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1929-2019: 90 anni dopo l'orribile strage contro l'antica comunità ebraica di Hebron (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


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Italia Oggi Rassegna Stampa
11.06.2019 Gay Pride a Gerusalemme: un successo. Ecco perché è un simbolo dello Stato ebraico
Chi critica non conosce Israele. Cronaca corretta di Marta Oliveri

Testata: Italia Oggi
Data: 11 giugno 2019
Pagina: 14
Autore: Marta Oliveri
Titolo: «Allarme a Gerusalemme per il Gay Pride in centro»

Riprendiamo da ITALIA OGGI del 11/06/2019, a pag.14 con il titolo "Allarme a Gerusalemme per il Gay Pride in centro", il commento di Marta Oliveri.

Chi non conosce a fondo Israele può ingannarsi sulla modernità dello Stato ebraico, un Paese occidentale all'avanguardia in una regione piena di regimi medioevali. Anche in Israele, come in ogni Stato libero e democratico, esistono gruppi fondamentalisti, ma hanno una rilevanza infima. Chi, come il gruppo Lehava guidato da Bentzi Gopstein, invoca una teocrazia non ha capito che Israele non è uno Stato teocratico -come l'Iran-
per cui si mettano il cuore in pace. Ai lettori di IC un invito a informarsi prima di emettere le considerazioni comuni a coloro che hanno una idea vaga della realtà israeliana.

Ecco l'articolo:

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Il Gay Pride a Gerusalemme

Il Gay Pride di Gerusalemme, parte della dozzina di manifestazioni organizzate nel paese nel mese dell'orgoglio gay che culminerà il 14 giugno con il Gay Pride di Tel-Aviv, si è svolto sotto una alta protezione perchè le forze di polizia temevano gli attacchi degli estremisti religiosi contro il corteo. Comunque i militanti LGBT hanno vinto la battaglia delle bandiere visto che il percorso del Gay Pride era coperto di drappi arcobaleno anche nei pressi della grande sinagoga, nonostante gli appelli del rabbino della Città Santa perchè le bandiere fossero ritirate. La polizia ha mobilizzato oltre 2.500 agenti per assicurare la sicurezza della manifestazione e aveva provveduto all'arresto preventivo di un attivista omofobo, già noto per le sue azioni di disturbo, che si era infiltrato nel corteo dei manifestanti.

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L'accesso al corteo è stato sorvegliato dal filtro dei poliziotti piazzati lungo il percorso per prevenire eventuali attacchi di estremisti religiosi ebrei. «L'obiettivo di questo corteo è dissolvere i valori della famiglia ebrea», ha detto a Le Figaro, Bentzi Gopstein, leader omofobico del movimento Lehava che si oppone ai diritti dei LGBT e ai matrimoni misti fra ebrei e arabi. Per lui il movimento LGBT è un movimento «terrorista», come ha riportato Le Figaro.

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Il nuovo ministro della giustizia, Amir Ohana (a destra), con la famiglia

Intanto, il primo ministro Benyamin Netanyahu ha nominato, prima del Gay Pride a Gerusalemme, un nuovo ministro della giustizia, Amir Ohana, che è il primo rappresentante del governo israeliano a rivendicare apertamente la propria omosessualità. Una tappa definita «storica» dai rappresentanti della comunità LGBT.

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