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Italia Oggi Rassegna Stampa
21.04.2017 Berlino: i genitori arabi rifiutano il maestro gay, ma dell'omofobia islamica nessuno parla
Commento di Roberto Giardina

Testata: Italia Oggi
Data: 21 aprile 2017
Pagina: 12
Autore: Roberto Giardina
Titolo: «Genitori arabi contro maestro gay»

Riprendiamo da ITALIA OGGI, a pag. 12, con il titolo "Genitori arabi contro maestro gay", il commento di Roberto Giardina.

L'articolo di Roberto Giardina è premonitore di quello che accadrà anche in Italia se continuerà la penetrazione islamista guidata dalla Fratellanza musulmana. E' un pezzo che dovrebbero leggere molti rappresentanti delle associazioni Lgbt, che rimangono costantemente in silenzio di fronte all'omofobia islamica.

Ecco l'articolo:

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Roberto Giardina

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Omosessuali impiccati in Iran

Berlino si vanta di essere una metropoli multikulti, accogliente, tollerante. Quasi il 31% degli abitanti sono stranieri (658 mila su 3,5 milioni), o con radici straniere (454 mila). Nel quartiere centrale di Mitte, quello che circonda il Bundestag e la Cancelleria, gli stranieri sono oltre la metà. E molti sono i residenti che non si fanno registrare. Un miscuglio di tutte le etnie, e religioni. Berlino è anche la capitale europea degli omosessuali, dovrebbero essere almeno il 10%. Ci si sposa senza problemi tra uomini o tra donne, soprattutto nel municipio di Schöneberg, quartiere che è la loro roccaforte. Pastori protestanti e Frau Pastor fanno outing dal pulpito e presentano ai fedeli il loro partner.

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Berlino

Nessuno è mai stato ricusato dalla sua comunità. Ma l'atmosfera sta cambiando a causa del continuo arrivo di profughi musulmani, che rifiutano di accettare i costumi della società che li accoglie. Forse, si è diventati più sensibili e attenti a causa dell'aumento dei populisti alla vigilia delle elezioni (il 24 settembre), ma gli episodi di intolleranza si moltiplicano, a leggere i giornali della capitale. Dopo il caso del ragazzo ebreo di 14 anni costretto a cambiare ginnasio perché perseguitato dai compagni di classe musulmani (ne abbiamo parlato), ora i genitori islamici si ribellano contro un maestro d'asilo omosessuale. «Come possiamo affidare i nostri figli a una simile persona?», protestano.

Il Senato berlinese risponde con fermezza: non tolleriamo nessuna discriminazione. La protesta avviene in un Kita, un Kindergarten, nel quartiere di Reinickendorf: «Non è un caso isolato», avverte il Tagesspiegel, il primo quotidiano di Berlino. «E in corso un conflitto culturale». Un bambino su tre negli asili infantili è straniero o ha radici straniere, rispecchiando esattamente il rapporto globale. E in maggioranza sono islamici. Proprio a Reinickendorf solo un piccolo è tedesco. Ma la maggioranza ha sempre ragione?, si chiedono i berlinesi tolleranti, o del tutto indifferenti alle inclinazioni sessuali di conoscenti, colleghi e vicini. Nove su dieci, secondo un sondaggio, non hanno alcun problema con l'omosessualità. E l'80% è a favore del matrimonio «per tutti» (il cosiddetto Omoehe, al momento più simile a un contratto sociale). Ma la tolleranza ha un limite nel Kindergarten: il 25% non è favorevole ad affidare il proprio figlio a un maestro o maestra omosessuale.

Altre sono le percentuali tra i musulmani, e anche tra gli immigrati dall'Europa dell'Est. Il 60% degli arabi non vorrebbe avere per amico un omosessuale. Tra i cristiani praticanti la percentuale scende al 13%. Si sono avuti casi di intolleranza tra i cattolici, ma non a Berlino: nel 2012, a Neu Ulm non venne rinnovato il contratto a una maestra lesbica, e nella stessa città un'altra maestra fu costretta a dare le dimissioni. Ma è una zona fortemente cattolica e tradizionalista. Il problema riguarda soprattutto i maestri d'asilo maschi, che sono una ridotta minoranza, il 9,8% su un totale di 27.651. Da aggiungere, che molti genitori islamici hanno difficoltà ad affidare comunque il loro figlio nelle mani di una donna. «Il solo fatto di essere uomo e di lavorare in un Kindergarten suscita sospetti e rifiuti, denuncia un maestro berlinese, io ho avuto problemi finché non ho sposato la mia compagna».

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