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Libero Rassegna Stampa
06.11.2018 Olanda & Germania: l'islam avanza in Europa
Commenti di Ilaria Pedrali, Giovanni Masotti

Testata: Libero
Data: 06 novembre 2018
Pagina: 13
Autore: Ilaria Pedrali - Giovanni Masotti
Titolo: «Cento moschee: togliete Twitter a Geert Wilders - Islam per tutti nelle scuole tedesche»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 06/11/2018, a pag. 13, con il titolo "Cento moschee: togliete Twitter a Geert Wilders" il commento di Ilaria Pedrali; con il titolo "Islam per tutti nelle scuole tedesche", il commento di Giovanni Masotti.

Ecco gli articoli: 

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Ilaria Pedrali: "Cento moschee: togliete Twitter a Geert Wilders"

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Ilaria Pedrali       Geert Wilders

Un'organizzazione che rappresenta decine di moschee turche nei Paesi Bassi ha chiesto a Twitter di chiudere il profilo del deputato anti-Islam Geert Wilders, per "condotta odiosa". La Federazione culturale islamica turca (TICF), che rappresenta 144 moschee, ha inviato tramite il suo avvocato una lettera a Twitter il cui contenuto è stato parzialmente rivelato dal quotidiano olandese AD: l'organizzazione chiede di «sospendere» l'account di Wilders e «successivamente di bandirlo permanentemente» dal social network perla «pubblicazione continua di messaggi, immagini e altri contenuti che dimostrano una condotta odiosa» in particolare rispetto «alla religione islamica e ai musulmani nel mondo». Nel 2016 Wilders è stato condannato per ««insulto e incitamento alla discriminazione», a causa di un discorso contro i marocchini durante un comizio del 2014 e conseguenti cori xenofobi in risposta da parte di alcuni suoi sostenitori. In precedenza (nel 2011) era stato invece assolto per le sue affermazioni sul Corano e i musulmani, tra cui la sua volontà di proibire il libro, paragonando islam e nazismo, e la frase in cui disse di volere «un'Olanda per Henk e Ingrid, non per Ahmed e Fatima». Queste frasi furono ritenute mere espressioni di dissenso politico e perciò considerate legali.

Giovanni Masotti: "Islam per tutti nelle scuole tedesche"

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Giovanni Masotti
           Il futuro della Germania

Un'organizzazione che rappresenta decine di moschee turche nei Paesi Bassi ha chiesto a Twitter di chiudere il profilo del deputato anti-Islam Geert Wilders, per "condotta odiosa". La Federazione culturale islamica turca (TICF), che rappresenta 144 moschee, ha inviato tramite il suo avvocato una lettera a Twitter il cui contenuto è stato parzialmente rivelato dal quotidiano olandese AD: l'organizzazione chiede di «sospendere» l'account di Wilders e «successivamente di bandirlo permanentemente» dal social network perla «pubblicazione continua di messaggi, immagini e altri contenuti che dimostrano una condotta odiosa» in particolare rispetto «alla religione islamica e ai musulmani nel mondo». Nel 2016 Wilders è stato condannato per ««insulto e incitamento alla discriminazione», a causa di un discorso contro i marocchini durante un comizio del 2014 e conseguenti cori xenofobi in risposta da parte di alcuni suoi sostenitori. In precedenza (nel 2011) era stato invece assolto per le sue affermazioni sul Corano e i musulmani, tra cui la sua volontà di proibire il libro, paragonando islam e nazismo, e la frase in cui disse di volere «un'Olanda per Henk e Ingrid, non per Ahmed e Fatima». Queste frasi furono ritenute mere espressioni di dissenso politico e perciò considerate legali.

 

Un'organizzazione che rappresenta decine di moschee turche nei Paesi Bassi ha chiesto a Twitter di chiudere il profilo del deputato anti-Islam Geert Wilders, per "condotta odiosa". La Federazione culturale islamica turca (TICF), che rappresenta 144 moschee, ha inviato tramite il suo avvocato una lettera a Twitter il cui contenuto è stato parzialmente rivelato dal quotidiano olandese AD: l'organizzazione chiede di «sospendere» l'account di Wilders e «successivamente di bandirlo permanentemente» dal social network perla «pubblicazione continua di messaggi, immagini e altri contenuti che dimostrano una condotta odiosa» in particolare rispetto «alla religione islamica e ai musulmani nel mondo». Nel 2016 Wilders è stato condannato per ««insulto e incitamento alla discriminazione», a causa di un discorso contro i marocchini durante un comizio del 2014 e conseguenti cori xenofobi in risposta da parte di alcuni suoi sostenitori. In precedenza (nel 2011) era stato invece assolto per le sue affermazioni sul Corano e i musulmani, tra cui la sua volontà di proibire il libro, paragonando islam e nazismo, e la frase in cui disse di volere «un'Olanda per Henk e Ingrid, non per Ahmed e Fatima». Queste frasi furono ritenute mere espressioni di dissenso politico e perciò considerate legali. Un'organizzazione che rappresenta decine di moschee turche nei Paesi Bassi ha chiesto a Twitter di chiudere il profilo del deputato anti-Islam Geert Wilders, per "condotta odiosa". La Federazione culturale islamica turca (TICF), che rappresenta 144 moschee, ha inviato tramite il suo avvocato una lettera a Twitter il cui contenuto è stato parzialmente rivelato dal quotidiano olandese AD: l'organizzazione chiede di «sospendere» l'account di Wilders e «successivamente di bandirlo permanentemente» dal social network perla «pubblicazione continua di messaggi, immagini e altri contenuti che dimostrano una condotta odiosa» in particolare rispetto «alla religione islamica e ai musulmani nel mondo». Nel 2016 Wilders è stato condannato per ««insulto e incitamento alla discriminazione», a causa di un discorso contro i marocchini durante un comizio del 2014 e conseguenti cori xenofobi in risposta da parte di alcuni suoi sostenitori. In precedenza (nel 2011) era stato invece assolto per le sue affermazioni sul Corano e i musulmani, tra cui la sua volontà di proibire il libro, paragonando islam e nazismo, e la frase in cui disse di volere «un'Olanda per Henk e Ingrid, non per Ahmed e Fatima». Queste frasi furono ritenute mere espressioni di dissenso politico e perciò considerate legali.

Non è servita a niente l'epocale batosta nella ricca Baviera. Acqua fresca il disastro-bis delle regionali in Assia. Frau Angela, scornacchiata assai, si dichiara alla fine vinta, si accinge a mollare la guida dei tramortiti cristiano-democratici e annuncia di gettare la spugna, ma intanto strombazza "urbi et orbi" che cancelliera rimarrà a dispetto di Dio e dei santi fino alla scadenza del mandato, nel non vicinissimo 2021. Fingendo di non sapere bene - la furba "culona" - che la tanto vezzeggiata e salvifica (per lei) Grosse Koalition con i defunti socialdemocratici non reggerà mai fino a quella data, nemmeno a invocare il guerresco e invitto Odino. Nella "grande Germania" dei tradizionali equilibri che scricchiolano, insomma, si preferisce nascondere la testa nella sabbia tirando a campare e rimuovendo quell'insignificante frontiera tra vecchio e nuovo che si chiama voto europeo di maggio, ovvero il castigo che verrà. Fermare il tempo, chiudere gli occhi e sperare. E fregarsene del fatto che la stragrande maggioranza dei tedeschi non ne può più dell'islam e dell'invasione cui la magnanima ex-ragazzona dell'Est spianò graziosamente la strada nel 2015 con quella scriteriata "politica delle porte aperte", che rovesciò a Berlino, Francoforte e dintorni torme di siriani e altri mediorientali, i quali si aggiunsero alla folla di turchi e nordafricani che già imperversavano nel Paese.

TAPPETI ROSSI Cinque milioni di musulmani vengono sostenuti, serviti e riveriti nella nazione che si fregia ancora del ruolo di guida e locomotiva (un po' spompata) dell'Europa che ha smarrito la bussola. Tanto omaggiati che - alla faccia delle bellicose intenzioni del ministro dell'Intero Seehofer, dell'avanzata della non tenera estrema destra di AfD e del boom dei populisti verdi (ecologisti sì, ma rigorosi di fronte all' immigrazione incontrollata) - agli islamici di Germania si stendono tappeti rossi nel delicato e sensibile mondo dell'istruzione, dove il verbo altrove poco ascoltato dei socialisti e la resistente voce della Chiesa protestante dettano ancora legge nel complice silenzio della merkeliana CDU, timorosa di perdere gli ultimi alleati rimastile. Nella scuola pubblica tedesca la glorificazione-esaltazione dell'accoglienza a 360 gradi impazza e si allarga a vista d'occhio la platea degli istituti primari e secondari che decidono di comprendere di diritto gli studi coranici nei loro corsi. Già in ottocento tra elementari e superiori insegnanti rigorosamente musulmani trasmettono con fervore a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, le origini e i rudimenti del Corano, le meraviglie della storia e dell' etica dell'islam, le portentose gesta di Maometto, i giusti ed equilibrati dettami giuridici della Sharia, marchio garantito da diffondere ed esportare. I dirigenti scolastici biasimati per questa ardita scelta fanno spallucce e ribattono spazientiti a chi denuncia con rabbia lo snaturamento delle radici cristiane e l'abdicazione ai valori di un'altra civiltà - per rispettabile che possa essere - con l'argomento principe che i pupi di immigrati e rifugiati debbono sentirsi a casa loro in Germania, benvoluti e coccolati, e che solo così saranno in grado di resistere alle sirene tentatrici del fondamentalismo jihadista

DENUNCIA L'ISLAMOFOBIA E, sempre per salvarli dagli imam, i professori reiterano agli studenti la raccomandazione di raccontare e denunciare eventuali atti di intolleranza da parte di teppisti islamofobi. Una full immersion di orgoglio musulmano che avrà - accusano i critici - un'unica conseguenza. Convincere i giovani originari di quelle lontane terre che, nel cuore dell' Europa, possono e debbono pretendere di vivere in base alla religione e alle usanze del loro popolo. Chi glielo impedisse e si sforzasse di integrarli nella realtà di approdo, etichettato come un infedele e un "crociato". Dunque, da respingere e da combattere.

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