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Libero Rassegna Stampa
10.10.2018 Amazon: una percentuale delle spese finiva sul conto di gruppi islamisti inglesi
Commento di Ilaria Pedrali

Testata: Libero
Data: 10 ottobre 2018
Pagina: 10
Autore: Ilaria Pedrali
Titolo: «Compri da Amazon, ma incassa l'islam»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 10/10/2018, a pag. 10, con il titolo "Compri da Amazon, ma incassa l'islam" il commento di Ilaria Pedrali.

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Ilaria Pedrali

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Il colosso statunitense dell'e-commerce Amazon è accusato di supportare il fondamentalismo islamico. Tutto risale allo scorso anno, quando il fondatore Jeff Bezos ha Ianciato il servizio Amazon Smile, che per ogni acquisto effettuato sulla piattaforma versa una percentuale dell'ordine, pari allo 0,5%, a un ente di beneficenza indicato dal cliente senza costi aggiuntivi. Ebbene, tra i seimila enti che potevano beneficiare delle donazioni figurava anche l'Mrdf, cioè il fondo di ricerca e sviluppo musulmano, Muslim Research and Development Foundation, organizzazione caritativa islamica, che l'antiterrorismo britannico giudica fra le principali organizzazioni salafite del Regno Unito. Fondatore dell'Mrdf è Ahitham al-Hassad, un saudita 52enne che definire estremista è poca cosa. La fondazione Quilliam, gruppo di esperti anti estremismo, ritiene al-Hassad uno degli uomini più pericolosi del Regno Unito. Oltre alle posizioni sulle donne, che secondo lui dovrebbero indossare il velo integrale in ogni parte del mondo, e sull'omosessualità, definita «crimine contro l'umanità», infatti, il saudita in questione è sostenitore dell'istituzione di un califfato islamico a livello globale.

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Una manifestazione islamista in Inghilterra

OSCURANTISMO Secondo lui, infatti i musulmani conquisteranno i nemici dell'islam e saranno in grado di istituire nel mondo la sharia, prevedendo la pena di morte per l'adulterio oppure per l'apostasia. Dopotutto per lui gli ebrei sono «scimmie e maiali» e i cristiani pure. E poi l'orrida questione delle mutilazioni genitali femminili: se fatte in modo islamicamente approvato sono un bene per il marito e «una virtù o un onore per le donne». Inoltre i mariti hanno tutto il diritto di picchiare le loro mogli. Quanto al matrimonio di ragazzine adolescenti, «più sono giovani meglio è», secondo il fondatore dell'organizzazione che Amazon ha permesso di finanziare, dato che «non è un problema biologico se una 12enne rimane incinta». Basta solo prestare attenzione agli aspetti legali della vicenda. Bizzarra anche la sua esternazione in seguito allo tsunami che nel 2011 ha ucciso in Giappone oltre 15mila persone: secondo al-Haddad è stata la giusta posizione per il fatto che il Paese non fosse musulmano.

LE CIFRE SEGRETE Alla base dell'al-Haddad pensiero, quindi, c'è una visione di totale contrapposizione tra musulmani e non musulmani, un'idea di suprematismo islamico, secondo la quale nessun musulmano sarà mai veramente britannico. Perciò è inutile ogni tentativo di integrazione. Quando si è saputo che tra gli enti benefici che ricevevano soldi da Amazon, in seguito a un'inchiesta del Times, sono piovute pesanti critiche al colosso dell'e-commerce. Da Amazon hanno cercato di difendersi, affermando che per autorizzare gli enti che possono beneficiare delle donazioni si affidano a un ente di regolamentazione, la Charity Commission per l'Inghilterra e il Galles, che dovrebbe garantire sull'affidabilità di tali organizzazioni. Dalla Charity Commission, infatti, hanno affermato che a loro risultava che al-Haddad avesse rassegnato le dimissioni dall'Mrdf dal 2014. Di fatto però è rimasto la guida spirituale dell'organizzazione, e continua a dettarne la linea. Amazon si è rifiutata di rivelare quando l'organizzazione salafita sia entrata a far parte di Amazon Smile, né quale somma di denaro sia stata versata al gruppo, preferendo addossare le colpe alla commissione che dovrebbe determinare quali gruppi sono idonei al progetto. Anche perché pare che ci sia anche un altro ente destinatario delle donazioni di Amazon che sarebbe sostenuta da Haitham al-Haddad, la Helping Households Under Great Stress (Hhugs), anch'essa ritenuta fiancheggiatrice dell'estremismo islamista.

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