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Informazione Corretta Rassegna Stampa
14.09.2020 IC7 - Il commento di Deborah Fait: Una data storica
Dal 7 al 12 settembre 2020

Testata: Informazione Corretta
Data: 14 settembre 2020
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «IC7 - Il commento di Deborah Fait: Una data storica»
IC7 - Il commento di Deborah Fait
Dal 7 al 12 settembre 2020

Una data storica


Martedì prossimo, 15 settembre, sarà una data non solo storica, sarà di più, molto di più. Ben due paesi arabi firmeranno con Israele un accordo di pace e lo faranno a Washington, alla presenza di Donald Trump. Durante i preparativi per la cerimonia dell'accordo tra Israele e Emirati, ecco la notizia che nessuno si aspettava, sarebbe stato presente, con la penna in mano, anche il Bahrain. Si sapeva che il re di quel paese, Hamad bin Isa, intendesse seguire l'esempio di Abdulla bin Zayed, ministro degli esteri degli Emirati, ma nessuno si aspettava una decisione talmente veloce da lasciarci tutti molto piacevolmente stupiti. Così, mentre Benjamin Netanyahu, Donald Trump e bin Zayed firmeranno la pace, il ministro del Bahrain firmerà un accordo di piene relazioni diplomatiche tra i due paesi.

"Un altro storico accordo! I nostri due grandi amici, Israele e il Regno del Bahrain, firmeranno un accordo di pace, il secondo paese arabo che farà la pace con Israele nel giro di 30 giorni!" così scrive Trump su Tweet. Probabilmente il prossimo paese arabo ad aggiungersi ai primi due sarà l'Arabia Saudita, con la quale Israele ha già rapporti più o meno segreti da anni, il primo passo è stato permettere alla ELAL e alle linee aeree degli Emirati di sorvolare il suo territorio. Naturalmente c'è chi rema contro, fa l'uccello del malaugurio e parla di "cavallo di Troia". Io per carattere sono ottimista perciò spero sempre nel meglio. C'è chi ricorda il disastro di Oslo ma allora la "pace" era con Arafat quindi con un terrorista falso e vigliacco fino al midollo. Non poteva andar bene e tutti lo sapevamo, lo sapeva anche Rabin e lo si è visto da come fosse restio nello stringere la mano di Arafat a Washington. Chi rema contro semplicemente non vuole ammettere il successo di Netanyahu e di Trump nella ricerca di buoni rapporti con paesi da sempre nemici giurati e implacabili di Israele Chi mastica amaro come fiele sono i palestinesi che continuano a prendere calci nei denti dai loro stessi "fratelli" arabi che probabilmente si sono rotti le scatole di avere questa eterna palla al piede e si saranno anche stancati di mandare soldi per rimpolpare i conti esteri dei capi mafiosi palestinesi. L'Autorità palestinese ha gridato al "tradimento di AlQuds, della moschea di Al Aqsa e del popolo palestinese" e ha continuato "La decisione del Bahrain incoraggia i crimini israeliani e l'occupazione dei territori palestinesi".


Benjamin Netanyahu, Mohammed Bin Zayed

Saeb Erekat, segretario generale dell'OLP e implacabile nemico di Israele, ha dichiarato che "Questo serve solo alla campagna presidenziale di Donald Trump alle spese del popolo palestinese." Hamas parla di crimine e l'Iran di "vergognoso crimine". Sono verdi di rabbia mal repressa. Ma lo smacco peggiore i palestinesi lo hanno ricevuto, incredibilmente, proprio dalla Lega Araba che, senza tanti complimenti, ha rifiutato la richiesta dell'ANP di condannare gli accordi di pace con Israele. Da queste parti il mondo si sta rovesciando, ormai non solo Egitto e Giordania ma Emirati, Bahrain, a seguire probabilmente Marocco, Arabia Saudita, all'orizzonte si vede il Chad e altri paesi africani. In Europa sono emerse Serbia e Kosovo ma la UE ha minacciato qualsiasi paese pensasse di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele. La solita Europa vigliacca, perennemente antisemita e asservita alla paura delle reazioni dei palestinesi che si dimostrano una volta di più la popolazione più aggressiva, violenta e allergica alla pace. Abbiamo ricordato, giorni fa, l'11 settembre 2001, mentre quel giorno il mondo guardava atterrito le immagini delle Torri in fiamme e dei corpi che si lanciavano nel vuoto, i palestinesi scendevano nelle strade per festeggiare e distribuire dolcetti. Io ero qui e li vedevo alla TV israeliana correre per le strade gridare, ridere felici e soddisfatti. Non erano terroristi di Hamas o dell'OLP, no, erano la gente, erano bambini, donne, uomini normali, pazzi di gioia per la morte di migliaia di americani. Come si può sostenere simile gente e non li chiamo popolo perché non lo sono. Molti anni fa scrissi che tra tutti i popoli arabi, i palestinesi fossero i peggiori. Oggi, mentre Israele sta facendo la pace con paesi importanti del MO, non posso che confermare quanto scritto allora: i palestinesi che avrebbero potuto approfittarne e partecipare, trasformando radicalmente in meglio la loro vita miserabile, una volta di più restano fuori dalla storia.

Immagine correlata
Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"


takinut@gmail.com

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