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Libero Rassegna Stampa
11.01.2018 Davide Piccardo e la rete jihad/Fratelli Musulmani in Italia
Commento di Stefano Piazza

Testata: Libero
Data: 11 gennaio 2018
Pagina: 12
Autore: Stefano Piazza
Titolo: «La Svizzera indaga Piccardo: 'Strani contatti col Qatar'»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 11/01/2018, a pag. 12, con il titolo "La Svizzera indaga Piccardo: 'Strani contatti col Qatar' ", l'articolo di Stefano Piazza.

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Il simbolo della Fratellanza Musulmana,
succederà prima o poi che i nostri giornaloni si accorgeranno della sua presenza in Italia? 

L’estate scorsa i governi di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Bahrein hanno diffuso un elenco comprendente 59 persone e 12 istituzioni che sarebbero legate ad «attività terroristiche sostenute dal Qatar». Il Qatar respinse da subito, definendole «infondate», le accuse agli emiri della famiglia Al Thani del Qatar, ritenuti colpevoli di finanziare i gruppi terroristici. Da quel momento, i quattro paesi arabi hanno interrotto ogni relazione diplomatica con il governo di Doha. Ad accompagnare la «lista nera», un documento che spiega come «le persone e le organizzazioni elencate in questo documento sono collegate al Qatar e sono al servizio di un programma politico sospetto del Qatar».

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Davide Piccardo

JIHAD E INGIUSTIZIE Passati alcuni mesi dalla diffusione del documento cominciano ad arrivare i primi contraccolpi anche in Svizzera e, sorpresa, nella storia c’è anche il nome di un noto islamista italiano, Davide Piccardo. I servizi segreti della Confederazione elvetica e di altri Paesi hanno acceso i riflettori su diversi nominativi inseriti nella lista, come Abdul Rahman bin Omair al-Nuaimi, co-fondatore della Ong Alkarama che sostiene di «voler combattere le ingiustizie nel mondo arabo dal 2004» da Ginevra. Piccolo dettaglio, per il governo Usa al-Nuaimi dal 2013 è un terrorista globale e un supporter di Al Qaeda. Approfondimenti anche su Ali Abdullah al-Suwaidi che presiede tre enti in Svizzera, l’Internationaler Islamischer Rat, il Forum Islamischer Denkere l’Internationale Islamischer Prediger. In due di questi, al-Suwaidi figura nel board insieme a Ferah Uluçay segretaria del Consiglio Centrale islamico svizzero, organizzazione guidata da Nicolas Blancho che tra i suoi finanziatori può contare su un ricco uomo d’affari di Doha dal cognome importante: Al-Thani. Il quotidiano della svizzera francese Le Temps ha pubblicato un’inchiesta che svela la rete islamista-finanziaria in Svizzera sulla quale il Servizio di Informazioni della Confederazione starebbe indagando anche grazie a confidenze raccolte da fonti qualificatissime. Il dossier è talmente delicato che se ne occupa il direttore ad interim del SIC, Paul Zinniker. Nelle carte della nuova Islamic Swiss Connection, riferisce Le Temps, spunta anche una vecchia conoscenza del jihad, il saudita Abdullah al Muhasini, leader spirituale del Fronte al Nusra. È lo stesso terrorista al quale Naim Cherni, documentarista del gruppo di Blancho dedicò un’intervista rilanciata su tutte le piattaforme web del gruppo, realizzata in Siria nel 2015. Alkarama,come tutte le altre associazioni citate nella vicenda, è ideologicamente contigua ai Fratelli Musulmani e in Svizzera conta parecchio. Di loro si parla pochissimo ma oggi la loro forza economica e la rete internazionale vede protagonisti le nuove generazioni e qualche convertito attivo nella sinistra politica. Oggi i Fratelli Musulmani controllano numerose moschee elvetiche e possono contare su nominuovi e con solidi legami con il passato come quello di Youssef Himmat, figlio di Ghaleb, presidente della FEMYSO (Forum delle organizzazioni giovanili e degli studenti musulmani europei) con sede a Bruxelles. A Lugano c’è la Lega dei musulmani in Ticino, vicina alla Fratellanza diretta dall’imam Samir Jelassi e più volte visitata dalla polizia cantonale a causa dei suoi frequentatori, dei quali l’imam fatica però a ricordare nomi e passaggi. Secondo Le Temps l’italiano Davide Piccardo,presidente del CAIM, il Coordinamento Associazioni Islamiche di Milano, avrebbe a propria disposizione un’utenza telefonica cellulare di una società che da Lugano si occupa a livello internazionale di petrolio e gas, la Lord Energy. Fatto curioso è che Piccardo non ha un permesso di lavoro valido per il Canton Ticino e non ci abita. Ma allora a che gli serve un’utenza telefonica? È un consulente? Per le autorità svizzere e quelle italiane, qual è il suo ruolo? Piccardo, contattato telefonicamente da Libero «non conferma e non smentisce» di avere una scheda telefonica intestata a Lord Energy. Sul resto del contenuto dell’articolo di Le Temps «non ha dichiarazioni da rilasciare». Comunque in Ticino Piccardo vi si è recato l’ultima volta la mattina del 6 novembre 2017 per incontrare i seguaci turchi del predicatore Adnan Oktar capitanati da Oktar Babuna presso l’hotel Swiss Diamond di Morcote.

L’OMBRA DI AL TAQWA Per tornare alla Lord Energy,il suo fondatore e direttore, si chiama Hazim Nada, ed è il figlio di Youssef Moustafa Nada, già fondatore della banca Al Taqwa, finita nel 2001nel mirino dei giudici italiani e svizzeri per finanziamento al terrorismo in un’inchiesta poi conclusa con il proscioglimento degli indagati; il segretario della Lord Energy è Youssef Himmat,figlio di Ghaleb, stretto collaboratore di Nada e anch’egli sospettato in passato, pur senza alcun esito, di aver finanziato Al Qaeda. C’è poi Omar Nasreddin, che fino a un anno fa lavorava presso la Lord Energy e ha un padre molto importante fra i Fratelli Musulmani, Ahmed Idris, cittadino etiope e italiano, anch’egli vecchio socio di Nada e Himmat e insieme a loro risultato innocente. Ma ora l’inchiesta di Le Temps mette nuovamente la Svizzera di fronte alla propria incapacità di controllare le immense risorse delle quali dispongono le organizzazioni islamiche, ma ciò che è peggio è l’inazione politica.

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