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Libero Rassegna Stampa
10.03.2016 L'Iran minaccia Israele con i missili pagati da Obama
Analisi di Carlo Panella

Testata: Libero
Data: 10 marzo 2016
Pagina: 12
Autore: Carlo Panella
Titolo: «L'Iran minaccia Israele con i missili pagati da Obama»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 10/03/2016, a pag.12, con il titolo "L'Iran minaccia Israele con i missili pagati da Obama", l'analisi di Carlo Panella.

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Carlo Panella

Sull'ogiva dei nostri missili balistici lanciati oggi era scritta la frase in lingua ebraica: «Bisogna distruggere Israele»: Hajizadeh Amir, il comandante dei Pasdaran iraniani, ha dato ieri una sonora lezione di politica intemazionale - e un doloroso calcio - a Barack Obama. Questo è l'Iran "riformista" che il presidente americano ha premiato con l'accordo sul nucleare, straordinario attestato di fiducia nelle sue politiche di stabilizzazione e non aggressione. Le mire dell'Iran degli ayatollah, invece, sono sempre quelle definite e sviluppate da Ahmed Ahamadinejad, come il comandante dei Pasdaran ha precisato: «La ragione per cui abbiamo progettato i nostri missili con un raggio di 2.000 chilometri è che siano in grado di colpire il nostro nemico, il regime sionista di Israele, da una distanza di sicurezza». Ma c'è una cosa che Hajizadeh Amir, non ha detto: i missili a medio raggio con sistema di puntamento di precisione e i missili balistici Qadr-H e il Qadr-F e i missili Shahab 1 e 2 a lungo raggio, possono colpire non solo Israele, ma anche l'Arabia Saudita e gli emirati del Golfo. E l'Iran non ha mai nascosto di ritenere un fatto oltraggioso che le Città Sante della Mecca e delle Medina siano sotto la Custodia della dinastia wahabita e anti sciita degli al Saud. Così come possono colpire quella Turchia che sulla rovente crisi siriana è su posizioni antagoniste rispetto all'appoggio determinante fornito dai Pasdaran al regime di Assad. Questi missili sono dunque anche un guanto di sfida contro quel "fronte sunnita arabo-turco" che si è dovuto formare negli ultimi mesi nel tentativo di arginare gli effetti disastrosi della concessione di fiducia da parte di Obama ad un Iran che viene considerato dalla sua Amministrazione un «fattore di stabilità». Questi missili, inoltre costituiscono un'implicita smentita alla volontà dell'Iran di non proseguire il cammino per dotarsi di una bomba atomica. Infatti i costosissimi missili a lungo raggio Shahab 1 e 2 hanno senso bellico solo se armati di ogiva atomica. Il palese imbarazzo Usa a fronte di questa provocazione è lampante nelle parole del vice presidente Usa Joe Biden, colto dalla notizia proprio durante un suo viaggio in Israele: «Se questa notizia venisse confermata, gli Usa prenderanno delle iniziative». Obama però non può mettere in crisi il processo di appeasement con gli ayatollah, baricentro della sua politica mediorientale- nel pieno di una tesissima battaglia per le presidenziali. E una scommessa su cui ha puntato tutte le carte nell'illusione che questo Iran, questi Pasdaran, questo Khamenei possa essere un fattore di stabilizzazione del Medio-riente. E ora ha la conferma che per Teheran questa "stabilizzazione" passa per la "distruzione di Israele". Questo è il "riformismo iraniano".

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