martedi` 26 marzo 2019
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Invia ad un amico
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Chi sono veramente i palestinesi? Lo spiega lo storico Benny Morris (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)
Per consultare l'archivio Video
CLICCA QUI


Clicca qui





Hai già visitato il sito SILICON WADI?


Clicca qui






Libero Rassegna Stampa
15.01.2011 Tzahal: i rabbini cambiano opinione
La cronaca di Giovanni Longoni

Testata: Libero
Data: 15 gennaio 2011
Pagina: 18
Autore: Giovanni Longoni.
Titolo: «I rabbini verso la resa. Per diventare ebreo basta fare il servizio militare»

Sul problema delle conversioni nell'esercito israeliano, su LIBERO di oggi, 12/01/2011, a pag.18, con il titolo " I rabbini verso la resa. Per diventare ebreo basta fare il servizio militare", l'articolo di Giovanni Longoni.

Essere figli di madre ebrea, essere circoncisi, accettare e rispettare i comandamenti (le 613 mitzvot). Tutto con l’approva - zione del Gran Rabbinato di Gerusalemme. Ai requisiti classici per diventare ebrei, lo Stato di Israele, stretto dalla necessità di trovare braccia per la difesa e per l’economia, ne sta affiancando uno nuovo: fare il servizio militare. Sono 4mila infatti i soldati di Tsahal, le forze armate con la stella di Davide, che sono diventati ebrei “sul campo”. Anche se la loro vicenda ha scatenato uno scontro all’interno del governo e della società. Quasi tutti sono immigrati di provenienza russa, arrivati dopo la caduta del Muro di Berlino, quando Gorbaciov aprì i cancelli e lasciò partire molte famiglie di ascendenza giudaica. Solo che in molti casi l’ascenden - za era così lontana nel tempo, il sangue di Abramocosì diluito in quello delle mille etnie dell’impero sovietico, che di quel milione di fratelli delle tribù ritrovate molti erano goim (non ebrei) belli e buoni, con al massimo untrisavolo uscito da uno shtetl e spesso imbevuti dell’antisemitismo russo-sovietico e alcuni addirittura con sentimenti di estrema destra. Risultato paradossale: a Tel Aviv e nei centri maggiori si iniziano a conoscere addirittura i gruppuscolineonazisti. Ma il problema più grande non sono i pochi matti ma è quello di integrare la massa dei nuovi arrivati, farne degli Israeliani. Fra i nuovi arrivati si distingue presto Avigdor Liberman nato a Kishinev, oggi inMoldavia, che nel 1999 fonda il partito “Yisrael Beiteinu” (che significa Israele è la nostra Patria) proprio coi voti degli immigrati russi, aspiranti ebrei israeliani. Oggi è proprio questa formazione che sostiene il valore kosher delle conversioni fatte dall’esercito e porta avanti la battaglia politica per l’approvazione di una legge che sancisca almeno l’efficacia di quelle 4mila “ebreizzazioni” contro l’opposizione dei rabbini ortodossi. Liberman ha guadagnato l’appoggio del suo primo ministro Benjamin Netanyahu, che vuole “normalizzare” gli immigrati, ma all’interno della coalizione di governo la situazione è tesissima, data la presenza anche dei raggruppamenti politici di impostazione religiosa. Dall’altra parte della barricata ci sono l’Alto rabbinato, gli ortodossi e i loro rappresentanti alla Knesset. Appare così di grande importanza la presa di posizione di ieri da parte del rabbino Ovadia Yosef, leader spirituale dello Shas, partito degli ortodossi sefarditi che sostiene il governo Netanyahu. Ovadia Yosef, che in vita sua ha pure fatto il rabbino nelle forze armate, dopo giorni in cui i suoi colleghi del comitato messo su dal rabbino capo sefardita Shlomo Moshe Amar litigavano senza arrivare a una soluzione, ha preso in mano la situazione dichiarando che le conversioni sono legittime. È la parola fine alla controversia? Non proprio: le liti e le discussioni - dentro e fuori la Knesset - continuano furiose. D’altra parte, questo è Israele.

Per inviare a Libero la propria opinione, cliccare sulla e-mail sottostante.


lettere@libero-news.eu

Clicca qui per stampare questa pagina
Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT