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Libero Rassegna Stampa
06.12.2019 'Se l'Italia è amica di Israele deve dimostrarlo con due scelte'
Andrea Morigi intervista Yisrael Katz, ministro degli Esteri di Israele

Testata: Libero
Data: 06 dicembre 2019
Pagina: 10
Autore: Andrea Morigi
Titolo: «'Se la sinistra non è antisemita faccia due cose per Israele'»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 06/12/2019, a pag.10 con il titolo 'Se la sinistra non è antisemita faccia due cose per Israele' l'intervista di Andrea Morigi a Yisrael Katz, ministro degli Esteri israeliano.

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Andrea Morigi

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Yisrael Katz, ministro degli Esteri dello Stato ebraico

Qualcuno inizia a sfilarsi dalla raffica annuale di risoluzioni anti-Israele approvate dalle Nazioni Unite. Durante le votazioni all'assemblea generale del Palazzo di Vetro, martedì 4 dicembre, una serie di Paesi europei, undici per l'esattezza, nello specifico Germania, Repubblica Ceca, Austria, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Grecia, Lituania, Paesi Bassi, Romania e Slovacchia, oltre a due delegazioni dell'America Latina, il Brasile e la Colombia, invece di astenersi come facevano di solito, hanno espresso il loro voto contrario alla condanna degli insediamenti ebraici nel Golan. E solo un inizio, ma Yisrael Katz, il ministro degli Esteri dello Stato ebraico, si rallegra della «posizione espressa da un gruppo significativo di Paesi contro la discriminazione nei confronti di Israele». Lo giudica un progresso nella lunga lotta contro l'avversione verso Gerusalemme ed esprime la speranza che «gli altri membri dell'Unione Europea adottino presto la stessa posizione».

CAMBIO DI ROTTA L'Italia, la Francia e il Regno Unito ancora non hanno trovato il coraggio di opporsi, mentre Malta e, inspiegabilmente, Cipro si sono schierati con i Paesi islamici che chiedono di cancellare «l'entità sionista» prima dalla storia e poi dalle cartine geografiche. Ci vorrà del tempo prima di ribaltare la politica filo-araba iniziata negli anni '70 del secolo scorso dai governi democristiani in Italia. Ma lo Stato ebraico ha tutta la pazienza necessaria e sa cogliere tutti i segnali positivi. In visita a Milano, presso l'associazione culturale Noam, Katz anticipa i contenuti della sua offensiva diplomatica che coinvolgerà Roma. Oggi chiederà innanzitutto al suo omologo Luigi Di Maio di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e di trasferirvi anche l'ambasciata italiana, come hanno già fatto gli Stati Uniti per primi. Sarebbe un atto simbolico, sebbene di grande significato politico, per combattere quella forma di razzismo che tenta di negare il legame fra il popolo ebraico e Israele e fra quest'ultimo e la sua capitale. In Francia da pochi giorni è stata approvata dal Parlamento una mozione che condanna l'antisionismo. «E un passo importante nella lotta all'antisemitismo e mi auguro - ha detto Katz - che altri paesi seguano l'esempio della Francia». Se esista una maggioranza a Montecitorio e a Palazzo Madama in grado di esprimersi in termini chiari sulle nuove dinamiche politiche e ideologiche dell'odio antiebraico, è tutto da vedere. Magari la Commissione Segre sul razzismo potrebbe provare a verificarlo. Se può servire a sensibilizzare gli animi tiepidi, è rinata in Italia l'Udai, Unione democratica amici di Israele, per combattere l'antisemitismo, soprattutto di matrice fondamentalista islamica, come tengono a sottolineare i promotori dell'iniziativa.

STATO TERRORISTA Intanto Katz incalza l'Italia ad accettare una nuova sfida sostenere, affinché siano più efficaci, le sanzioni imposte dagli Stati Uniti all'Iran per esercitare la massima pressione contro uno Stato che, oltre a minacciare Israele, spara contro i propri cittadini. I rinnovati tentativi di Teheran di costruire armi atomiche e il sostegno al terrorismo internazionale dovrebbero essere sufficienti a convincere anche i più scettici. Sconfitto lo Stato Islamico, la minaccia non si è estinta ora occorre anche «un'efficace azione militare di una coalizione arabo-occidentale guidata dagli Stati Uniti che scoraggi l'aggressione iraniana. Questi sono momenti critici», osserva Katz. La collaborazione con l'unica democrazia del Medio Oriente, a quel punto potrebbe proseguire con la partecipazione a un progetto per collegare i Paesi del Golfo, e anche la Libia, con una ferrovia fino all'Europa. Katz è stato ministro dei Trasporti in passato e ha reinventato le infrastrutture del Paese. Ci si può affidare alla sua competenza. E si potrebbe continuare a sviluppare la cooperazione bilaterale in settori come l'high tech, la sanità, la sicurezza, l'agricoltura.

CORBYN Infine, un avvertimento ai nemici di Israele: Katz si è augurato inoltre che Jeremy Corbyn perda le prossime elezioni politiche nel Regno Unito e ha invocato come motivo le accuse rivolte al leader laburista inglese di antisemitismo. «Non voglio immischiarmi in elezioni interne - ha detto ieri alla Radio militare, citata dai media - ma personalmente spero che non sia eletto, con tutta questa ondata di antisemitismo... Spero - ha concluso - che a vincere sia l'altra parte». In visita in Italia in occasione dei Med Dialogues, la conferenza internazionale organizzata da Ministero degli Esteri e Ispi, il ministro è in queste ore a Roma dove ha in agenda diversi incontri tra cui quelli odierni con il leader della Lega Matteo Salvini e il leader del Pd Nicola Zingaretti, mentre sempre oggi incontrerà una delegazione formata dalla presidente Ucei Noemi Di Segni, dal rabbino capo di Roma rav Riccardo Di Segni e dalla presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello.     

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