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Corriere della Sera Rassegna Stampa
15.02.2021 Marek Halter aggredito in casa: 'Vogliono intimidirmi'
Cronaca di Stefano Montefiori

Testata: Corriere della Sera
Data: 15 febbraio 2021
Pagina: 21
Autore: Stefano Montefiori
Titolo: «Aggredito nella sua casa lo scrittore ebreo Halter: 'Non mi intimidiscono'»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 15/02/2021, a pag.21, con il titolo "Aggredito nella sua casa lo scrittore ebreo Halter: 'Non mi intimidiscono' ", il commento di Stefano Montefiori.

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Stefano Montefiori

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Marek Halter

«Io da casa mia non me ne vado, l’ho detto al presidente Emmanuel Macron che mi ha chiamato proponendomi di trasferirmi per un po’ di tempo in albergo. Vivo al primo piano, non ho tende alle finestre perché non mi sono mai piaciute, e se qualcuno vuole spararmi può farlo benissimo. Ma io non me ne vado. Ho 85 anni eppure mi sento forte. Sto ricevendo migliaia di messaggi di affetto, una solidarietà enorme. Significa che c’è ancora qualche speranza per il futuro». Nella notte tra venerdì e sabato scorso lo scrittore Marek Halter è stato vittima di un’aggressione nella sua casa nei pressi di Place des Vosges, a Parigi. Due sconosciuti vestiti di nero e incappucciati sono entrati nel suo appartamento svegliandolo. Non hanno rubato né chiesto denaro o oggetti di valore, dopo una breve colluttazione se ne sono andati, portando via solo le chiavi di casa, «forse per avvertirmi che torneranno», dice Halter. Scampato da bambino al ghetto di Varsavia e poi all’Urss di Stalin, Marek Halter in Francia è stato tra i fondatori del movimento Sos Racisme (1984), e da anni si batte, da ebreo, per la pace e il dialogo con i musulmani. Un’ambizione insopportabile per gli estremisti, che lo minacciarono quando nel 2014 osò dedicare una trilogia alle donne dell’islam, e che l’anno scorso hanno macchiato con scritte antisemite nel metrò i manifesti pubblicitari sul suo libro «Pourquoi les Juifs».

Fra tre settimane esce il nuovo volume di Halter, «Un mondo senza profeti». L’aggressione potrebbe essere legata al nuovo libro? «Sinceramente non credo, non è ancora uscito... Ma sono certo che non si è trattato di un tentativo di furto. Un’intimidazione, piuttosto. È stata una scena come quelle che si vedono al cinema. Stavo correggendo le bozze del libro, ero stanco e mi sono assopito, poi ho avvertito la presenza di qualcuno, ho riaperto gli occhi e ho visto davanti a me un uomo con il volto coperto, vestito di nero e con i guanti, e nell’entrata un altro uomo anche lui a volto coperto e vestito di nero. Gli ho detto “che cosa volete” e gli ho dato un colpo sul petto, mi ha fatto cadere a terra e abbiamo lottato per qualche minuto. Ho gridato “aiuto” per la prima volta in vita mia ma nessuno è intervenuto. “Se continua a gridare è un uomo morto”, mi ha detto. Le uniche parole che hanno pronunciato. Poi se ne sono andati. Mi è rimasto qualche livido, niente di grave». Marek Halter ora è protetto dalla polizia, «due agenti stanno fissi davanti al portone», e dalla solidarietà. Quella di Macron e delle autorità francesi, del suo amico imam Chalgoumi, da anni compagno di lotta in favore della pace, e di migliaia di cittadini comuni. In Italia, tweet di solidarietà da parte del leader della Lega, Matteo Salvini: «Libertà, democrazia e rispetto non possono essere messi in discussione, antisemitismo e odio contro gli ebrei e Israele sono fuori dal mondo e dalla civiltà».

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