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Perché non esiste ancora uno 'stato arabo palestinese'? La risposta è semplice (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


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Agenzia Radicale Rassegna Stampa
07.08.2006 Le manipolazioni giornalistiche continuano, ma le smentite non fanno notizia
a Cana come a Jenin

Testata: Agenzia Radicale
Data: 07 agosto 2006
Pagina: 0
Autore: Elena Lattes
Titolo: «Cana come Jenin?»

Dal sito Nuova Aenzia Radicale:

Per chi non conoscesse o non ricordasse bene cosa avvenne a Jenin nel 2002 glielo rammento brevemente:
dopo numerosi attentati in territorio israeliano, tale dal 1948, in cui decine di civili, soprattutto tra i più indifesi, furono massacrati, il governo di allora decise di entrare con i carri armati (e non di bombardare dall'alto, come avrebbero fatto tanti altri Stati, con meno scrupoli) e sgominare le basi in cui si preparavano le bombe e da cui venivano inviati gli assassini suicidi.

Dopo giorni di aspri combattimenti, il bilancio fu di cira 80 vittime di cui più o meno 50 palestinesi e tra questi 30 erano terroristi, e gli altri soldati israeliani.
La realtà, però, venne fuori soltanto dopo approfondite indagini e aver raccolto diverse prove.
All'inizio, invece, tutti i media, parlarono di strage di innocenti, di carneficine, di un'ecatombe.

Accorsero immediatamente i ministri degli esteri di diversi Paesi, qualcuno arrivò addirittura a paragonare quell'evento a ciò che fecero i nazisti in Europa.
Si parlò di migliaia, poi di centinaia di morti.
Ci vollero i filmati israeliani e i sopralluoghi di esponenti di organizzazioni umanitarie per provare che quasi tutto di quel che era stato detto era stata pura propaganda.

Vedemmo tutti in televisione i falsi funerali, durante i quali la salma cadeva e rialzandosi da sola, si risistemava sulla barella.
I palestinesi riesumarono defunti e carcasse di animali per mostrare al mondo che le nefandezze di Israele avevano causato tanti morti.

Ebbene, ho la sensazione che in questi giorni si stiano verificando episodi analoghi a quelli di quattro anni fa.
Un giornalista della CNN, Nic Roberts ha confessato recentemente, che il suo servizio del 18 luglio è stato effettuato interamente dalla "potente" agenzia stampa degli Hezbollah che è "molto molto sofisticata".

Il reporter ha anche sottolineato, una volta fuori dal Libano, che l'unico modo per ottenere informazioni è attraverso gli Hezbollah.
Questi hanno detto alla squadra che riprendeva le immagini, dove e quando filmare.
"Gli Hezbollah hanno il controllo della situazione e chi non ha il loro permesso non può accedere alla zona interessata".

Un altro giornalista, Christopher Allbritton ha scritto in un post nel suo blog che "il Partito di Dio ha una copia del passaporto di ogni giornalista e che uno è già stato minacciato".
Riguardo Cana, tutti i media indistintamente, hanno subito detto che il raid israeliano aveva provocato più di sessanta morti, tutti civili, tra cui 37 bambini.

Le foto di piccoli cadaveri maciullati hanno fatto il giro del mondo, Israele ha chiesto scusa, il Consiglio dell'Onu si è riunito urgentemente, le minacce del fondamentalismo islamico sono aumentate vorticosamente, in tanti hanno immediatamente accusato l'esercito di Gerusalemme di sparare deliberatamente sulla povera gente indifesa, "dimenticando" che Israele è l'aggredito.

E' stato spesso altresì omesso che l'uso dei civili come scudi umani è vietato dalla Convenzione di Ginevra (che non si può applicare soltanto quando fa comodo) e che se Israele non smantella le basi terroristiche saranno i suoi civili a morire, come ne sono già stati uccisi a decine.
Dopo qualche giorno di titoloni in prima pagina, di servizi speciali, lentamente, ma in un flusso continuo, cominciano a venir fuori particolari che chi si adopera tanto ad accusare immediatamente Israele senza processo né tantomeno possibilità di appello, aveva tralasciato.

Così si viene a sapere che l'edificio è crollato sette ore dopo il bombardamento israeliano, che i corpi ritrovati sono 28 (certificato da Human Rights Watch che certo non brilla per filosionismo!) e che le cifre iperboliche erano stime del governo libanese basate sulle persone scomparse, ma che non avevano avuto nessun riscontro in merito.
Eppure i nostri giornali avevano dato per sicuro il ritrovamento di almeno 54 corpi e avevano assicurato che sotto le macerie ce n'erano altri 7-8.

Come se non bastasse tutto ciò, il proprietario di http://eureferendum.blogspot.com ha ragionato sulle fotografie che mostrano i piccoli cadaveri e ha dimostrato che i soccorritori posano in diverse ore di quella tragica giornata, come se fossero delle superstar, con in braccio sempre gli stessi due bambini.
In pratica, l'unica conclusione che se ne può dedurre è che su quella tragedia è stato montato un servizio che non corrisponde onestamente alla realtà dei fatti.

Queste smentite avranno mai lo stesso spazio ottenuto dalle notizie iniziali? Cosa rimarrà nella memoria collettiva mondiale di questa guerra?

Intanto, emergono nuove prove della manipolazione degli eventi in Libano da parte dei mezzi din informazione:

La Reuters ha dichiarato domenica che non si avvarrà più delle foto del fotoreporter libanese Adnan Hajj, una cui foto di Beirut sotto bombardamento palesemente ritoccata al computer per renderla più drammatica è stata denunciata da web-blog americani e ritirata dal sito dell’agenzia con tanto di scuse. Adnan Hajj è uno dei fotoreporter le cui immagini della tragedia di Qana hanno fatto il giro del mondo. Sua in particolare quella di un presunto soccorritore che “esibisce” il corpo senza vita di una bambina.(fonte israele.net)


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