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Informazione Corretta Rassegna Stampa
25.01.2021 Il Sudafrica e gli ebrei durante la Shoah
Deborah Fait risponde a un lettore

Testata: Informazione Corretta
Data: 25 gennaio 2021
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «Il Sudafrica e gli ebrei durante la Shoah»

Schindler's List: dove è stato girato il film di Steven Spielberg

Gentile Signora Mazel,
sono italiano, ho 71 anni ed ho viaggiato tutta la vita, oltre a risiedere in Sudafrica dal 1981 al 1986. In tutto 85 Paesi, fra cui una quindicina musulmani, dalla Turchia (un tempo) laica, ad Iran, Pakistan. Ovviamente Israele era il mio Paese Bonus. Ho lavorato sempre nel tessile e - automaticamente - ho avuto molto a che fare con i suoi confratelli, anche in Italia. L'apartheid fu una legge inutile anche perché - nel resto dell'Africa di quegli anni - era in pratica una divisione di fatto, tra bianchi e neri. Così come, sorvolando Israele, salta agli occhi la magia che gli israeliani hanno saputo creare in quella distesa di sabbia (tutto intorno è rimasta la sabbia), il Sudafrica era (ma non lo è più) un Paese benedetto dalla natura ma anche dal lavoro dei Boeri che erano già lì a metà del 1600. A proposito, in campi di concentramento, nella moderna accezione del termine, furono una trovata dell'esercito inglese nel corso della guerra Anglo Boera. Non riuscendo a sconfiggere i Boeri gli inglesi imprigionarono donne, vecchi e bambini boeri nei campi. Inoltre nessuno dice, per paura di infrangere il pensiero comune dominante, che il problema del Sudafrica, anche ai tempi dell'apartheid, era di respingere i neri che, dai paesi limitrofi, tentavano di entrare in Sudafrica: per lavorare e per mangiare. Non certo di trattenere i neri entro i confini del Sudafrica. Il Sudafrica aprì le braccia e le frontiere agli ebrei che scappavano dalla Germania nazista. Anche questa è Storia. Volevo solo dirle questo, c'è stata anche una nazione che non ha girato la faccia dall'altra parte, ai tempi del nazismo. E stasera mi rivedrò Schindler's list e, come sempre, mi commuoverò. Cordialmente,

Gianfranco Pacini

Gentile Gianfranco,
La signora Mazel non può leggere la posta inviata alla redazione. Mi permetto di risponderle io perchè la sua lettera mi è piaciuta molto, interessante e pacata. È vero che il Sudafrica accolse gli ebrei in fuga dalla Germania nazista, ho conosciuto personalmente nel 67 alcuni giovani ebrei sudafricani arrivati in Israele per aiutare, come me, il lavoro nei kibbuzim e sostituire i giovani israeliani che, al fronte, stavano difendendo Israele in guerra. Erano ragazzi sereni, che forse ancora non conoscevano la tragedia delle loro famiglie perchè chi era sopravvissuto alla Shoah non ne voleva parlare. Purtroppo la storia gira e nessuno scappa al virus dell'odio, prima o poi capita a tutti. Oggi il Sudafrica è uno dei paesi più antisionisti/antisemiti al mondo, ricordiamo la famosa "conferenza contro il razzismo" a Durban. Un vero incubo. Gli israeliani venivano rincorsi e pestati per la strada, un festival dell'odio puro e feroce. Alla fine Israele ha dovuto richiamare le proprie delegazioni per evitare il peggio. Ricordo quei giorni con grande dolore, Durban sembrava Berlino durante la Notte dei Cristalli, orde di fanatici a caccia di ebrei. Questa sera saremo in molti a piangere guardando Schindler's List.
La ringrazio e le invio un cordiale shalom

takinut@gmail.com

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