Hitler. Nel 1952, le rovine del Berghof vennero fatte saltare in aria dal governo bavarese per evitare che diventassero una meta di pellegrinaggio per i nostalgici. Ma il Zum Türken non fu espropriato e ritornò ai vecchi proprietari. Ha 17 stanze matrimoniali, e 1.280 metri quadrati, circondato da un prato di 6.700 metri quadrati. La base d'asta è più che conveniente, anche se i rilanci dovranno partire da un minimo di 50 mila euro. Per un confronto: un appartamento nel centro di Monaco, senza storia, può costare anche 10mila euro al metro quadrato. Ora si teme che il Zum Türken possa finire in mani poco raccomandabili e trasformato in attrazione per i neonazi d'Europa. Dall'albergo partono gallerie lunghe centinaia di metri che servivano come bunker per i gerarchi, ma oggi non sono visitabili, tranne un breve tratto che fa parte del centro di documentazione storico del Berghof. Il direttore del centro, Sven Iüler, spera che il governo bavarese intervenga per comprare l'hotel, «che è un caso problematico». II nazismo e il Führer continuano ad essere un'attrazione turistica. A Berlino ormai, più che vedere, si possono immaginare le tracce del III Reich, eppure ogni giorno gruppi di turisti vengono condotti al posto dove si trovava il bunker di Hitler, ma trovano solo una targa: il bunker è nascosto sotto una zona giochi per bambini. A Monaco si offrono Hitler's Tour in inglese: si parte dalla Hofbreiuhaus, la storica birreria, per passare sotto le diversi case di abito il Führer. Quasi come un alibi, si va anche a Dachau, a 21 chilometri, dove i nazisti aprirono il primo Lager, e si prosegue per Landsberg am Lech, a una sessantina di chilometri, per vedere da fuori il carcere dove Hitler venne rinchiuso dopo il putsch fallito nel 1923. Una breve prigionia dorata, e Hitler impiegò il tempo a scrivere il Mein Kampf. E non manca una tappa leggera, a Schwabing il quartiere degli artisti, nella Schellingstrasse al 54, allo Schellingsalon dove lo sconosciuto Adolf amava giocare al biliardo, e nella stessa strada, a pochi metri al numero 62, andava a pranzare nel primo ristorante italiano in Germania, l'Osteria Italiana, sopravvissuta alla dittatura e a due guerre. Non era vegetariano per convinzione, evitava la carne per problemi di stomaco, e scopri gli spaghetti al pomodoro. Anche per il suo ultimo pasto nel Bunker a Berlino, il Führer scelse un piatto di maccheroni. I turisti più numerosi vengono dagli Stati Uniti.

Per inviare a Italia Oggi la propria opinione, telefonare: 02/582191, oppure cliccare sulla e-mail sottostante

italiaoggi@class.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT