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Corriere della Sera Rassegna Stampa
27.06.2020 Terrorismo islamico: crimine senza attenuanti
Ma il pezzo di Guido Olimpio è un'insalata mista

Testata: Corriere della Sera
Data: 27 giugno 2020
Pagina: 19
Autore: Guido Olimpio
Titolo: «L'allerta Europol: islamismo o meno, la violenza è diffusa»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 27/06/2020, a pag.19 con il titolo "L'allerta Europol: islamismo o meno, la violenza è diffusa" il commento di Guido Olimpio.

L'articolo di Guido Olimpio è un'insalata mista che cerca di capire a tutti i costi le ragioni dei terroristi islamici e finisce quindi per attenuare la loro responsabilità. Quello che serve è, a riguardo, un discorso chiaro che non dia spazio a dubbi e ambiguità: il terrorismo islamico è criminale.

Ecco l'articolo:

Immagine correlata
Guido Olimpio

Defeating Islamic Terrorism. Here's How… | Common Dreams Views

L'hanno chiamata la «sottile linea blu», una definizione nata tra i ranghi della polizia americana per descrivere un dispositivo esile rispetto alle tante sfide. Ed oggi quel paragone possiamo applicarlo all'Europa, con le minacce di criminali comuni, attentatori con motivazioni politiche e figure instabili. Profili che a volte racchiudono le tre caratterizzazioni e che, in altre situazioni, sono distinti. Molte delle azioni, per fortuna, hanno conseguenze limitate rispetto alle ambizioni dei protagonisti, tuttavia impegnano le forze di sicurezza ad ogni livello. Le pattuglie in strada, gli investigatori, l'intelligence, i magistrati. Ognuno deve fare la sua parte, avendo davanti una fila di sospetti e insospettabili. I nomi finiscono in giganteschi archivi. In Gran Bretagna la lista delle persone di interesse perché legate in qualche modo al terrorismo ha raggiunto quota 43 mila, un database che include elementi di ogni tendenza, dai jihadisti ai neonazisti. I numeri francesi non sono inferiori. E il nemico politico distrae dal resto. Il recente rapporto Europol ha indicato che nel 2019 nell'Ue ci sono stati 120 episodi di terrore, elenco riferito ad atti riusciti, sventati o falliti. Una ventina condotti da elementi islamici. Quasi mille gli arresti, dei quali 436 sempre nella nebulosa che si richiama alla Guerra Santa. Sei gli attentati gravi degli xenofobi, una crescita netta rispetto al 2018 mentre sono stati 26 quelli collegati a estrema sinistra o anarchici. Una violenza diffusa, magari portata avanti con mezzi rudimentali. Il coltello come a Reading e in altre località britanniche oppure francesi. Quando ne hanno avuto la possibilità hanno impiegato pistole, magari costruite seguendo le istruzioni via web (è avvenuto in Germania). Le analisi ritengono che si proseguirà su questa strada. Le previsioni europee trovano corrispondenze in quelle statunitensi. Un documento dell'Homeland Security redatto in aprile ha messo in guardia sui rischi di violenze, rivolte, radicalizzazione di estremisti di qualsiasi tipo, gesti contro gli agenti. In crescita gli «incidenti» dove qualcuno ha usato il veicolo per investire dimostranti, pedoni, poliziotti. Diversi gli agenti presidi mira con le armi da fuoco. Le conseguenze della pandemia, le regole di vita imposte dal virus diventano gli acceleratori e, in qualche caso, un pretesto per gesti di ribellione. E' possibile che qualche cittadino sia l'interprete del «terrorismo personale», a muoverlo sue convinzioni, non necessariamente con l'etichetta di un movimento. Sempre meno ha bisogno di un movimento, di una causa. C'è chi va all'attacco con il pugnale in nome dello Stato Islamico, uccide nel segno della supremazia bianca ma anche «semplicemente» per una reazione individuale, insofferente alla propria situazione di difficoltà, non importa quanto reale. Non di rado le ragioni dei singoli affiancano quelle politiche. E i casi si ripetono a distanza ravvicinata, innescati dall'emulazione, fenomeno già osservato per gli sparatori di massa negli Stati Uniti. I fendenti mortali di un rifugiato libico a Reading, ieri l'aggressione a Glasgow dai contorni da definire, prima ancora gli accoltellamenti a Londra. La sovrapposizione dei «ritratti» complica la classificazione, c'è un'incertezza concreta e le autorità prendono tempo prima di indicare la matrice. Prudenza e tattica davanti ad una moltiplicazione degli avversari.

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