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Corriere della Sera Rassegna Stampa
27.11.2012 Un paio di domande a Sergio Romano
Hamas avrebbe un'ala moderata ? Tregua violata 'diverse volte' con 14.000 razzi ?

Testata: Corriere della Sera
Data: 27 novembre 2012
Pagina: 43
Autore: Sergio Romano
Titolo: «La seconda guerra a Gaza e le lezioni del passato»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 27/11/2012, a pag. 43, la risposta di Sergio Romano ad un lettore dal titolo "La seconda guerra a Gaza e le lezioni del passato " .


Sergio Romano

Poniamo a Sergio Romano due domande, legate alla sua risposta al lettore del Corriere:

1) Quale sarebbe l'ala militare di Hamas di cui scrive? Hamas ha solo un'ala militare, non esiste una 'moderata'. Nel suo statuto c'è un punto che prevede la cancellazione di Israele. Hamas è un'associazione terroristica che usa le proprie milizie per compiere attentati in Israele e lanciare razzi. In più non ha un esercito rafolare, ma solo milizie, come tutti i gruppi terroristi.

2) Romano scrive che la tregua dopo Piombo Fuso è stata 'più volte violata'. 14.000 razzi contro Israele sono definibili 'più volte'?
Ecco lettera e risposta di Sergio Romano:

Perché i palestinesi della Striscia di Gaza si sono messi d'accordo con gli israeliani se non hanno avuto nulla in contropartita, visto che gli israeliani non ci sono più a Gaza da anni? Per quale motivo gli islamici hanno lanciato i razzi su Israele se poi, costretti a obbedire a un cessate il fuoco, si sono dichiarati vittoriosi? Ho la sensazione che Israele non sia caduta nel trabocchetto di invadere via terra la Striscia di Gaza e così i fondamentalisti, non avendo potuto dichiarare la guerra santa, hanno fatto buon viso a cattiva sorte.
Roberto Pepe
robertopepe@teletu.it

Caro Pepe,
Credo che lei dovrebbe considerare gli avvenimenti da un altro punto di vista. Ciò che è accaduto a Gaza negli scorsi giorni non è sostanzialmente diverso da ciò che accadde nella guerra d'Israele contro il Libano del 2006 e nell'operazione «piombo fuso» contro Gaza del 2008. Nella prima il governo israeliano reagì con una offensiva militare alle frequenti incursioni degli Hezbollah libanesi sulla frontiera dei due Paesi. Voleva annientare l'organizzazione militare sciita e costringere il governo di Beirut a sbarazzarsi di un movimento che era divenuto ormai uno Stato nello Stato. L'offensiva durò dal 12 luglio al 14 agosto e si concluse grazie all'intervento dell'Onu e di alcuni Paesi fra cui, in particolare, l'Italia. Venne deciso di rafforzare Unifil, la forza d'interposizione dell'Onu, e di autorizzarla a usare le forza per impedire nuove incursioni contro Israele. La guerra lasciò sul terreno circa 1.300 libanesi e 165 israeliani. Hezbollah non è stato annientato ed è oggi una decisiva componente politica del governo di Beirut.
«Piombo fuso» è il nome dell'operazione contro la Striscia di Gaza con cui il governo di Ehud Olmert, nel dicembre del 2008, reagì ai razzi che l'ala militare di Hamas e Jihad islamica lanciavano contro le cittadine israeliane al di là del confine. I bombardamenti e le incursioni delle truppe israeliane durarono dal 27 dicembre al 18 gennaio. I morti furono 13 nel campo israeliano e circa 1.300 in quello palestinese. Ancora una volta l'intervento dell'Onu e di altre potenze, fra cui in particolare l'Egitto di Hosni Mubarak, produsse una sospensione delle ostilità che avrebbe dovuto interrompere lo stillicidio dei razzi palestinesi contro il territorio israeliano. Quella tregua, come sappiamo, è stata più volte violata, soprattutto nella fase che ha preceduto l'operazione israeliana degli scorsi giorni. Esistono buoni motivi per pensare che il nuovo accordo abbia migliore fortuna? Non credo che il governo israeliano si faccia illusioni. Credo piuttosto che anche in questo caso, come in quelli precedenti, sia stato costretto a interrompere le sue operazioni dalla constatazione che la vittoria militare sarebbe stata ottenuta soltanto a un prezzo moralmente inaccettabile. I dati sulle vittime del conflitto hanno dimostrato che il rapporto, nei conflitti fra Israele e i suoi vicini, è sempre drammaticamente sproporzionato: più di 1 a 100 nel caso di «piombo fuso», più di 1 a 10 negli altri conflitti. In queste condizioni la vittoria, per un Paese democratico e civile come Israele, diviene impossibile.
Anche in questo caso gli sconfitti si sono proclamati vincitori: un atteggiamento che a molti osservatori è parso una ridicola millanteria. Commettono un errore. I conflitti asimmetrici, come quello che si è combattuto tra Israele e i palestinesi di Gaza, hanno regole alquanto diverse dai conflitti simmetrici. Se non riesce ad annientare l'avversario, la potenza maggiore ha perso politicamente la guerra; se riesce a sopravvivere, la potenza minore ha vinto.

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