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Italia Oggi Rassegna Stampa
14.02.2020 13 febbraio 1970: a Monaco l'attentato antisemita dimenticato
Commento di Roberto Giardina

Testata: Italia Oggi
Data: 14 febbraio 2020
Pagina: 14
Autore: Roberto Giardina
Titolo: «Ultimi ebrei uccisi a Monaco»
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi 14/02/2020, a pag.14, con il titolo "Ultimi ebrei uccisi a Monaco" il commento di Roberto Giardina.

Immagine correlata
Roberto Giardina

Risultato immagini per Rote Armée Fraktion.

Nel centro di Monaco hanno posto una installazione che ricorda l'incendio in una residenza per anziani, cinquant'anni fa, la sera del venerdì 13 febbraio 1970, alle 20.50. Bruciarono vivi sei ebrei, un settimo si uccise lanciandosi dalla finestra, alcuni erano sopravvissuti ad Auschwitz, ancora vittime dei nazisti un quarto di secolo dopo la fine del Ill Reich. Un container trasformato in una vetrina, con le figure umane come manichini tra le fiamme. Nelle prime ore si volle credere a un incidente, ero arrivato da pochi mesi ad Amburgo come corrispondente, ma volai a Monaco per vedere. Allora si lavorava ancora viaggiando per andare sul posto. In una mattina di fine inverno vidi le macerie fumanti, tutto qui, ma l'odore del rogo e dei morti mi è rimasto dentro. Un incendio doloso, gli attentatori, tra loro una donna, erano andati su per la scale, per i tre piani della vecchia casa nella Reichebachstrasse 27, versando da una tanica di venti litri petrolio e benzina, poi scesero e appiccarono le fiamme. La miscela prende fuoco subito ma brucia lentamente. Gli ospiti non ebbero scampo. Erano stati i neonazi, decise la polizia. A settembre il loro partito l'Npd aveva raggiunto il 4,9% a un soffio dall'entrare in parlamento, a Monaco, Hitler iniziò la sua carriera, la Baviera era una roccaforte della destra. Perché avrei dovuto dubitare? I responsabili non vennero mai trovati, forse non li si volle nemmeno cercare. L'omicidio non va in prescrizione in Germania, mai, e così si è continuato a indagare fino al 2017, quando infine il dossier è stato chiuso. E invece i colpevoli erano i Tupamaros München, della sinistra radicale, il nucleo che, in poco tempo, si sarebbe trasformato nella Rote Armée Fraktion. Uno dei leader, Fritz Teufel è morto nel 2010, Irmgar Möller, Brigitte Mohnhaupt e Rolf Heißler sono vivi e scontano in carcere la condanna per diversi omicidi. C'erano tre piste. I palestinesi all'inizio dell'anno avevano tentato di dirottare un aereo della El-Al a Monaco (un morto israeliano, undici feriti). Gli estremisti di destra, ma non si trovò il minimo indizio. Infine, gli estremisti di sinistra, probabilmente il gruppo Aktion Südfront. Il teste Gerhard Müller, un gregario della Baader-Meinhof che «tradì» nel 1976, riferì il commento di Gudrun Ensslin: «Questi stronzi, bene che quest'azione venga addossata ai neonazi». Secondo Dieter Kunzelmann, dei Tupamaros West Berlin, uno dei fondatori della Kommune I, i responsabili del rogo erano stati «i sionisti, per seminare il terrore tra gli ebrei in Germania, e spingerli a emigrare in Israele». Nel novembre del '69, nel 31° anniversario della notte dei cristalli, i Tupamaros di Berlino deposero una bomba nella sinagoga della Fasanenstrasse, ma l'attentato fu sventato per caso. Anche in questo caso furono sospettati i neonazisti, ma i responsabili erano da cercare tra i membri del Republikanischen Klub, che era sovvenzionato dalla Stasi, il servizio segreto della Germania comunista. La Ddr aiutò i terroristi dell'Ovest aiutandoli a raggiungere i campi palestinesi dove venivano addestrati. Kunzelmann in una lettera giustificò l'attentato fallito: «La Palestina deve essere il nostro Vietnam, la sinistra deve capirlo...». La Sds, il gruppo studentesco di sinistra, era a favore della «lotta al sionismo, ma non contro gli ebrei. Ulrike Meinhof in carcere, avrebbe giudicato l'aggressione dei palestinesi al villaggio olimpico a Monaco nel 1972 «come un atto contro l'imperialismo americano». Nel 2013, lo storico Wolfgang Kraushaar scrisse «Wann endlich beginnt der Kampfgegend die heilige Kuh Israel?», «quando finalmente comincia la lotta contro la sacra mucca Israele?», ma il saggio, in cui si raccontano gli attentati di Monaco e Berlino, venne rifiutato dalla fondazione Reemtsma, che l'aveva commissionato. L'autore si sarebbe basato su indizi senza prove. Poi il libro è stato pubblicato dalla Rowohlt (880 pag.; 34,95 euro). Christian Springer scrisse nel '70 una cronaca del rogo per un giornaletto scolastico. Oggi è un artista di cabaret, e si è fatto promotore di un'azione con l'appoggio dello Jüdisches Museum per chiarire il retroscena, «che Monaco ha cancellato dalla sua memoria». Sul container è scritto «Hilfe! Wir werden verbrannt!», aiuto ci stanno bruciando, il grido lanciato da uno degli occupanti. Per Springer è inconcepibile come la polizia abbia abbandonato le indagini poche settimane dopo l'attentato, e che la tanica degli attentatori sia sparita, oggi sarebbe possibile trovare tracce del Dna dei colpevoli. L'installazione resterà nella Gärtnerplatz fino al primo marzo.

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