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Corriere della Sera Rassegna Stampa
19.01.2021 Francia: il teatro italiano dice no all'antisemita Dieudonné
Cronaca di Stefano Montefiori

Testata: Corriere della Sera
Data: 19 gennaio 2021
Pagina: 19
Autore: Stefano Montefiori
Titolo: «Il teatro italiano di Parigi in crisi rifiuta i soldi di Dieudonné»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 19/01/2021, a pag.19, con il titolo "Il teatro italiano di Parigi in crisi rifiuta i soldi di Dieudonné", il commento di Stefano Montefiori.

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Stefano Montefiori
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Onore a Attilio Maggiulli, che ha detto NO ai soldi dell'antisemita
Dieudonné

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Il comico antisemita Dieudonné

Attilio Maggiulli ha ricevuto un'ottima offerta: «Il comico Dieudonné mi darebbe 45o mila euro per la licenza e go mila euro l'anno per affittare i locali. E l'unico a essersi fatto avanti con una cifra», racconta lo storico proprietario della «Comédie italienne», piccola e straordinaria sala da 100 posti in rue de la Gaîté, «il solo teatro italiano di Francia» da 47 anni nel quartiere di Montparnasse, a Parigi. Decenni di rappresentazioni, dal classico Goldoni a una pièce contro Bush e la guerra in Iraq: il regista 70enne Maggiulli ha sempre lavorato, sempre combattuto contro le difficoltà finanziarie, e alla fine i soldi è sempre riuscito a trovarli, a costo di andare a sbattere con la Peugeot contro i cancelli dell'Eliseo, come fece il giorno di Santo Stefano del 2m3 in cerca di visibilità e finanziamenti. L'estate scorsa Maggiulli ha venduto una reliquia che custodiva da decenni, un fazzoletto appartenuto a Marylin Monroe. «Un amico francese mi ha detto "dimmi solo a quanto ammontano i tuoi debiti". Gli ho risposto "300 mila euro", lui mi ha fatto un assegno da 300 mila euro e si è preso il fazzoletto di Marilyn che, una sera a New York, avevo avuto in dono dal collezionista d'arte Leo Castelli». A giugno il fazzoletto ha ripianato i debiti, ma poi la pandemia ha azzerato gli incassi e la «Comédie italienne» ha di nuovo bisogno di aiuto. «Poco fa sono venuti gli uomini dei servizi francesi, allarmati per le voci su Dieudonné — racconta il regista —. "Davvero vuole dare a lui il teatro?". Li ho rassicurati, l'offerta sistemerebbe le cose ma non venderò certo a un antisemita negazionista». L'ex comico Dieudonné, diventato agitatore politico pluricondannato per incitamento all'odio, nel 2017 è stato cacciato dalla sala dove per anni ha tenuto i suoi spettacoli, il «Théâtre de la Main d'Or». Si è fatto avanti presso Maggiulli tramite l'avvocato Isabelle Coutant-Peyre, un'altra celebrità, a suo modo: legale del terrorista Carlos sposato in carcere nel 2001, in novembre ha assistito Ali Riza Polat, imputato al processo per le stragi islamiste del gennaio 2015. «Non posso fare affari con lei, io che ero amico fraterno di Wolinski (una delle vittime di Charlie Hebdo, ndr)», dice Maggiulli. Che adesso spera in un mecenate italiano «come Ferrero, l'inventore della Nutella, che incontrai una sera a casa di Milva. Il giorno dopo mi fece arrivare un pacco con un milione di lire e un biglietto: "tanti auguri". Così iniziò la storia della Comédie italienne».

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