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Corriere della Sera Rassegna Stampa
28.05.2007 Dal sequestro dell'Achille Lauro all'alleanza con Al Qaeda
una storia esemplare di come i compromessi con il terrorismo alimentino il terrorismo

Testata: Corriere della Sera
Data: 28 maggio 2007
Pagina: 15
Autore: Francesco Battistini
Titolo: «Dall'Achille Lauro al campo dei qaedisti»
Dal CORRIERE della SERA del 28 maggio 2007:

TRIPOLI (Libano) — «Presto, perché ho poca batteria!». Dopo tanti anni da latitante, non sa una parola d'inglese né di francese, figuriamoci l'italiano: al cellulare, solo l'arabo. Però sa sempre bene come s'uccidono «gli ebrei e tutti i loro amici», ed è felice di trasmettere il know how: «Il mio lavoro qui dentro — spiega — è addestrare giovani reclute che poi inviamo a combattere gli americani in Iraq. Anch'io ho combattuto con loro a Falluja e a Ramadi. Ne vado fiero».
Bassam al-Ashker non è un miliziano come tanti: nascosto fra muri traforati e tetti che fumano, assediato nel campo profughi di Nahr el-Bared, deciso al martirio coi complici qaedisti di Fatah al-Islam, la sua voce viene da un passato remoto. Il 7 ottobre 1985, Bassam aveva 17 anni e per il mondo diventò subito «il baby-terrorista», il più giovane dei quattro palestinesi che salirono su una nave da crociera italiana, sequestrarono centinaia di passeggeri, buttarono a mare (in quanto ebreo) un settantenne paralitico newyorkese, Leon Klinghoffer, scrivendo la storia d'un clamoroso incidente internazionale: quello dell'Achille Lauro.
Se adesso Bassam è là dentro, a combattere coi qaedisti, un po' c'entra l'Italia. E una giustizia che l'arrestò, lo condannò, lo mandò semilibero e infine se lo fece scappare. Era il 1992. Il ragazzo, pur processato per partecipazione a banda armata, detenzione d'armi da guerra, sequestro di persona a scopo di terrorismo, omicidio e sottrazione di cadavere, se l'era cavata con 17 anni di galera, poi superscontati grazie alla legge Gozzini: ammesso alla semilibertà e a un programma di recupero alla Croce Rossa di Genova, un lunedì mattina non si presentò a firmare in Questura e scappò in Iraq, a raggiungere il suo capo Abu Abbas. Molti protagonisti del caso Achille Lauro, dal trattativista Craxi all'intransigente Reagan che litigarono sulla base di Sigonella, da Arafat allo stesso Abbas, sono morti. Molti misteri però sopravvivono: qualche anno dopo Bassam, riuscì a fuggire dall'Italia anche un suo complice, Majed al Molqi, facendo di nuovo infuriare gli Usa. Di Bassam, s'erano perse le tracce. Rimanevano una tenera biografia ( Cucciolo di leone) che nel 2000 un giudice minorile dedicò al giovane e la domanda: dov'è finito? «Sono rimasto a Bagdad 14 anni», racconta ora Bassam a Michel Moutot, il giornalista della
France Presse che l'ha scovato: protetto a lungo da Saddam, l'anno scorso ha finito per nascondersi nel campo di Nahr el-Bared, dov'è scoppiata una settimana fa la guerra dell'esercito libanese coi 400 jihadisti di Fatah al-Islam. Un centinaio di morti, 30 mila sfollati. Bassam è uno dei 6.000 palestinesi che rimangono dentro: «Non ho rapporti diretti con Fatah — dice —. Sono un po' fanatici, ma hanno dato prova del loro valore. Se servisse contro Israele, sarei il primo a lottare al loro fianco».

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