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Informazione Corretta Rassegna Stampa
16.10.2020 Il disgelo in Medio Oriente?
Commento di Michelle Mazel

Testata: Informazione Corretta
Data: 16 ottobre 2020
Pagina: 1
Autore:
Titolo: «Il disgelo in Medio Oriente?»
Il disgelo in Medio Oriente?
Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)


British foreign policy in the Middle East - Wikipedia

Rassegnazione? Consapevolezza che la battaglia è perduta? L'Unione Europea, che a settembre aveva il muso lungo all'annuncio degli accordi di normalizzazione tra Israele ed Emirati Arabi Uniti, subito seguito dalla notizia che si sarebbe aggiunto anche il Bahrein, sta riesaminando la sua posizione. La sua principale obiezione agli accordi era che questi ultimi erano contrari al dogma secondo cui la soluzione del problema palestinese è la premessa per qualsiasi riavvicinamento tra Israele e i Paesi arabi. Questo dogma era già stato messo a rischio una prima volta dagli accordi di pace conclusi con l'Egitto. Ma è la sua seconda violazione che avrebbe dovuto far riflettere l'Europa. Perché in seguito anche la Giordania, con i suoi campi di profughi palestinesi, aveva fatto pace con lo Stato ebraico nel 1994. La necessità infrange la legge, dice il proverbio. Oggi sono in via di realizzazione gli accordi firmati alla Casa Bianca. Promotori finanziari e imprenditori moltiplicano gli incontri, sia virtuali che reali. Una prima linea marittima tra Dubai ed Eilat. Una nave mercantile degli Emirati nel porto di Haifa. Dei collegamenti aerei diretti che avrebbero dovuto iniziare entro poche settimane ma che non inizieranno prima di gennaio, causa covid19. La decisione a sorpresa dell'Arabia Saudita di far volare gli aerei israeliani sul suo territorio. Decisione seguita dalla Giordania che alla fine ha deciso di aprire il proprio spazio aereo agli aerei del vicino che le apre il suo. Ci sono state anche le dichiarazioni del Principe  Bandar Bin Sultan al-Saud. Colui che fu Ambasciatore dell'Arabia Saudita a Washington non ha trovato parole abbastanza dure per biasimare i palestinesi, accusandoli indiscriminatamente di fare fronte comune con la Turchia e l'Iran, nemici del Regno, e di mostrare ingratitudine per un Paese che è stato così generoso con loro. Anche il Libano ha appena deciso di avviare finalmente dei negoziati con Israele. Certo, sono stati scoperti dei giacimenti di gas nel Mediterraneo ed è diventato imperativo determinare il confine marittimo tra i due Paesi e più precisamente la linea di demarcazione della loro zona economica esclusiva. Una delegazione composta interamente da ufficiali libanesi - il rappresentante del Ministero degli Esteri è stato invitato a rimanere a casa su istanza di Hezbollah - hanno quindi incontrato a malincuore e con riluttanza i loro omologhi israeliani presso la sede generale dell’ UNIFIL situata a Nakoura, sul lato libanese del confine. Si sono rifiutati di stringere la mano alle suddette controparti o addirittura di posare per la foto tradizionale. Hezbollah sta gridando forte e chiaro che non si tratta affatto di colloqui di pace; il suo capo iraniano disapprova assolutamente questi contatti con il piccolo Satana. Ma torniamo all'Unione Europea. L'accordo di associazione concluso tra questa istituzione e Israele nel 2000 era stato sospeso nel 2013 da Bruxelles dopo l' operazione “Margine di protezione”. A seguito di un recente incontro tra il responsabile della politica estera dell'UE, Josep Borrel e il Ministro degli Esteri israeliano Gabi Ashkenazi, l’accordo verrà rimesso in carreggiata. Insomma, nonostante l'avvicinarsi dell'inverno, è già iniziato il disgelo.  Non piace a tutti. I palestinesi si sentono un po’ isolati nonostante il sostegno di Iran e Turchia. Traggono un po’ di conforto dal sostegno della Lista Araba Comune alla Knesset, il parlamento israeliano. E’ noto che nelle ultime elezioni, i cittadini arabi israeliani hanno votato in massa e sono rappresentati da quindici deputati. Questi ultimi hanno appena annunciato che voteranno contro gli accordi di normalizzazione con gli Emirati che il governo sta per fare ratificare in parlamento.

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Michelle Mazel scrittrice israeliana nata in Francia. Ha vissuto otto anni al Cairo quando il marito era Ambasciatore d’Israele in Egitto. Profonda conoscitrice del Medio Oriente, ha scritto “La Prostituée de Jericho”, “Le Kabyle de Jérusalem” non ancora tradotti in italiano. E' in uscita il nuovo volume della trilogia/spionaggio: “Le Cheikh de Hébron".




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