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Ansamed Rassegna Stampa
09.09.2018 AnsaMed: 1. terrorismo islamico nel web 2. Hezbollah al confine con il Libano
Due agenzie a cura di Massimo Lomonaco

Testata: Ansamed
Data: 09 settembre 2018
Pagina: 1
Autore: Massimo Lomonaco
Titolo: «AnsaMed: 1. terrorismo islamico nel web 2. Hezbollah al confine con il Libano»

Riprendiamo oggi, 09/09/2018, due agenzie ANSA Med a cura di Massimo Lomonaco, la prima, una intervista con Rita Katz, direttrice di 'Site', il gruppo che monitorizza il terrorismo islamico sul web, con il titolo "Dalla Libia nuovo pericolo Isis per l'Europa".La seconda una analisi sul confine con il Libano, da dove Hezbollah minaccia Israele per conto dell'Iran.

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Massimo Lomonaco

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 TEL AVIV - La Libia è "senza dubbio il nuovo pericolo per l'Europa". Rita Katz, direttrice del Site, il gruppo che monitora il radicalismo islamico sul web, non ha dubbi sulla situazione attuale nel Paese nordafricano e lancia l'allarme su una realtà molto diversa da quella anche di un anno fa. Ospite della Conferenza internazionale di Herzliya sulla lotta al terrorismo - un think-tank che ogni anno anno chiama a raccolta gli esperti mondiali del settore - Katz ha accettato di rispondere alle domande dell'ANSA.
"L'anno scorso - ha spiegato - l'Isis non esisteva in Libia, aveva zero operazioni suicide. Quest'anno ce ne sono già state una dozzina in tutto il paese: non in uno o due posti ma ovunque. E questo significa che probabilmente alcuni dei combattenti sono stati in grado di tornare da Iraq e Siria. E li abbiamo visti muoversi attraverso l'Africa settentrionale e stabilizzarsi in quell'area".
Per questo Katz non esita a mettere in risalto il pericolo, ricordando inoltre che in generale "i media dell'organizzazione riflettono la situazione sul campo e ciò che può avvenire in futuro".
"La maggior parte degli attacchi portati a termine dall'Isis o da altri gruppi nella regione, come in Tunisia dall'Aqim (acronimo di 'Al Qaeda in the Islamic Maghreb') - ha insistito - sono stati diretti o indirizzati a strutture occidentali.
Che siano compagnie petrolifere o di investimenti, qualunque cosa che sia un nemico legittimo e giustificato e che non riguardi musulmani".
"In questo momento - ha continuato Katz rispondendo ad una domanda sull'ultimo messaggio attribuito ad al-Baghdadi - gli appelli per attacchi all'Occidente, che sia l'Italia o Francia, sono molto evocati dall'Isis. Specialmente ora che l'Italia è parte della coalizione di guerra contro le organizzazioni terroristiche".
Sull'Italia in particolare la direttrice del Site ricorda che "i canali dell'Isis forniscono costantemente traduzioni in italiano e che l'organizzazione ha membri italiani. Le minacce per l'Italia sono identiche e forse anche superiori a quelle verso qualunque altro Paese europeo. Non dimentichiamoci che le loro pubblicazioni e i loro messaggi parlano sempre dell'Italia sottolineando che 'Roma è il nostro occhio'. In quasi in tutti i messaggi precedenti dei leader di Al Qaida e Isis, Roma è stata menzionata".
"Detto questo - ha aggiunto - non significa che dovete alzare il livello di allerta ed essere pronti ad un attacco. Penso che sia importante sapere che questa minaccia esiste".
A completare il quadro dell'attività sul web dei gruppi terroristici, Katz ha portato al convegno un dato relativo al periodo aprile-agosto 2018: 23.267 link, 2.365 comunicati e più di 100 piattaforme. Dei link, 19,492 (83%) sono dell'Isis e il 17% di Al Qaeda. .

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 CONFINE CON IL LIBANO - Un muro difensivo, per ora, di 11 chilometri alla frontiera nord di Israele contro le minacce degli Hezbollah. In un incontro con i giornalisti stranieri in una base militare nel nord del Paese, una fonte dell'esercito ha raccontato come Israele si prepara a fronteggiare il pericolo crescente per la Galilea rappresentato dalle milizie sciite di Hassan Nasrallah e dalla loro sempre più evidente collusione con le forze armate regolari libanesi. Il Muro, alto 9 metri - ha precisato lo stesso ufficiale - ha lo scopo di "proteggere le popolazioni israeliane a ridosso del confine e di evitare infiltrazioni in Israele.
"Noi - ha detto indicando vari villaggi libanesi al di là della frontiera, ad un passo dalla base - prendiamo molto sul serio le minacce di Hezbollah". Poi ha ammonito: "qualunque delle loro forze provi ad infiltrarsi nel nostro territorio, non tornerà indietro viva".
Negli ultimi 12 anni - ha spiegato - la milizia sciita, nonostante la presenza dell'Unifil (forza di interposizione Onu), ha fatto del sud Libano una piattaforma armata, missili compresi, contro Israele. E questo malgrado la Risoluzione Onu 1701 preveda sotto il fiume Litani la presenza solo dell' esercito regolare libanese.
Secondo l'ufficiale, con la sua partecipazione alla guerra in Siria, accanto all'Iran e all'esercito russo, Hezbollah ha "rafforzato la propria capacità offensiva".
Per questo Israele guarda con grande attenzione all'unità di elite 'Radwan' a cui, secondo l'ufficiale, Nasrallah potrebbe ordinare in caso di ostilità di attaccare all'interno della Galilea "uccidendo il più possibile nelle comunità israeliane".
Del resto - ha denunciato l'ufficiale - Hezbollah si è arroccata nei villaggi vicino al confine: a Aita a-Shaab, Bint Jbel, Marun a-Ras, tutti paesi sciiti, vicini alla base, sono stanziate unità militari - incaricate di respingere una eventuale avanzata di forze israeliane - e scavati tunnel e bunker.
In quegli stessi villaggi e altrove - ha insistito l'ufficiale - gli Hezbollah "si muovono in borghese, si spostano anche con l'esercito libanese, a volte vestono la sua divisa, e addirittura hanno creato lungo il confine postazioni avanzate spacciandole per l'iniziativa ambientalista 'Green without borders'".
A chi gli domanda come si comporterà Israele con l'esercito regolare libanese, l'ufficiale ha risposto senza esitazioni e senza sconti: "durante la guerra del 2006, si è tenuto in disparte e non è stato colpito. Ma ora se agisse con Hezbollah, sarebbe colpito allo stesso modo".
Israele per ora esclude la possibilità di una guerra, ma il Muro - che il Libano ha denunciato come provocazione - ha un potere deterrente innegabile.
Nella parte che corre dal mare di Rosh HaNiqra verso l'interno sembra una barriera invalicabile (disseminata di telecamere monitorate da soldati e sensori) contro le infiltrazioni in territorio ebraico. Mentre l'ufficiale da una collinetta nella parte più alta della zona israeliana, ne indica ai giornalisti le caratteristiche, da una torretta oltre frontiera, a poche decine di metri, soldati libanesi e uomini in borghese fotografano chiunque. In questa area di Rosh HaNiqra - ha spiegato l'ufficiale - i rapporti con l'esercito libanese "sono costanti" e alla presenza dell'Unifil.
Tutti (israeliani e libanesi) siedono attorno allo stesso tavolo, ma ciascuno di loro parla solo con l'Unifil. "Noi ci coordiniamo con l'esercito libanese perchè un esercito libanese forte è nell'interesse di Israele". 

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