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Italia Oggi Rassegna Stampa
26.04.2017 Quelle auto d'epoca rubate dai nazisti agli ebrei e mai restituite
Commento di Roberto Giardina

Testata: Italia Oggi
Data: 26 aprile 2017
Pagina: 14
Autore: Roberto Giardina
Titolo: «Molte auto d'epoca non restituite»

Riprendiamo da ITALIA OGGI, a pag. 12, con il titolo "Molte auto d'epoca non restituite", il commento di Roberto Giardina.

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Roberto Giardina

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Una Horch

Quasi ogni anno, un'opera d'arte finisce in prima pagina, al centro di una vertenza legale: i nazisti la sottrassero ai proprietari ebrei, dopo la guerra è finita in qualche museo, o in una collezione privata, ed ora i legittimi eredi ne chiedono la restituzione o pretendono un giusto risarcimento, ma non è facile che ottengano giustizia. Come provare che quella vendita, oltre ottant'anni fa, fosse legale? Come credere che un capolavoro fu ceduto volontariamente per pochi marchi? E non è facile neanche provare che nipoti e pronipoti abbiano diritto all'eredità. I documenti spesso sono andati distrutti sotto le bombe. Ma ora, in Germania nasce un nuovo caso: nei musei dell'auto o nei musei della tecnica, e in molte collezioni private sono esposte oldtimer (auto d'epoca) che furono sequestrate agli ebrei costretti alla fuga, o finiti nelle camere a gas.

A volte si tratta di vetture rarissime che valgono più di un milione di euro. E per un'auto, al contrario di un dipinto, è facile risalire al legittimo proprietario. Ma i direttori dei musei sostengono che sia impossibile compiere una ricerca, e rifiutano di aprire i loro archivi. I registri automobilistici sono sopravvissuti alla fine del III Reich e sarebbe semplice accertare a chi appartenne una vettura d'epoca. Anche alcune auto sono autentiche opere d'arte. Quel che è sorprendente, o forse non ci si dovrebbe stupire, è che fino ad oggi nessuno abbia sollevato questo problema. Ora ne parla finalmente la Frankfurter Allgemeine nella sezione culturale, sotto il titolo «Die Autos der anderen», le auto degli altri, che allude al film «Le vite degli altri», e nel suo magazin Die Woche. Il ministro della cultura, Monika Grütters, cristianodemocratica, si sdegna: «Per me assolutamente incomprensibile come i musei, e i direttori delle collezioni private, si rifiutino di compiere le ricerche per accertare chi fosse il proprietario delle auto esposte».

Per una volta, i tedeschi rimangono indietro all'Austria, dove esiste, da anni, un registro con oltre tremila vetture appartenute a ebrei. Chiunque può chiedere di esaminarlo. Sono migliaia le auto di valore conservate in Germania, sequestrate dai nazisti, e solo una piccola parte trova posto nelle sale d'esposizione. Le altre sono custodite nei depositi. I musei per oldtimer sono 250, quasi ogni città o cittadina ne vanta uno. Le auto sono la passione dei tedeschi, ancor più degli italiani che hanno meno soldi da spendere. Al Museo August Horch a Zwickau, nella ex Ddr (Germania orientale, ex comunista), ci si rifiuta di mostrare l'archivio: «La ricerca dei proprietari prima del 1945 è problematica, se non impossibile», dichiara la direzione. «La verità è il contrario», commenta Die Woche. La Horch produceva le berline e i cabriolet amati dai nazisti.

Una Horch è l'auto scoperta su cui passava in parata Adolf Hitler. Una casa storica, l'antenata della Audi, che ne traduce in latino il nome del fondatore. E a Zwickau si produceva la Trabandt, la vetturetta di plastica diventata simbolo dell'industria della Germania comunista. A Sinsheim, nel Baden Württemberg, sono esposte 140 Oldtimer. La direzione dichiara: «Non abbiamo un archivio, non sappiamo nulla di eventuali proprietari ebrei». Però per altre vetture, come quella corazzata usata da Himmler, i dati esistono, e sono esposti accanto all'auto. Gli ebrei costretti all'esilio, ovviamente, non potevano portarsi dietro le loro auto. Finivano sequestrate, o vendute in aste fittizie. Il più antico automobil club del paese, l'Allgemeine Schnauferl, che risale al 1900, denuncia la vendita di Oldtimer ai cinesi: sono un bene culturale della nazione. Ma non rende pubblico il suo archivio dove sono registrate tutte le auto d'epoca. Non si sa nulla neanche dei vecchi membri ebrei del club: nel 1938, agli ebrei fu ritirata la patente, e dovettero lasciare le auto in garage. In quell'anno, il celebre tenore ebreo Richard Tauber fu costretto ad emigrare, e lasciò a Berlino la sua magnifica Mercedes. Nel 1948, Taber, «der König des Belcanto», morì in povertà a Londra. E ai tempi del Muro, il presidente del Schnauferl Club amava girare per la metropoli a bordo della sua Mercedes. A che titolo?

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