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Corriere della Sera Rassegna Stampa
20.06.2006 La bandiera israeliana sventolata ai mondiali di calcio da un giocatore del Ghana
i media arabi insorgono, la squadra si piega e chiede scusa

Testata: Corriere della Sera
Data: 20 giugno 2006
Pagina: 46
Autore: Davide Frattini
Titolo: «Arabi all'attacco: «Pantsil agente del Mossad»»
Una cronaca di Davide Frattini  dalle pagine sportive (con un richiamo in prima) del CORRIERE della SERA del 20 giugno 2006: 

GERUSALEMME — «Fino all'ottantaduesimo minuto tutti gli arabi tifavano Ghana. Poi...». Poi John Pantsil tira fuori quella bandiera per celebrare il secondo gol contro la Repubblica Ceca. Bianca e azzurra, con in mezzo la stella di David. La bandiera israeliana. Per lui è un gesto normale, un saluto ai tifosi che da Tel Aviv, dove gioca come difensore nell'Hapoel, lo hanno seguito fino allo stadio di Colonia. Per i commentatori egiziani è una dichiarazione di guerra.
«Ma che fai?», ha urlato in diretta il telecronista del canale satellitare che trasmette tutte le partite dei Mondiali nella regione. E gli editorialisti, il giorno dopo, hanno cercato di dare una risposta da fanta-politica: o è un agente del Mossad, i servizi segreti dello Stato ebraico, o è stato pagato per provocare. «Questo ignorante e stupido di Pantsil — scrive il quotidiano
Al Akhbar — ha passato venti giorni in Egitto durante la Coppa d'Africa e gioca per una squadra israeliana». Al Ahram, giornale controllato dal presidente Hosni Mubarak, prova a elaborare una teoria, che vorrebbe denunciare «l'ennesimo complotto sionista»: «Molti giocatori del Ghana passano attraverso certe scuole di calcio israeliane che hanno scoperto il tesoro del calcio africano e stanno abusando della povertà dei bambini con l'obiettivo finale di venderli ai grandi club europei. Il programma di formazione prevede ogni mattina il saluto alla bandiera».
La Federazione del Ghana, mai coinvolta prima nel conflitto mediorientale, ha dichiarato una tregua e ha provato a spiegare che quella bandiera «no, non voleva rappresentare un sostegno politico a Israele» e che «no, non voleva offendere gli arabi». «Un'ingenuità. Chiediamo scusa a chiunque sia stato insultato e garantiamo che non accadrà mai più. Il giocatore era inconsapevole delle implicazioni del suo gesto, non conosce la politica internazionale. Per questo non lo puniremo, siamo qui solo per giocare a calcio», ha commentato il portavoce Randy Abbey, spiegando di aver ricevuto numerose proteste.
Il Ghana ha perso i tifosi arabi e ha guadagnato quelli israeliani. La foto di Pantsil è finita sulla prima pagina dei quotidiani e Ophir Pines-Paz, ministro dello Sport, lo ha ringraziato ufficialmente: «Ha colpito i nostri cuori, adesso sappiamo quale squadra sostenere perché vinca i Mondiali».

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