domenica 11 aprile 2021
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Il doppio standard delle Nazioni Unite contro Israele: le parole di Hillel Neuer (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






Informazione Corretta Rassegna Stampa
23.01.2021 Polonia: una battaglia per la restituzione delle proprietà rubate durante la Shoah
Cronaca di Ofer Aderet

Testata: Informazione Corretta
Data: 23 gennaio 2021
Pagina: 1
Autore: Ofer Aderet
Titolo: «Polonia: una battaglia per la restituzione delle proprietà rubate durante la Shoah»
Polonia: una battaglia per la restituzione delle proprietà rubate durante la Shoah
Cronaca di Ofer Aderet

(Traduzione di Yehudit Weisz)

Riprendiamo dal quotidiano Haaretz del 21.12.2020 la cronaca di Ofer Aderet della battaglia degli eredi della famiglia Goldman nella città di Tarnow (Polonia).

News
Nella cornice Blanka Drillich, nata Goldman, madre di Ann. Nella foto di gruppo il bisnonno Izak Goldman

A metà dicembre del 2020 la Corte Suprema polacca ha stabilito che una chiesa cattolica nella città di Tarnów, vicino a Cracovia, è stata costruita su un terreno sottratto illegalmente alla sua proprietaria, un’ebrea sopravvissuta alla Shoah. La figlia, erede della proprietà e che vive in Australia, è ora in attesa di una decisione in merito al risarcimento che riceverà dalla Chiesa Cattolica Romana. La decisione della Corte Suprema è stata una sconfitta per il Ministro della Giustizia polacco, che è intervenuto nel caso con una mossa molto discutibile. Nel suo ruolo di Procuratore Generale, ha ordinato la riapertura della causa, dopo che due tribunali e la Corte Suprema avevano stabilito di volta in volta che l'erede, Ann Drillich, è la legittima proprietaria. Il Ministro della Giustizia ha affermato che la causa della Drillich era stata presentata troppo tardi, e che quindi le sentenze non sono valide. Ma la Corte Suprema ha respinto il ricorso e ha confermato che la proprietà è stata sottratta illegalmente ai suoi proprietari ebrei. “Mi sento sollevata dal fatto che la Corte Suprema si sia rifiutata di ribaltare le precedenti decisioni dei tribunali che stabilivano che la Chiesa occupava illegalmente la proprietà della mia famiglia. Drillich ha inoltre aggiunto di sentirsi "frustrata, perché la parrocchia ha atteso tempi spaventosamente lunghi pur di ostacolare la giustizia”, ​​anche dopo che i tribunali avevano ordinato alla Chiesa di restituire la proprietà o di risarcirla. Alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, quasi 25.000 ebrei vivevano a Tarnów, circa la metà della popolazione. I tedeschi l’avevano occupata l'8 settembre del 1939 e quasi immediatamente avevano iniziato a perseguitare gli ebrei. Nel 1941 cacciarono la famiglia Goldman dalla loro proprietà e la confinarono nel ghetto. Poi tutta la famiglia venne assassinata durante la Shoah, tranne la madre di Ann Drillich, Blanka Goldman. Blanka era riuscita a fuggire dal ghetto ed a tornare a casa. Un vicino polacco ha rischiato la propria vita e quella della sua famiglia per aiutarla a sfuggire ai nazisti e a trovarle un nascondiglio. Nel 1945, alla fine della guerra, Blanka Goldman fu riconosciuta dalle autorità polacche - allora sotto il regime comunista - come unica erede della tenuta di famiglia, che i nazisti avevano saccheggiato. Blanka, che allora aveva 20 anni, trascorse tre anni vivendo nella tenuta di famiglia che aveva ereditato. Tuttavia nel 1948 emigrò in Australia a causa dell’antisemitismo locale. In Australia, ha sposato un altro sopravvissuto alla Shoah, anche lui originario di Tarnów, di nome Henryk Drillich, il padre di Ann. In sua assenza, il vicino cattolico polacco che le aveva salvato la vita e che è stato riconosciuto come Giusto tra le Nazioni, si era preso cura dei beni di famiglia che Ann Drillich gli aveva lasciato in procura. Nel 1973, dopo anni di lotta contro la depressione di cui soffriva dal momento in cui aveva visto sua madre uccisa nel ghetto dai nazisti, Blanka pose fine alla sua vita, lasciando il marito e due figli adolescenti. Ma il vicino polacco aveva sfruttato la sua assenza dalla Polonia per impossessarsi del terreno che avrebbe dovuto proteggere, vendendone una metà metà e donato l’altra metà alla Chiesa Cattolica . Ann Drillich, figlia di Blanka, ne era venuta a conoscenza nel 2010 e iniziò una lunga battaglia legale per reclamare la proprietà rubata. Dopo che diversi tribunali, dozzine di udienze, appelli e procedure legali, i giudici di un tribunale distrettuale in Polonia decisero a suo favore nel 2016. La Corte Suprema ha successivamente confermato questa sentenza, ma Ann non ha ancora ricevuto indietro la sua proprietà e attende che sia fatta giustizia. “Mi chiedo cosa direbbe Papa Francesco sulle azioni di questa parrocchia”, ha dichiarato Ann Drillich ad Haaretz.

Israelischer Journalist der Zeitung Haaretz, Ofer Aderet: „Grass ist unser  geringstes Problem“ | Politik
Ofer Aderet

takinut@gmail.com

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT