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Corriere della Sera Rassegna Stampa
10.06.2019 Iran criminale: come funziona la guerra contro i valori occidentali
Commento di Viviana Mazza

Testata: Corriere della Sera
Data: 10 giugno 2019
Pagina: 12
Autore: Viviana Mazza
Titolo: «Retata a Teheran nei bar 'dissoluti'. Torna la battaglia ai valori occidentali»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 10/06/2019 a pag. 12 con il titolo "Retata a Teheran nei bar 'dissoluti'. Torna la battaglia ai valori occidentali" il commento di Viviana Mazza.

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Viviana Mazza

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Hassan Rohani

Cinquecentoquarantasette ristoranti e bar di Teheran sono stati chiusi negli ultimi giorni del Ramadan per aver violato «la morale islamica», trasmettendo «musica vietata», incitando alla «dissolutezza» e facendosi pubblicità online in «modo irrispettoso». Ad annunciare la retata e l’arresto di 11 persone è il capo della polizia Hossein Rahimi, mentre è stato istituito un «numero verde» che permette di denunciare via sms chi commette atti immorali come togliersi il velo in auto, organizzare serate «danzanti» miste (uomini e donne assieme) e alcoliche. Ma è difficile proibire questi passatempi a una parte della società iraniana: decenni di indottrinamento e propaganda di Stato non sono serviti. A fine maggio, i conservatori si erano scatenati contro video amatoriali pubblicati online che mostravano giovanissimi studenti che ballavano sulle note di «Gentleman», tormentone persiano prodotto in America dal rapper Sasan Heydari-Yafteh, detto Sasy.

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Il vicepresidente del parlamento Ali Motahari aveva addirittura chiesto il licenziamento dei presidi delle scuole coinvolte e un intervento del ministro dell’Istruzione. «Sasy» ha diffuso i filmati su Instagram, sfidando il parlamentare ad ascoltarli: «Vedrai che ti metterai a ballare anche tu». Ma soprattutto il cantante ha osservato che con la valuta iraniana in caduta libera e l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità (in seguito alle sanzioni americane), i politici come Motahari farebbero meglio a concentrarsi sui veri problemi anziché perdere tempo a condannare la musica pop (o chiudere i ristoranti). Come spesso accade nei momenti di maggiore tensione con l’Occidente, torna il tema caro alla Guida Suprema Ali Khamenei che i nemici dell’Iran abbiano ordito un complotto, «un’invasione culturale», per minare i valori religiosi della Repubblica Islamica. Il governo moderato di Rouhani invece è assai meno preoccupato per i complotti culturali e molto di più per la «guerra economica» — come l’ha definita ieri, in visita in una scuola superiore, il ministro degli Esteri Mohammed Javad Zarif — in atto contro la Repubblica Islamica. «Non è diversa da una guerra militare», ha detto, chiedendo all’Europa — alla vigilia di una visita del ministro degli Esteri tedesco Maas e del premier giapponese Abe — di normalizzare i rapporti economici e salvare l’accordo sul nucleare. Altrimenti dal 7 luglio Teheran riprenderà l’arricchimento dell’uranio.

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