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Informazione Corretta Rassegna Stampa
28.02.2021 Il pericoloso virus della follia
Commento di Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 28 febbraio 2021
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «Il pericoloso virus della follia»
Il pericoloso virus della follia
Commento di Deborah Fait


Mi dicono che sul web girano le cose più pazzesche, che la gente è fuori di testa e, se possibile,  ancora più antisemita. Devo ammettere che quello che si trova sui social è allucinante, le cose che si sentono e si leggono sono da neuro ma di quelli ricoverati gravi, quasi da camicia di forza. C'è chi paragona il lockdown ad Auschwitz, c'è chi scrive che quello che sta accadendo in Israele sia un abominio, non faccio nomi e non scrivo link per evitare di fare pubblicità alla pazzia e di creare proseliti perché è noto che basta mezza parola contro Israele che immediatamente si formano fiumi in piena di insulti e di falsità. Allora, sentiamo,  perché è un abominio quello che succede in Israele? La risposta è perché vacciniamo, perché due terzi della popolazione è salva. Non meno di un'oretta fa, a proposito del passaporto vaccinale emesso da Israele, ho letto "Anche Hitler aveva incominciato così". Mai che questi esempi umani di cretinismo acuto nominassero, che so, Stalin o Mao Tse Tung o Pol Pot, no, sempre Hitler, chissà perché lo sentono così vicino al loro pensiero, forse perché il suo obiettivo erano gli ebrei. Che questo faccia provar loro un brivido di piacere?  Ma cosa raccontano questi poveri e folli mentecatti? Che in Israele i soldati tirano fuori dalle case la gente per vaccinarla a forza. Follia! Che il vaccino fa un sacco di morti. Follia! Che chi è vaccinato è costretto a mettere sui vestiti un marchio e, aggiungono naturalmente ...di hitleriana memoria. Follia! Che nelle fabbriche gli operai già vaccinati devono portare abiti o tute di colore diverso. Follia follia follia! C'è chi dice di non capacitarsi che Israele, primo al mondo nella campagna vaccinale, sia caduto così in basso e per questa gente "cadere in basso" significa arrivare ad essere di un bel verde speranza, senza più covid, entro marzo. Non sono solo gli antivax che scrivono queste aberrazioni razziste, anche quei poveretti che vivono di invidia e di -da quando in qua Israele può fare meglio di noi-. Molto spesso, direi, perchè quando c'è un'emergenza Israele non lo batte nessuno,  è da quasi un secolo che gli israeliani vivono di emergenze. Hanno fatto il callo e sanno che per salvarsi da qualsiasi guerra è bene stare uniti e seguire le regole.

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Naturalmente il tutto condito con un senso di creatività e anche, perché no, di allegria: Vaccini con birra e salatini nei bar alla moda. Vai all'Ikea? Bene, prima di entrare ecco che un paio di infermieri, tutti giovani, carini e sorridenti, ti chiedono se vuoi farti il vaccino. Niente è obbligatorio naturalmente ma l'incoraggiamento serve sempre.  Poi ci sono dei veri e propri camioncini coloratissimi che girano il paese e si fermano nelle piazze, musica per tutti e vaccini per chi lo desidera. C'è anche chi, dall'America, tuona "Israele deve vaccinare i palestinesi!",  proprio alcuni giorni fa lo ha fatto Bernie Sanders, il politico ebreo che voleva diventare presidente USA e che per fortuna nostra è stato bocciato. Come dico spesso "essere ebrei non è una garanzia", abbiamo dei fulgidi esempi di ebrei odiatori di Israele in Italia e gli USA non sono da meno. Sanders vuole che Israele vaccini i palestinesi., bene, allora diciamo che Israele ha mandato all'AP migliaia di dosi, non può mandarne tante alla volta perché non hanno le strutture dove mantenere i vaccini a 70-80 sottozero. Dovremmo dar loro anche i frigoriferi? E poi gli infermieri? E poi che altro, la pappa in bocca? Israele ha vaccinato 100.000 lavoratori palestinesi.  Abu Mazen, oltre ai suoi conti personali fatti di milioni di dollari, paga ogni anno ai terroristi in galera, alle loro famiglie e ai terroristi in pensione qualcosa come 3000 euro al mese cadauno che, moltiplicati per 12 mesi e per un numero imprecisato di "aventi diritto" in quanto assassini, fa molti milioni di euro. I paesi donatori, quelli che ritengono essere i palestinesi dei poveri citrulli non in grado di lavorare, foraggiano mensilmente Abu Mazen. Sono i mantenuti più amati del mondo, per uno strano e inspiegabile mistero tutti li adorano, nessuno chiede mai che fine fanno i soldi che ricevono, sono i più bravi manipolatori del mondo, hanno il genio della questua e dell'imbroglio.

Abu Mazen, all'inizio della pandemia, aveva dichiarato che non volere niente da Israele, poi, dopo un paio di settimane, si è messo a piagnucolare che Israele osava vaccinare i propri cittadini e non i poveri palestinesi. Ecco,  dopo quel primo piagnucolamento il mondo non ha capito più niente, che vi siano milioni di poveri africani o asiatici senza vaccini non gliene frega niente a nessuno, ma i palestinesi, cavolo, i palestinesi devono ricevere il dovuto e da chi? Non dalla Giordania di cui fanno parte come popolo, non dall'Egitto con cui confinano, non dall'Europa che li adora. No, per uno strano motivo a me incomprensibile, li deve vaccinare Israele,  il paese che loro odiano e vorrebbero veder scomparire dalla faccia della terra, il paese da loro colpito con un terrorismo quasi quotidiano, il paese cui loro non riconoscono il diritto di esistere. L'articolo 17 degli accordi di Oslo recita:" La responsabilità della salute pubblica nel West Bank e Gaza saranno trasferiti alla parte palestinese incluso il sistema di salute pubblica, compresi i vaccini." Mi pare una spiegazione chiara e lampante, consiglio Bernie Sanders e tutti coloro che sbraitano che Israele deve occuparsi dei palestinesi, di guardarsi in giro per rendersi conto che esistono popolazioni davvero povere, davvero dimenticate da tutti, davvero sull'orlo del baratro. Esistono paesi e comunità in cui la gente muore come mosche nell'indifferenza generale di un mondo che si vanta di ricoprire di milioni un popolo inventato, un popolo parassita, che, anziché lavorare e far fruttare i miliardi di donazioni,  preferisce vivere di carità e di terrorismo.   

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"


takinut@gmail.com

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